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A camminare nascono poesie

Da qualche tempo, ho ricominciato a camminare nei boschi. Devo ammettere che farlo nei primi tempi (ho ricominciato lo scorso anno proprio verso aprile) aveva un significato più tecnico che ludico. Dovevo riprendermi dal rientro in dialisi, dovevo perdere peso per asciugarmi (sono arrivato a perdere 10kg in un anno) e dovevo comunque dare tonicità al mio fisico dopo un duro stop fatto di mesi tra malattia e ospedale, passati a riposare e cercare soluzioni alle nuove magagne che arrivavano.

E così il bosco e il camminare, sono diventati la mia medicina principale. Ho ricominciato con molta fatica e grazie a degli amici, nel tempo sono riuscito anche a visitare qualche bel rifugio e ad arrivare in cima a qualche bella vetta della mia zona. L’inverno che ho passato è stato una scoperta incredibile per me, non mi ero mai messo a camminare nella neve ed è stato stupendo. Pur abitando in montagna, tante cose mi hanno sempre tenuto lontano dal provare questo modo di vivere la montagna. E così finalmente, dopo tanto allenamento, posso godere anche di qualche passeggiata lunga e con dei tratti non prettamente facili considerando le precedenti condizioni fisiche. E quindi, sono a contatto con panorami e ambienti diversi dalla classica passeggiata e la mia mente, vede finalmente cose nuove , da associare a parole che nascono spontanee quando mi siedo su qualche ceppo riverso a terra e riposo. E propio guardando il ceppo a terra, mi sono accordo dei come la natura mi offra un’analogia con la mia vita, di come gli alberi si aggrappino alla terra con radici profonde e anche quando un evento naturale come le slavine di neve provino a sradicarli, le loro radici profonde restino attaccate e diano vita a quell’albero! Un’affinità meravigliosa con la vita di noi dializzati, attaccati alla vita con degli aghi come fossero radici che traggono il necessario per restare in vita!

RADICI RIVERSE
Ed eccola qui
La mia vita
Radici riverse
All’aria
Alla vista di tutti,
Radici robuste
Ancora ancorate
Con forza, alla vita
Alla terra, madre
Poca linfa che scorre
Ma ancora con forza
Timidi germogli
E foglie
La prossima primavera
Vedranno

Ed è meraviglioso quando il tuo corpo risponde, ti da segnali di miglioramento nonostante la dialisi non ti permetta di fare tutto ciò che faresti da trapiantato. Ho una reale nostalgia dei miei 18 anni passati in una condizione si di malattia (il trapianto non risolve tutto, ma aiuta tantissimo), ma anche di assoluta libertà di movimento.

Non c’è una soluzione a tutto questo, solo il sopportare ed essere resilienti verso questa situazione di malattia, ovvero oltre al mero resiste e “combattere” (essere guerrieri, non basta…), ma anche trovare soluzioni e compromessi per utilizzare al meglio la parte del nostro corpo che ancora funziona ancora.
In primis, il nostro cervello. La forma mentale è assolutamente necessaria nell’affrontare positivamente la vita di tutti i giorni.

Lo sport, o più in generale, fare una qualsiasi attività fisica, aiuta sensibilimente l’affrontare la dialisi. Ho pubblicato un approfondimento su Sport e Trapianto, ma in futuro pubblicherò delle schede anche per i dializzati, che hanno una risposta diversa alle sollecitazioni che implica lo sport.

 

La luce della vita

Oggi propongo una poesia, l’autore è a me caro poichè mi ha accompagnato in un periodo in cui la luce della vita, ha cominciato a risplendere dopo un periodo non proprio brillante. Ed è bellissima, poichè racchiude tante cose questa poesia, la forza della vita che non smette mai di abbandonarti anche quando scivoli verso il profondo burrone del dolore.

Buona lettura.

La tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski.

Ci sono momenti nella vita in cui arrivano le inevitabili “batoste”. Ma nonostante tutto, la luce della vita è lì che ti aspetta.

