La Sindrome di Alport

La Sindrome di Alport

Definizione

La sindrome di Alport è una grave malattia ereditaria e progressiva dei reni, caratterizzata da sintomi renali ed extrarenali. L’evoluzione della malattia molto spesso porta all’insufficienza renale terminale. Si stima che la sindrome di Alport sia responsabile di circa l’1-2% di tutti i casi di insufficienza renale terminale e che circa 1 persona su 5.000 ne sia affetta.

Dott. AlportLa Sindrome di Alport deve il suo nome al medico Cecil A. Alport che, nel 1927, pubblicò uno studio relativo a individui appartenenti a tre generazioni della medesima famiglia, i quali presentavano insufficienza renale progressiva e sordità di tipo percettivo. Tale studio evidenziava come il sintomo più evidente della malattia fosse la presenza di sangue nelle urine (ematuria) e come la malattia si manifestasse con maggiore gravità negli individui di sesso maschile. Il Dott. Alport studiò successivamente numerosi altri individui che presentavano i medesimi sintomi; nel 1961 la malattia prese il nome di sindrome di Alport.

 Forme e modalità di trasmissione della sindrome di Alport

Esistono diverse forme di S. di Alport.

Una prima classificazione è basata sull’età in cui compare l’insufficienza renale:

  •  sindrome di Alport giovanile – l’insufficienza renale compare entro i 30 anni di vita. E’ la forma più comune;
  • sindrome di Alport dell’adulto – l’insufficienza si manifesta dopo i 30 anni di vita.

Una seconda classificazione è basata sulla modalità di trasmissione genetica della malattia:

  •  sindrome di Alport X-legata (XLAS). Rappresenta circa l’85% dei casi di sindrome di Alport e presenta una modalità di trasmissione genetica legata al cromosoma X. Essa è dovuta ad una mutazione della catena proteica collagenica alfa5, appartenente al collagene IV (COLA5). In questo caso, la malattia si presenta in maniera diversa a seconda del sesso dell’individuo che ne è affetto. Gli individui di sesso femminile portatori della mutazione hanno infatti due cromosomi X, uno mutato ed uno sano; il cromosoma X sano normalmente compensa gli effetti della mutazione contenuta nel cromosoma X malato. Esse, pertanto, nell’80% dei casi sono portatrici sane della mutazione o presentano sintomi lievi (dall’ematuria alla sordità). Nel restante 20% dei casi manifestano invece l’insufficienza renale cronica, in genere in età adulta. Un individuo di sesso femminile affetto da XLAS ha, per ogni gravidanza, il 50% delle probabilità di trasmettere la mutazione alla propria progenie. Gli individui di sesso maschile portatori della mutazione presentano tutti i sintomi della XLAS, non avendo un cromosoma X sano che compensi quello mutato (essi non hanno due cromosomi X ma un cromosoma X ed un cromosoma Y). Un individuo di sesso maschile affetto da XLAS trasmette la malattia alla progenie di sesso femminile (che eredita il cromosoma X mutato) ma non alla progenie di sesso maschile (che eredita il cromosoma Y sano). sindrome di Alport autosomica dominante (ADAS) e Sindrome di Alport autosomica recessiva (ARAS). Sono forme più rare della malattia e colpiscono sia gli individui di sesso maschile che quelli di sesso femminile. Sono dovute a mutazioni della catena proteica collagenica alfa3 ed alfa4 appartenente al collagene IV (COL4A3 e COL4A4).

Sintomi

 Sintomi renali

Il sintomo renale primario è costituito dalla microematuria (piccole quantità di sangue nelle urine, rivelabili solo con un esame microscopico) con possibili episodi di macroematuria (quantità visibile di sangue nelle urine) associati generalmente a stati influenzali o febbrili. Con il passare del tempo (normalmente nell’adolescenza) si manifesta proteinuria (presenza di proteine nelle urine) e innalzamento della pressione sanguigna. Il sintomo renale più importante è tuttavia rappresentato dalla progressiva fibrosi delle strutture renali (glomeruli e tubuli) che, gradatamente, evolve nell’insufficienza renale cronica.

 Orecchio interno ed occhi

Circa 80% degli individui di sesso maschile e 57% di quelli di sesso femminile, generalmente in età adolescenziale e prima dell’insorgere dell’insufficienza renale, presentano sordità neurosensoriale che si accentua con il progredire dell’età. Circa 72% degli individui di sesso maschile e 38% di quelli di sesso femminile presentano lesioni della retina e del cristallino (lenticono anteriore, cataratte, retinopatie, erosione corneale).

 Sintomi ematici

I soggetti affetti da ADAS presentano generalmente trombocitopenia (carenza di piastrine).

 Leiomiomatosi

I soggetti affetti da XLAS presentano raramente leiomiomatosi (tumori benigni a livello dell’esofago, della trachea, dei bronchi e dell’apparato genitale).

 Cause

Come già evidenziato, la causa della malattia consiste in un difetto nella sintesi delle catene collageniche alfa3, alfa4 (ADAS ARAS) ed alfa5 (XLAS) appartenenti ad un tipo particolare di collagene (tipo IV), una proteina strutturale fondamentale della membrana basale del glomerulo renale.

 Diagnosi

La diagnosi della sindrome di Alport è basata sul riscontro dei sintomi tipici sia renali (attraverso la biopsia renale) che acustici ed oculari. Nell’80% circa dei casi è attualmente possibile effettuare lo studio del DNA del soggetto affetto in modo da determinare con esattezza la mutazione responsabile della patologia (analisi diretta). L’individuazione della mutazione, a sua volta, consente una eventuale diagnosi genetica pre-impianto e prenatale. Negli altri casi è possibile effettuare invece una diagnosi cd. indiretta, attraverso lo studio del DNA di individui (malati e sani) appartenenti alla medesima famiglia.

 Trattamento

Attualmente non esiste una cura per la Sindrome di Alport. Esistono tuttavia trattamenti volti ad alleviare/ritardare i sintomi della malattia (dieta ipoproteica, assunzione di farmaci anti-ipertensivi, protesi oculari ed acustiche, ecc.). L’evoluzione della malattia in insufficienza renale cronica determina la necessità del trattamento dialitico ed, eventualmente, del trapianto renale.

 Prevenzione

La Sindrome di Alport non può essere prevenuta.

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