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Alimentazione corretta per prevenire la malattia renale

Alimentazione corretta per prevenire la malattia renale:
Al via la campagna  di comunicazione web promossa da Aned ed  Andid per la prevenzione della malattia renale con l’apporto di una corretta alimentazione

Comunicato stampa – rebloggato da www.emodializzati.it

ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) e ANED (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto) insieme per la salute

Arrivano le kidneys card, per imparare a ridurre il consumo di sodio senza perdere gusto e sapore.

Al via la campagna di comunicazione web promossa da Aned ed Andid per la prevenzione della malattia renale grazie ad una corretta alimentazioneSono due, uno rosso e l’altro verde: il primo compie sempre scelte giuste, il secondo quelle sbagliate; hanno una forma inequivocabile, quella di due piccoli reni.

Sono i kidneys (reni, in inglese) i protagonisti della nuova campagna di comunicazione targata ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) e ANED (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto) lanciata in occasione dei Giochi Nazionali Trapiantati e Dializzati, svolti a Bra dal 26 al 28 maggio.

L’obiettivo è chiaro: aumentare la consapevolezza rispetto al consumo del sale, per coloro che affrontano la malattia renale.

L’iniziativa è parte di un progetto condiviso con ANDID che ha l’obiettivo di affrontare, in una chiave semplice e diretta, alcuni argomenti fondamentali per i pazienti che convivono con la malattia renale. Abbiamo iniziato con il consumo di sodio perché interessa tutti i pazienti, sia che stiano affrontando una terapia conservativa sostitutiva con dialisi oppure siano prossimi ad un trapianto”, sottolinea Giuseppe Vanacore, Presidente ANED.

Ma perché la quantità di sodio che si assume è così importante per le persone che affrontano la malattia renale? Quando mangiamo, il rene sano elimina il sodio in eccesso mentre nella persona con insufficienza renale cronica il rene malato non è in grado di garantire il corretto equilibrio. La ritenzione di sodio porta all’aumento della pressione arteriosa, che è un fattore di peggioramento della malattia renale.

Meno sale è meglio!” è il claim della campagna di comunicazione e le kidneys card intendono raccontare quali sono le possibili “strategie di gioco” per ridurre il consumo di sale e fare scacco alla malattia renale, attraverso utili e pratici consigli e buone pratiche di consumo.

La campagna di comunicazione viaggerà sul web; le card sono scaricabili gratuitamente on line dal sito ANED ( www.aned-onlus.it ) e dal sito  ANDID ( www.andid.it )

Da alcuni anni, l’Associazione sta puntando molto sulla comunicazione e su nuove modalità per orientare le scelte di consumo. Siamo tutti stanchi di divieti e proibizioni, ma abbiamo bisogno di strade alternative e sostenibili per praticare ogni giorno scelte consapevoli che ci consentano di vivere meglio. La collaborazione con ANED intende essere un primo passo verso progettualità condivise e continuative, dedicate a chi affronta la malattia renale. Le prossime kidneys card saranno dedicate al potassio e al fosforo, proseguiremo il ciclo con un approfondimento sui liquidi”, precisa Ersilia Troiano, Presidente ANDID.

Il problema della riduzione di sale è naturalmente collegato al timore di perdere il gusto delle pietanze.

Ma l’uso di spezie e di erbe aromatiche ci viene in soccorso, garantendo gusto e sapore anche in assenza di sale.

Quanto ne dovremmo consumare, lo dice chiaramente l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che indica, anche per la popolazione sana, il tetto massimo di 5 grammi di sale al giorno, pari a un cucchiaino da caffè. Ma il vero problema è il sale nascosto.

Più della metà del sale che mangiamo è contenuto negli alimenti che acquistiamo già pronti al consumo. La migliore strategia da adottare è acquistare alimenti freschi e cucinarli in casa, controllando i condimenti che usiamo. Se invece comperiamo alimenti pronti è necessario bilanciare nel pasto ed evitare di aggiungerlo in altri cibi. Dobbiamo poi ricordare che il sale è usato come conservante, per esempio nei salumi e nei formaggi; per questo è consigliabile mangiare non più di uno, due volte a settimana gli affettati e prediligere formaggi freschi. Infine, quando acquistiamo alimenti pronti, è importante leggere le etichette e scegliere alimenti che contengano meno di 0,03 g di sale ogni 100 g.”, afferma Franca Pasticci, curatrice del progetto.

Scarica il comunicato

Scarica le Kidneys Card

L’ANDID, unica associazione rappresentativa della professione del dietista in Italia (DM 19.06.2006), tutela gli interessi dei dietisti e promuove la qualità della formazione di base e post base e fa parte delle federazioni europea (EFAD) ed internazionale (ICDA) delle associazioni di Dietisti.

