Trapianto, la miglior terapia

Trapianto, la miglior terapia

Trapianto di rene e dialisi domiciliare, outcome a confronto – tratto da trapianti.net

Tuttavia, nessuno di queste ricerche ha considerato i tassi di mortalità nei pazienti con forme alternative di dialisi, tipo quella domiciliare.

Due di questi studi sono stati ora presentati alla Convention Kidney Week 2015 dell’American Society of Nephrology, tenutasi a San Diego nel mese novembre.

Il dottor Molnar, dell’Università del Tennessee (Health Center Science) e i suoi colleghi hanno confrontato le informazioni e gli esiti di 2000 pazienti in trattamento dialitico domiciliare con quelli di altri 2000 pazienti sottoposti a trapianto renale negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2011.

Oltre 5 anni di follow-up hanno dimostrato che i pazienti in trattamento emodialitico domiciliare avevano probabilità di morire quattro volte maggiori rispetto ai trapiantati.

“È stata riscontrata una significativa associazione tra le modalità di trattamento e l’esito infausto dei pazienti”, sottolinea il dottor Molnar. “In particolare negli afro-americani, per i quali il rischio di mortalità aumentava già al primo anno di follow-up”.

Saranno indubbiamente necessari ulteriori studi per approfondire e comprendere le ragioni sottostanti alle differenze razziali nel rischio di morte prematura tra i pazienti in dialisi domiciliare e i differenti tassi di sopravvivenza tra pazienti bianchi e di colore.

Per ora il dato acclarato è che, su un campione complessivo di 4000 pazienti, quelli in trattamento dialitico a casa hanno tassi di mortalità superiori rispetto a quelli trapiantati.

In un secondo studio, eseguito sempre dallo stesso gruppo di ricercatori, sono stati confrontati i tassi di mortalità di 480 pazienti in trattamento dialitico domiciliare e di età più avanzata (oltre 65 anni), con altrettanti pazienti sottoposti a trapianto di rene appartenenti alla stessa fascia di età (71 ± 6 anni per quelli in trattamento dialitico e 71 ± 5 anni per quelli trapiantati).

Il tempo mediano di follow-up è stato di 205 giorni per i pazienti in trattamento dialitico domiciliare e di 795 giorni per i trapiantati.

Si sono verificati 97 decessi tra i pazienti dializzati a casa e 48 decessi tra quelli trapiantati.

Inoltre, i pazienti in trattamento domiciliare avevano un concreto rischio di morire ancora maggiore durante il follow-up (5 volte più alto) rispetto ai pazienti sottoposti a trapianto di rene.

Insomma, il trapianto di rene rimane l’opzione migliore per i pazienti con insufficienza renale irreversibile, anche quando questi sono in trattamento dialitico domiciliare e in età più avanzata.

Prendendo atto di questa evidenza, sarebbe stato utile indagare se, nei campioni di pazienti studiati, il trapianto di rene abbia garantito anche una migliore qualità di vita o tassi di ospedalizzazione più bassi rispetto al trattamento dialitico domiciliare. Ma questo non secondario aspetto non è stato indagato.

Trapianto, la miglior terapia – Tratto da Trapianti.net

Bibliografia.Molnar MZ, Ravel VA, Streja E, Zadeh KK, et al. Racial differences in survival of incident home hemodialysis and kidney transplant patientsASN Kidney Week 2015 November 3-8;. abstract FR-PO1007.

Molnar MZ, Ravel VA, Streja E, Zadeh KK, et al. Survival of elderly incident home hemodialysis and kidney transplant patients. ASN Kidney Week 2015 November 3-8; (abstract FR-PO1008)

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