Quando subiamo queste batoste, sta a noi scegliere se rifugiarci nella “cantina dell’arrendevolezza” come cita Bukowsi, o concentrarci sulla luce della vita, la famosa luce in fondo al tunnel, anche se questa luce sembra fioca e lontana. La speranza, la luce più debole che tu puoi vedere, batte le tenebre e tu, puoi tornare a guardare in alto se lo vuoi, puoi vivere di nuovo.

Il fatto stesso di reagire, combattere contro le batoste e le cose negative, più noi tempriamo lo spirito e diventiamo resilienti, e più siamo resilienti, più la nostra vita verrà meno trafitta dagli eventi avversi. Avremo più spirito nell’affrontare i momeni di difficoltà. Le persone che ci stanno accanto ci vedranno in maniera diversa.

Come cita la poesia, se riesci ad evitare di cadere nella cantina dell’arrendevolezza, a trovare l’uscita e per ogni momento buio, vedere la luce che vince le tenebre, avrai una vita piena di sole e di momenti migliori, nonostante la “sfiga” continui a perseguitarci. La sfiga per noi è la malattia, il dover rinunciare ad una vita “normale”, il dover fare i conti magari con la dialisi.
Mai mollare, ma sempre guardare in avanti o in alto, come un climber quando affronta la parete che sembra liscia! Un appiglio c’e’ sempre, basta saperlo scorgere, aiutandosi con tutti i sensi che abbiamo a disposizione!!

Altre citazioni su come noi siamo motivati a trovare la luce, le troviamo in molti grandi poeti, pensatori, policiti. Ne ho raccolte qualcuna per darmi la forza ogni giorno, di affrontare i momenti di sconforto, quando sono solo, quando devo fare esami che non vorrei fare.

“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta.”
N. Mandela.

“Metti il piede in fallo e cadi sette volte, otto rialzati e risorgi.”
Hagakure.

“La notte è sempre più buia prima dell’alba.”
Anonimo

Pensa, credi, sogna e osa.
Walt Disney
Qualunque cosa vogliate fare, fatela adesso. I domani sono contati.
Michael Landon
Ricordate… mai arrendersi!! Never give up!

Bocconcini di tacchino con verdure stufate

Bocconcini di tacchino con verdure stufate all’aceto balsamico

Note sul piatto

Ingredienti

Ingredienti per una porzione:
Fesa di tacchino 100 g;
verdure miste (cavolo cappuccio misto e carote) 150 g; mezzo cipollotto;
mezzo bicchiere di vino rosso;
acqua;
farina 50 g;
olio extravergine di oliva 10 g;
burro 10 g;
aceto balsamico;
spezie: cumino, alloro, maggiorana, pepe;
un pizzico di sale e uno di zucchero

Preparazione

Lavorate il pezzo di tacchino in straccetti, passando il risultato in un piatto in 50 grammi di farina. Mettete a scaldare una padella con un cucchiaino di olio EVO e i 10 grammi di burro, aggiungendo l’alloro e la maggiorana. Passare quindi la carne nel fondo caldo e dorare, sfumando con un quarto di bicchiere di vino rosso. Far asciugare e passare il risultato in un piatto fondo.

Preparate le verdure insieme alla cipolla a julienne e mettetele in una padella con un cucchiaino di olio EVO e il cumino. Cominciate a scaldarle per bene e quando sentite che soffriggono, regolate con il vino restante.
Lasciate cucinare fino a esaurire bene il fondo di vino ed aggiungete un bicchiere di acqua.

Quando si rapprende di nuovo, inserire la punta di un coltello di sale e zucchero per fare l’agrodolce, inserite a questo punto un cucchiaio di aceto balsamico. Girate il tutto velocemente e regolate con uno o due bicchieri di acqua. Lasciate stufare a coperchio abbassato almeno 15/20 minuti.

Una volta stufate le verdure, riscaldate il tutto assieme e servite in un piatto, regolando eventualmente di pepe se necessario o a vostro piacimento.

 

Risotto ai pomodori essiccati

Risotto ai pomodori essiccati

Ho scritto questa risotto ai pomodori essiccati pensando ad un piatto leggero e sopratutto a basso contenuto di sale. Andando sulla sperimentazione, ho trovato il giusto compromesso con le spezie ed ho tolto completamente il sale e anche il brodo, alimento che contiene troppo sale, sopratutto se liofilizzato.

