Luisella


(tratta dall'opuscolo di informazione "Dona gli organi non fermare la vita")

Cara amica, permettimi di raccontarti brevemente la mia storia. sono sicura, per quello che ti conosco, che riuscirai a capire una esperienza che, come la mia, è per fortuna rara e che io ho svelato a pochissimi.
I miei guai vengono da lontano. Appena nata, a Roma, mi dicono che ero una bambina normale e sana, ma a 12-13 mesi ho cominciato a piangere in continuazione, probabilmente a causa di forti dolori. I medici per molto tempo non hanno capito nulla, poi è venuta la diagnosi definitiva: rene unico malformato, complicato da ectasia vescicolare. Parole difficili, che io ho capito solotanto molto più tardi. Indicavano che il mio unico rene (l'altro non lo ho mai avuto) funzionava male e che ero molto vcina ad una vera e propria insufficienza renale.

A 20 mesi ho subito il mio primo intervento chirurgico. E' durato 5 ore, io non ricordo nulla ma i miei genitori dicono che il medico che mi ha operato sosteneva che c'erano poche probabilità di successo.

Poi ci sono stati altri ricoveri e altri interventi chirurgici. Abitavo praticamente in ospedale, ma monostante questo ho sempre cercato, con l'aiuto dei miei, di fare una via il più possibile normale. Sono riuscita con molta fatica a finire le scuole elementari e medie. Poi, nel settembre 2003 (avevo 15 anni), il mio rene si è improvvisamente bloccato e pochi giorni prima dell'inizio delle scuole medie superiori ho fatto per la prima volta la dialisi.

Nel 2004 i miei genitori e il mio medico mi hanno iscritta ad una lista di attesa per il trapianto di rene, sempre a Roma. E per me è cominciata una vita diversa, fatta di una nuova speranza ma anche di paure mai provate prima. E' di questo che vorrei parlarti.

A volte chiudo gli occhi e vedo che gioco, sorrido e mi diverto con tutte le mie compagne: un trapianto, infatti, mi darebbe la possibilità di una vita come quella degli altri. Ma poi vengo presa dalla paura che "il mio rene" non arrivi mai: allora sarei obbligata - come è accaduto prima di me a tante persone che erano nella mia stessa situazione- a fare per anni la dialisi tre volte alla settimana, a considerarmi una malata cronica e a temere ogni giorno chissà quali complicazioni.

Mi pare di essere letteralmente appesa alla solidarietà di persone che non conosco. Ci sarà mai, da qualche parte, qualcuno che deciderà di donara un rene adatto a me? E' perchè tante possibili donazioni vengono ancora rifiutate? Mi piacerebbe parlare di questi problemi, che per me sono vitali, non solo con i genitori e i medici, ma anche con qualche amico.

Grazie della tua attenzione,