C’è vita dopo il trapianto

immagine di un intervento in sala operatoriaNel periodo 2000-2012 la sopravvivenza del paziente trapiantato di rene ad un anno dall’intervento è del 97,2% e quella dell’organo ad un anno è del 92%. Per il cuore, la sopravvivenza del paziente ad un anno dall’intervento è dell’ 83,4% e quella dell’organo è dell’ 82,8%. È sostanzialmente stabile la sopravvivenza del paziente trapiantato di fegato (ad un anno è dell’ 85,9%), così come quella dell’organo (ad un anno è dell’ 81,5%).

Il Centro Nazionale Trapianti, con la pubblicazionedei dati sugli esiti del trapianto di cuore, fegato e rene relativi al periodo 2000-2012, conferma il proprio impegno per rendere trasparenti e accessibili ai cittadini i risultati degli interventi eseguiti, in termini di sopravvivenza dell’organo e del paziente e di reinserimento nella vita sociale del paziente trapiantato.

I dati testimoniano l’alta professionalità dei medici e di tutti gli operatori coinvolti nel sistema trapianti: le percentuali di sopravvivenza dell’organo e del paziente per il rene, cuore e fegato ne sono la testimonianza.

Infine, i dati relativi alla “riabilitazione dei pazienti” confermano che il trapianto consente di salvare migliaia di vite l’anno, con ottimi risultati anche sul fronte del pieno reinserimento nella vita sociale.

I dati pubblicati sono il frutto della collaborazione con i centri trapianto dell’intera Rete Nazionale Trapianti, grazie ai quali è possibile consultare la qualità degli interventi per singolo centro.

Per consultare i report completi 2000-2012 per rene, cuore e fegato visita sul sito del CNT la sezione qualità e risultati organi.

Link all’articolo originale sul sito del Ministero della Salute

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