L’ANED è l’associazione dei malati di rene fondata nel 1972 da Franca Pellini. Fin dalle origini, accanto all’impegno quotidiano di assicurare cure adeguate a tutti i pazienti, Aned si batte per il benessere dei malati, per garantirne la dignità e i diritti. Tra i principi fondativi l’informazione e l’attività educativa sono poste in primissimo piano, come strumenti e azioni utili in ordine alla “…qualità della vita, alle relazioni sociali e al lavoro…” Prevenzione, stimolo alla ricerca medico-scientifica e soluzione dei problemi sociali costituiscono, in nuce, le basi di uno statuto dei diritti del malato nefropatico.

Prevenire la Disidratazione nell’Anziano

Prevenire la Disidratazione nell’Anziano

Articolo tratto dal portale Univadis, utilissimo ed essenziale nella sua esposizione, ci illustra come una corretta idratazione previene molte complicanze, tra le quali problemi cardiaci e insufficienza renale. Questo articolo vale non solo per le persone anziane, ma dovrebbe diventare un utile compendio per tutti durante l’estate, seguendo anche altre indicazioni sulla corretta alimentazione sia per le persone trapiantate che in terapia dialitica (emodialisi o peritoneale) oltre che chi è affetto da nefropatia.

 

Prevenire la Disidratazione nell’Anziano

Indicazioni per la gestione nel paziente fragile

A cura di: Mauro Marin – Direttore di Distretto e Giulia Marin – Medico Chirurgo, Pordenone

Il personale sanitario e i caregiver devono essere costantemente consapevole dei fattori di rischio e segni di disidratazione negli anziani, soprattutto durante i periodi di tempo molto caldo¹.

Nell’anziano totalmente o parzialmente non autosufficiente è frequente uno stato di disidratazione che si può manifestare con rapida perdita di peso, secchezza delle mucose (lingua arida, secca), bulbi oculari infossati, astenia, oliguria, confusione mentale o letargia, difficoltà nell’eloquio, tachicardia e ipotensione ortostatica².

Una grave disidratazione aumenta il rischio di ospedalizzazione e di mortalità³. Inoltre può causare nell’anziano tromboembolie secondarie all’emoconcentrazione, aritmie cardiache secondarie ad alterazioni elettrolitiche, insufficienza renale acuta, rabdomiolisi, deliri, aumentato rischio di infezioni urinarie e polmonari, di cadute traumatiche, di ulcere da decubito e di tossicità da farmaci.

La disidratazione consegue a ridotto apporto o aumentata perdita di liquidi, come ad esempio in caso di riduzione persistente dello stimolo a bere, coesistenza di 4 o più patologie acute o croniche, malattia terminale, demenza, ictus cerebrale, disfagia, malnutrizione, febbre elevata, vomito, diarrea, ipokaliemia, ipercalcemia, traumi, interventi chirurgici, uso di diuretici o più farmaci, iperventilazione, clima caldo, poliuria da nefropatie o da diabete insipido o da diabete mellito.  La disidratazione è dunque un’importante problema socio-sanitario che necessita di interventi multidisciplinari di prevenzione, diagnosi e terapia.

La gestione dell’idratazione richiede una specifica formazione del personale di assistenza e comprende una serie di interventi da attuare in particolare negli anziani a maggior rischio, rappresentati dai soggetti totalmente o parzialmente non autosufficienti.

Gli interventi utili sono:

  • Definire il quantitativo giornaliero di liquidi da assumere
  • Documentare attraverso una scheda di rilevazione l’ammontare dei liquidi introdotti quotidianamente.
  • Attuare strategie incentivanti l’idratazione
  • Valutare lo stato di idratazione mediante il rilevo dei segni clinici e di laboratorio
  • Valutare e trattare i fattori modificabili di maggior rischio per la disidratazione.

Non sono definiti precisi Quantitativi Raccomandati Quotidiani (QRQ) standard di liquidi da assumere, essendo variabile il fabbisogno in base alle diverse condizioni degli anziani assistiti. Sono tuttavia disponibili dei metodi per calcolare orientativamente l’apporto teorico ottimale di liquidi da assumere (tab. 1).

Un’adeguata idratazione orale giornaliera di norma non dovrebbe essere inferiore a 1600 ml/24h per l’anziano medio⁴. Nei soggetti a maggior rischio di disidratazione nelle residenze protette si dovrebbero contrassegnare i vassoi personali per la somministrazione dei pasti prescrivendo a chi li assiste di incoraggiare e monitorare l’assunzione del 75-100% dei cibi e liquidi offerti.

La registrazione scritta delle quantità giornaliere di liquidi assunte è il metodo migliore per controllare l’adeguatezza dell’idratazione, a garanzia della salute degli anziani ed  a tutela medico-legale degli operatori dall’accusa di negligente accudimento di incapaci. L’adozione di una scheda di rilevamento dei liquidi assunti può facilitare il compito e la sua successiva verifica.

