Lauretta
Ciao a tutti, sono Laura, ho 25 anni, sono sposata e vivo in provincia di Milano.
Nel 1995 mi è stata diagnosticata una glomerulonefrite proliferativa, così mi sono trovata a dover “crescere in fretta” e a “maturare” con problemi un po’ più seri rispetto a quelli dell’età. Avevo solo 14 anni e ho dovuto accettare le trasformazioni del mio corpo dovuto al cortisone e i suoi effetti collaterali e a convivere con sbalzi d’umore frequenti. Mi avevano detto che a lungo andare c’era la probabilità di entrare in dialisi ma nessuno sapeva dirmi con certezza se e quando sarebbe capitato. Comunque, facendo i miei controlli ogni 2 mesi, biopsie, boli di cortisone, terapie varie, sono arrivata fino a giugno del 2006 senza troppi “problemi “.
Il 6 giugno 2006 ho fatto gli esami e la visita di controllo: era tutto a posto.
A metà giugno mi accorgo che la quantità di pipì delle 24 ore diminuisce e inizio ad avere dolori alle ginocchia. Così il 23 giugno (dovevo partire per un weekend in moto sulle Dolomiti con mio marito) mia mamma mi convince a telefonare al mio dottore a Milano che mi chiede di raggiungerlo in ospedale per fare degli esami d’urgenza. Dopo aver fatto gli esami sono rimasta con i miei genitori ad aspettare l’esito... il tempo non passa più... ad un certo punto, ricordo ancora come se fosse ieri, stanca di aspettare sono corsa dal mio dottore per chiedergli se fosse arrivato l’esito... mi è bastato guardarlo negli occhi per capire che c’era qualcosa che non andava... quando mi ha detto che dovevo essere ricoverata d’urgenza e che avrei dovuto sottopormi alla dialisi, il mondo mi è crollato addosso.
Dialisi? Ma se solo 15 gg. prima gli esami andavano bene, perchè ora la creatinina è salita a 9?
Dialisi? Questa parola mi ha sempre messo paura. Anche i miei genitori sono terrorizzati.
Trascorro così una giornata in pronto soccorso, dove mi mettono un catetere femorale, poi, alle 21 inizio il mio primo trattamento dialitico. A mezzanotte posso mandare a casa mamma e papà e tranquillizzarli... la dialisi non fa male, anzi... giorno dopo giorno, dialisi dopo dialisi, inizio a capire che mi fa star bene...
Dopo aver fatto un’ennesima biopsia, inizio una cura con endoxan (i medici dicono che c’è una possibile ripresa dell’attività renale). Ogni giorno la mia preoccupazione è fare pipì: ho lo stimolo ma nulla. I medici mi spingono a mettere un catetere per fare la dialisi peritoneale ma io sono sempre più convinta che l’emodialisi si adatti maggiormente alla mia vita e poi non voglio assolutamente “portarmi a casa” il peso della dialisi, alla fine non staccherei mai la spina e rimarrebbe il mio chiodo fisso. E poi mio marito è un po’ fifone, non so... ma i medici spingono per il fatto che ho possibilità di ripresa e mettere una fistola non è il massimo. (Spingono per questo o per il fatto che gli ospedali sono pieni?) Va bhè... alla fine mi trasferiscono in un ospedale più vicino a casa e lì mi tolgono il catetere femorale e mi mettono un tunnellizzato a livello del petto. Bene: una possibilità di sottopormi all’emodialisi per i due mesi di cura con l’endoxan. Alla fine di agosto la creatinina si abbassa a 3. Decidono così di interrompere la dialisi.
Ora sono tre mesi che “tiro avanti” da sola... ma nessuno mi dice fino a quando e come... (la creatinina è a 2,7-2.9). Da giugno ho perso 10 kg, sono a dieta: poca verdura e frutta, sì a carne e a pasta (ma proprio non riesco a mangiare!).
L’esperienza della dialisi non è stata per me negativa, come molti possono pensare. Sì, la vita ti cambia, ci sono cose che fai fatica ad accettare (quante lacrime versate per un semplice bicchiere d’acqua!) ma ho avuto anche la fortuna di fare molte conoscenze nuove e tutto ciò mi ha aiutato a riflettere un po’, anche se non sono ancora riuscita a capire che forse, a volte, vale davvero la pena saper accettare pienamente i propri limiti perchè la vita è una sola... sì, perchè, dopo tutto quello che è successo, ancora oggi, non ho la forza di chiedere di lavorare part-time e di non lavorare 5 giorni su 7, 8 ore al giorno, di tornare a casa alle 19, addormentarmi alle 20 sul divano e passare interi weekend a dormire, stanca, esausta... la vita è una sola e penso che una possibilità Dio me l’abbia data ma un’altra forse...
