Convegno AIRT a Torino

XXV Convegno AIRT a Torino

03/04/2014 A.O.U. Città della Salute e della Scienza Ospedale Molinette, Aula Dogliotti C.so Bramante, 88 – 10126 Torino

3÷4 Aprile 2014

XXV Convegno Associazione InterRegionale TrapiantiA.O.U. Città della Salute e della ScienzaOspedale Molinette, Aula Dogliotti

C.so Bramante, 88 – 10126 Torino

Il 25° Convegno AIRT si colloca in un contesto storico cruciale nella storia della trapiantologia italiana. Siamo ormai di fronte a scelte non più rinviabili che richiedono l’impegno di tutti nel trovare soluzioni adeguate alle necessità dei malati e sostenibili sul piano dell’efficienza. Il convegno offre un’occasione di confronto e di crescita proprio sui temi più stringenti. La medicina rigenerativa e la bioingegneria sono reali alternative per il futuro o solo delle chimere? I CIR, nei decenni passati, sono riusciti a gettare radici solide capaci di generare un modello organizzativo al passo coi tempi? Qualunque modello si sceglierà di attivare sarà in grado di concentrare su di se tutte le esperienze maturate dai CRT? C’è spazio per rendere la trapiantologia italiana ancora più omogenea nell’erogazione delle terapie e trasparente nella diffusione dei risultati. A tutti questi quesiti vorremmo poter dare una risposta e contribuire nella costruzione di un modello nazionale innovativo e ancor più prestigioso.

PROGRAMMA PRELIMINARE

Giovedì 3 Aprile, 14.00÷16.00
Qual è il futuro dei trapianti di organo solido?
Con la bioingegneria e l’utilizzo di cellule staminali potremo curare meglio le insufficienze d’organo e di tessuto?
Con lo sviluppo della medicina rigenerativa e della bioingegneria si stanno concretizzando sempre più possibilità di cura per le insufficienze d’organo e di tessuto. Questa convinzione si deve però confrontare con le reali applicazioni in sanità di queste alternative. Sappiamo fare delle previsioni accettabili sul momento in cui i trapianti d’organo saranno soppiantati da queste nuove terapie, se mai lo saranno? Occorre continuare ad investire nella rete di donazione e trapianto? Per quanto tempo? Oppure, il settore dei trapianti manterrà un ruolo fondamentale nella sanità, perché qualità dei risultati e costi renderanno sempre vantaggioso ricorrere ai trapianti?

Relatori
– Le cellule staminali nell’insufficienza renale, Giovanni Camussi -Torino
– Le cellule staminali epatiche: qual è la realtà attuale e quali sono gli sviluppi futuri?, Renato Romagnoli – Torino
– La medicina rigenerativa per l’insufficienza cardiaca, Piero Anversa – Boston
– Le cellule staminali per i trapianti di cute e di cornea, Michele De Luca – Modena
– Device impiantabili per sostituire la funzione cardiaca, Massimo Maccherini – Siena
– Il fegato artificiale impiantabile, Matteo Ravaioli – Bologna

Giovedì 3 Aprile, 16.00÷18.30
Lo scenario futuro della rete trapianti in Italia.
Che cosa resterà delle organizzazioni che hanno garantito l’attività di donazione e trapianto in questi anni in Italia: AIRT, OCST e NITp?
Serve un nuovo soggetto scientifico o professionale per gli operatori attivi nella donazione e nel trapianto?
É possibile una nuova società scientifica o associazione che le raccolga?

Con l’avvio del Centro Nazionale Trapianti operativo Operativo: forse la O deve essere maiuscola, si stanno trasferendo rapidamente a questa struttura i compiti che erano delegati ai Centri Interregionali di Riferimento (CIR). L’esperienza maturata da queste strutture, i programmi interregionali, le reti interregionali possono coesistere con il nuovo coordinamento nazionale? Sono ancora attuali e necessarie queste esperienze? Per queste organizzazioni si prevede un progressivo spegnimento oppure dovranno avere un nuovo ruolo nel sostenere iniziative interregionali? Il patrimonio scientifico e professionale di chi si occupa di coordinamento, gestione delle donazioni, sviluppo di linee guida, definizione di percorsi, sarà salvaguardato e tutelato? E quali potranno essere la fasi di transizione: una federazione o la fusione in una società scientifica che dia però garanzie di indipendenza di tutte le componenti? É opportuno fondere oppure è meglio mantenere l’indipendenza? C’è una società scientifica “storica” – la SITO – più orientata maggiormente alla componente chirurgica. C’è la SISQT, che si occupa di qualità e sicurezza nei trapianti, c’è l’AIBT che si occupa dell’aspetto biologico. Questa frammentazione realizza società scientifiche piccole e poco influenti, mentre la fusione porterebbe a visibilità, rilievo e autorevolezza maggiori. Discuterne con AIRT, OCST e NITp serve a definire l’orientamento delle diverse associazioni: preferiscono rimanere isolate oppure sono disponibili a valutare una fusione. Unirsi tra loro oppure con altri soggetti. L’esperienza di altre società internazionali di trapianto è quella di convogliare all’interno di una stessa cornice le diverse componenti. Occorre inoltre confrontarsi sulla presenza di un settore relativo alle donazioni e al coordinamento in una società scientifica che si occupi di trapianti, oppure è meglio lasciare che le due componenti restino distinte nella collaborazione?