Per conoscere a fondo i valori nutrizionali di questa ricetta, vi rimando al sito di Franca Pasticci che controlla le mie ricette! Buon appetito!

Note sul piattoRisotto ai pomodori essiccati

Ingredienti

Ingredienti per ogni persona
riso 80 g;
pomodori essiccati n 6;
cipolla 30 g;
vino bianco;
burro 10 g;
pepe, peperoncino, basilico, olio extravergine, acqua, capperi sotto aceto 10 g
grana padano 10 g

Preparazione

Preparare un fondo di padella con un cucchiaio di olio e il mezzo cipollotto tagliato finemente. Non soffriggere ma cucinare a fuoco lento il cipollotto moderandolo con acqua per 5 minuti.

Aggiungere il riso e tostare a fuoco vivo, sfumare con quarto di bicchiere di vino bianco. Aggiungere un bicchiere d’acqua e mescolare a fuoco moderato per 10 minuti. Aggiungete acqua nel caso si asciughi troppo.

Nel mentre, preparate tagliuzzati finemente i pomodori essiccati, aggiungendo i capperi (preventivamente lavati in acqua corrente), il basilico e il peperoncino a gusto e a piacimento. Essendo una pietanza senza sale, sostituiamo questo elemento con delle spezie che possano sostituirlo.

Aggiungere quindi il preparato al riso e mescolare fino a fine cottura. Mantecare con la noce di burro e il cucchiaio di grana, eventualmente moderare di pepe (a piacimento).

Peritoneale, la guida per stare bene

Peritoneale, la guida per stare bene.

E’ uscita da poco tempo la nuova guida prodotta da ANED (Associazione Nazionale EmoDialisi e Trapianto di Rene), dal titolo

peritoneale guida“DIALISI PERITONEALE, I COMPORTAMENTI CHE AIUTANO A STARE BENE”
informazioni e suggerimenti per pazienti e i loro familiari.

Si tratta di un piccolo libro che accompagna la guida “Emodialisi, una guida per stare bene”, di cui potete leggere una recensione qui, sempre edita e distribuita in forma gratuita da ANED.

E’ una guida altrettanto interessante, in cui si percorrono le varie fasi della vita del dializzato, dalle buone regole di vita, all’alimentazione, la corretta assunzione dei farmaci e, molto importante, l’aspetto psicologico e le reazioni emotive, con la testimonianza di Mario e Gabriella. Citiamo l’introduzione per capire il contenuto:

Per ottenere i migliori risultati possibili in dialisi non esistono bacchette magiche, scorciatoie o terapie miracolose. Essere in dialisi significa avere una malattia complessa, che si differenzia da paziente a paziente, durante la quale il benessere si raggiunge a seguito di scelte tecniche accurate, terapie giustamente formulate e adattate a nuove abitudini comportamentali. Molto dipende dal medico e dal team infermieristico a cui il paziente si affida, ma molto dipende anche dal malato stesso.

Una guida indispensabile!

Per chi affronta la dialisi peritoneale, questa guida è un piccolo aiuto che può fin da subito chiarire le idee e poter vivere al meglio la malattia nefropatica.

Riprendere una vita quanto meno normale è quello che Franca Pellini, nella sua “carta dei diritti del malato nefropatico”, la quale scriveva “Il malato che ha capito è colui che gestisce al meglio la malattia e la terapia” continuava la fondatrice, “solo comprendendo appieno la propria malattia, la si puó gestire e di conseguenza sopportare meglio”.

Il  tema che ha da sempre caratterizzato il lavoro di ANED è la centralità del malato, “testimone diretto della qualità della medicina e vero protagonista del cambiamento, che può comprendere solo attraverso la conoscenza”, considerata uno  “strumento di emancipazione e di corretto agire”.

Potete richiedere una copia cartacea in segreteria all’indirizzo mail segreteria@aned-onlus.it oppure piu’ semplicemente, potete scaricarla cliccando questo link – Guida Peritoneale .