La misurazione dei liquidi eliminati è invece spesso inattendibile ed impraticabile negli anziani con incontinenza urinaria o con demenza.

La misurazione del peso corporeo attuale rapportato al peso abituale offre una semplice stima relativa del grado di disidratazione, tranne quando la pesatura sia impraticabile nei pazienti allettati e anche se la disidratazione è solo una delle possibili cause di rapida perdita di peso. Per questo nelle residenze protette è utile che il personale di assistenza misuri e annoti il peso corporeo degli anziani ospiti, ad esempio, quando fanno il bagno ed avvisi senza ritardo il personale sanitario delle variazioni rilevate perché si possano attuare in tempi utili gli interventi di cura necessari .

La somministrazione quotidiana di liquidi a tempi prestabiliti agli anziani, considerando anche le preferenze individuali di liquidi, favorisce il mantenimento di un adeguato livello di idratazione⁵.

Il momento di assunzione dei farmaci è un’occasione importante per incoraggiare l’assunzione con un’offerta di liquidi, come pure ad esempio il momento dei pasti, il momento di uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio, il momento delle attività di gruppo e il momento di visita dei familiari nelle residenze protette. E’ dimostrata l’utilità dell’assunzione regolare di 5-8 o più bicchieri d’acqua al giorno⁶. Va spiegato invece che caffè, thè e alcol hanno effetti diuretici.

Il rischio di disidratazione e delle sue cause può essere stimato inoltre attraverso la compilazione di una specifica checklist (tab 2).

La valutazione dell’efficacia di questi interventi è comunque difficile da valutare, come è stato evidenziato in una recente revisione sistematica⁷, sia per i numerosi bias presenti nei vari studi, che per la necessità di uno sforzo coordinato di tutti gli operatori per la prevenzione della disidratazione dell’anziano.

Tab 1 : Metodi teorici di calcolo del quantitativo raccomandato quotidiano (QRQ) di liquidi²

Standard 1 QRQ = 30 ml/Kg peso corporeo
Standard 2 QRQ = 1 ml/ kcalorie consumate nelle 24h
Standard 3 QRQ =100 ml per i primi 10 kg di peso,
50 ml per i successivi 10 kg di peso corporeo,
15 ml/kg per ogni kg rimanente di peso

Tab 2 : Checklist per valutare il rischio di disidratazione che risulta più elevato quanto maggiore è il numero di indicatori presenti in lista*

Caratteristiche personali Età > 85 anni
Body Mass Index 27
Sesso femminile
Condizioni di salute Demenza
Depressione
Diabete mellito
Ictus cerebrale
Incontinenza urinaria
Insufficienza renale
Malnutrizione
Aritmia cardiaca
Disidratazione pregressa
Storia di Infezioni ripetute
Farmaci assunti > 4 farmaci
Diuretici
Lassativi
ACE inibitori
Steroidi
Psicofarmaci: antipsicotici, antidepressivi, benzodiazepine
Assunzione di liquidi Richiede assistenza per bere
Può bere da solo ma si dimentica
Assume meno di 1500 ml/die
Ha disfagia o senso di soffocamento
Non trattiene i liquidi assunti e vomita
Mangia Richiede aiuto per alimentarsi
Richiede alimentazione per via enterale mediante SNG o PEG
Esami di laboratorio patologici   Peso specifico urinario > 1020
Urine color giallo scuro
Sodio sierico > 150 mEq/L

Rapporto azotemia/creatininemia > 20 mg/dL

Legenda:

  • Body Mass Index (BMI) = Peso corporeo in kg/(altezza in mt)2
  • SNG = sondino nasogastrico, PEG = protesi endogastrica

* University of Iowa, Veterans Affairs Nursing Research Consortium.www.nursingcenter.com/AJNolderadults

1. Schols JM et al Preventing and treating dehydration in the elderly during periods of illness and warm weather. Nutr Health Aging. 2009;13:150-7
2. Mentes J Oral hydration in older adults: greater awareness is needed in preventing, recognizing, and treating dehydration  Am J Nurs 2006; 106:40-9
3. Bryant H Dehydration in older people: assessment and management Emerg Nurs2007; 15:22-6
4. Joanna Briggs Institute Best Practice 2001, 5/1  ( www.joannabriggs.edu.au).
5. National Guideline Clearinghouse Hydratation Managementhttp://www.guideline.gov/content.aspx?id=34272
6. Chan J et al Water, other fluids, and fatal coronary heart disease: the Adventist Health Study  Am J Epidemiol 2002, 155/9: 827-33Bunn D et al. Increasing fluid intake and reducing dehydration risk in older people living in long-term care: a systematic review. J Am Med Dir Assoc. 2015;16:101-13
7. Bunn D et al. Increasing fluid intake and reducing dehydration risk in older people living in long-term care: a systematic review. J Am Med Dir Assoc. 2015;16:101-13
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