Relatori
– Presidenti e responsabili CIR, Antonio Amoroso, Adriano Peris, Renzo Pretagostini, Giuseppe Piccolo, Massimo Cardillo
– Direttore CNT e responsabile CNT Operativo, Alessandro Nanni Costa, Lucia Rizzato
– Presidente SITO, Franco Citterio
– Presidente SIN, Antonio Santoro
– Presidente SISQT, Franco Filipponi

Venerdì 4 Aprile, 8.30÷10.00
Come costruire al meglio un programma regionale di donazione e trapianto?

Con la modifica del titolo V della Costituzione, le Regioni hanno assunto una piena competenza in tema di organizzazione e sviluppo dei sistemi sanitari regionali. Ogni Regione ha quindi sviluppato un proprio modello, dove le diverse componenti indispensabili per rispondere ai bisogni di salute in tema di trapianti hanno avuto una propria evoluzione. Osservando le diverse realtà regionali, si colgono quindi diverse modalità organizzative e di governo. Quale esempio, il numero dei centri di trapianto è variabile: da pochi a molti, tenendo più in considerazione le esperienze professionali esistenti rispetto alle esigenze di razionalizzazione e ai bisogni della popolazione. E ancora, le modalità di sviluppo della rete di procurement, dell’immunogenetica, del laboratorio di microbiologia o di anatomia patologica, o dell’insufficienza d’organo trovano nelle regioni italiani grandi differenze: con centri di riferimento o coordinamento regionali, o con una rete diffusa. Un esercizio interessante potrebbe essere quello di definire quali sono i modelli organizzativi che si reputano i più efficienti e efficaci.

Relatori
– Coordinamento Ospedaliero donazioni: qual è il modello vincente, Paolo Lopane – Livorno
– Il sistema di procurement regionale: come svilupparlo al meglio?, Lorenzo D’Antonio – Firenze
– Il governo sistema trapianti: il CRT ideale, Nicola Alvaro – Bologna
– Il supporto del laboratorio di immunogenetica: quali le regole migliori?, Stefano Roggero – Torino
– I programmi di trapianto d’organo: come programmarli al meglio per fornire una risposta adeguata ai cittadini e nel contempo contenere la spesa sanitaria, Raffaella Giacometti – Torino
– Il supporto normativo allo sviluppo della rete di donazione e trapianto: cosa occorre per sostenere con provvedimenti adeguati questa attività, Maria Maspoli – Torino

Venerdì 4 Aprile, 10.00÷11.30
Siamo pronti per nuovi programmi nazionali, e a quali benefici potrebbero portare?

Questo è uno degli argomenti di cui si discute sovente. Se da un lato c’è il federalismo delle regioni, dall’altro l’art. 32 della Costituzione dà garanzia di salute a tutti i cittadini. Da una parte abbiamo regioni che hanno investito in maniera diversa sui programmi di donazione e dall’altra abbiamo i bisogni di tutti i cittadini, in qualsiasi regione si trovino.
Può essere interessante sviluppare questa riflessione generale. Intanto è possibile già fare il punto su quali sono i programmi nazionali e come stanno funzionando. Poi si potrebbe ragionare quasi provocatoriamente di eventuali proposte di nuovi programmi funzionali.

Relatori dei programmi nazionali
– Urgenze, Lucia Rizzato – CNT
– PNI, Antonio Amoroso – Torino)
– Trapianto Pediatrico, Michele Colledan – Bergamo

Relatori per le nuove proposte
– Fegato (Antonio Pinna – Bologna)
– Polmone (Luca Voltolini – Siena)
– Rene (Piero Stratta – Novara)
– Cuore (Francesco Grigioni – Bologna)

Venerdì 4 Aprile, 11.30÷13.30
Chi aspetta un trapianto ha diritto ad una lista unica nazionale, con criteri uniformi per l’indicazione al trapianto e l’allocazione degli organi?

