Introduzione
La scoperta di effere affetti da insufficienza renale con conseguente necessità di effettuare un trattamento dialitico per rimanere in vita, rappresenta sicuramente un momento veramente difficile nella vita di qualsiasi persona.
E' normale sentirsi devastati, confusi ed arrabbiati, ma sapere quello che si può fare e cosa il paziente può fare per se stesso, aiuta
Fondamentale è conoscere i differenti tipi di trattamento possibili così da poter svolgere un ruolo attivo nella scelta del trattamento dialitico che ti riguarda.
In Italia circa 39 mila persone soffrono di malattie croniche del rene, con costi economici e sociali molto elevati, in particolare per le famiglie dei malati.
In dieci anni, dal 1988 al 1998, i pazienti in trattamento sono passati da 24351 a 38966, con un incremento percentuale di oltre il 60%, grazie anche alla maggiore diffusione ed efficacia della dialisi che ne assicura la sopravvivenza.
Ogni anno si registrano oltre 8mila nuovi casi di malati costretti a ricorrere a trattamenti dialitici per sopravvivere. (Fonte Dica33)
L'emodialisi rappresenta un trattamento che svolge il ruolo dei reni nel depurare il sangue dalle scorie e dai fluidi extracorporei del sangue attraverso un apposito macchinario, il rene artificiale, costituito da un sistema di filtri e quindi rimesso in circolazione
Ciascuna seduta dalitica ha una durata che va, generalmente, dalle tre alle quattro ore, in alcuni casi può essere, comunque, maggiore; il trattamento viene effettuato tre volte alla settimana
All'inizio di ogni trattamento vengono posizionati due aghi nell'accesso venoso. Questi aghi vengono quindi collegati a due tubi di plastica che consentono il trasprto del sangue al dializzatore.
Durante il trattamento viene effettuato un continuo monitoraggio della durata effettiva, della temperatura, della pressione e del quantitativo di liquidi rimossi.
Ma che cos'è esattamente la dialisi?
Come detto durante la dialisi si effettua una separazione di elementi in una soluzione tramite diffusione attraverso una membrana semipermeabile e i metodi dialitici si differenziano proprio in base al tipo di membrana utilizzata per svolgere la funzione di depurazione del sangue. Nel caso dell'emodialisi questa membrana è artificiale (filtro di dialisi) mentre nella dialisi peritoneale è naturale (membrana peritoneale).
Emodialisi
Per effettuare l'emodialisi è necessario attuare una circolazione extracorporea, dal momento che il sangue e una soluzione dializzante (bagno di dialisi) devono passare attraverso il filtro di dialisi collocato al di fuori dell'organismo. Per la terapia, dunque, occorre un accesso a una vena e a una arteria, in genere del braccio che viene realizzato chirurgicamente (fistola arterovenosa). La tecnica chirurgica consiste nel collegamento (anastomosi) di un vaso arterioso donatore e un vaso venoso adiacente e può essere condotto in varie modalità. La più comune è quella latero-terminale. L'intervento prevede, previa anestesia locale, un'incisione cutanea a livello della superficie anteriore del polso, che può essere condotta trasversalmente o longitudinalmente. Una volta esposte l'arteria radiale e la vena cefalica si introduce un piccolo catetere nella vena per favorirne la dilatazione; quindi il vaso viene infuso con della soluzione fisiologica per favorire la circolazione. L'estremità terminale della vena viene quindi suturata alla parete laterale dell'arteria radiale. L'emodialisi richiede dalle tre alle quattro ore per due o più spesso tre volte la settimana e viene generalmente effettuata in ospedale.

Dialisi peritoneale
La membrana di dialisi utilizzata in questo tipo di metodica è il peritoneo, una membrana che riveste tutti gli organi dell'addome, formando una cavità virtuale (cavità peritoneale). All'interno di questa cavità viene introdotto il liquido di dialisi con cui vengono scambiate le sostanze, le scorie e l'acqua a partire dal sangue che irrora la membrana peritoneale. Molto importanti due metodiche di dialisi peritoneale automatizzata (CCPD e APD), praticabili a domicilio, che vengono svolte di notte e lasciano ai pazienti maggiori possibilità di lavorare e avere una vita sociale, azzerando così i costi sociali, che invece risultano pesanti per i trattamenti di emodialisi in ospedale e, soprattutto, a domicilio.