Le modalità di accesso ai programmi di trapianto sono diverse sul territorio nazionale. Come pure i criteri di allocazione degli organi. Ogni Regione ha sviluppato dei propri modelli di organizzazione per rispondere ai bisogni dei pazienti. Alcune regioni non sono in grado di sopperire con risposte efficienti ai bisogni dei propri pazienti, e per questo sono stati avviati programmi nazionali, come quelli pediatrici o delle urgenze. Rimane però il dubbio che pazienti di regioni diverse abbiano diverse possibilità di cura. Questo alimenta la mobilità dei pazienti da alcune regioni dove i programmi di donazione e trapianto non sono adeguatamente sviluppati, verso regioni che danno maggiori garanzie di cura.

Relatori
– Le modalità di allocazione degli organi (Antonio Amoroso – Torino)
– Il punto di vista del bioeticista (Giovanni Boniolo – Milano)
– Il punto di vista del costituzionalista (Gustavo Zagrebelski – Torino)
– Il punto di vista del paziente trapiantato (Gianluigi Topran D’Agata – trapiantato fegato dell’Emilia Romagna)
– Il punto di vista dei malati (Valentina Paris – ANED)
– Il punto di vista dei donatori (Vincenzo Passarelli – AIDO)

13,30÷14,30 PAUSA PRANZO

Venerdì 4 Aprile, 14.30÷16.00
I risultati dei trapianti risultano uniformi in Italia, ma ogni Regione ha sviluppato modelli organizzativi diversi e centri di trapianto eterogenei per caratteristiche e volumi di attività: vediamo perché.

Con il governo del CNT si è sviluppato, unico esempio della sanità italiana, un sistema di valutazione della qualità dei trapianti di organi solidi. Il follow-up dei trapianti è monitorato a livello centrale in maniera accurata e puntuale. I risultati dei trapianti sono sufficientemente uniformi, molto più rispetto alle caratteristiche dei centri, spesso eterogenei per modalità organizzative (ad esempio nella responsabilità, a volte medica a volte chirurgica), volumi di attività, caratteristiche di donatori e riceventi, modalità di allocazione degli organi, e così via. Perché, a fronte di queste differenze, i risultati sono molto simili? A fronte di case mix differenti, la diversa selezione di donatori e riceventi potrebbe spiegare l’omogeneità dei risultati? Perché in generale quei centri che eseguono più trapianti non hanno risultati migliori? Forse il periodo di follow-up è ancora limitato ed occorrerebbe un’analisi a maggiore distanza dal trapianto?

Relatori
– Il sistema qualità del CNT (Nanni Costa – CNT)
– I trapianti di Rene (Liviano D’Arcangelo – Bologna)
– I trapianti di Fegato (Franco Filipponi – Pisa)
– I trapianti di Cuore (Massimo Maccherini – Siena)
– I trapianti di Polmone (Mauro Rinaldi – Torino)

Venerdì 4 Aprile, 16.00÷17.30
Il governo delle banche dei tessuti: modelli regionali a confronto.

Le regioni hanno istituto Banche dei Tessuti in maniera variegata. Molte hanno istituito una Banca per ogni tessuto, altre hanno preferito istituire alcune banche che processano due o più tessuti: l’efficienza e l’efficacia sono diverse? C’è necessità di una banca dei tessuti per ogni regione? Funzioni e sviluppo si avvantaggerebbero dalla fusione in una struttura unica, inserita in un dipartimento clinico oppure di medicina di laboratorio? Ci sono differenze regionali nel governo delle banche di tessuto? Il sistema prelievo, banche e trapianto di tessuti: lo sviluppo regionale ottimale.

Relatori
– Gabriela Sangiorgi (Centro Regionale Trapianti – Bologna)
– Claudio Giannarini (Banca Cornee – Lucca)
– Piermaria Fornasari (Banca Tessuti Muscolo Scheletrici – Bologna)
– Maurizio Stella (Banca Cute – Torino)
– Marina Buzzi (Banca valvole, vasi e sangue cordonale – Bologna)
– Adolfo Paolin (Banca Multitessuto – Treviso)

VERIFICA ECM: QUESTIONARIO

Segreteria organizzativa
CRT e CRP Piemonte

ECM
Università degli Studi di Torino

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