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Ama la Vita

Ama la Vita

Amate pure il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete più cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico,
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci,
perché ciò che l’uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio… pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
Che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

Vai con il tuo amore nei campi.
Risposati all’ombra.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.
Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario
diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

(“Ama la Vita” tratto da “manifesto del contadino impazzito” di Wendell Berry).

…è quando arrivi a santiago che inizia il tuo cammino!…. se avrai abbastanza coraggio!

Il paradosso della nostra epoca

IL PARADOSSO DELLA NOSTRA EPOCA

di Bob Moorehead

Il paradosso della nostra epoca storica è che abbiamo edifici più alti ma temperamenti più corti, strade più larghe ma punti di vista più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo di meno; compriamo di più, ma gustiamo di meno. Abbiamo case più grandi ma famiglie piccole, più comodità, ma meno tempo; abbiamo più lauree e poco buon senso. Abbiamo più conoscenze, ma meno criterio; più specialisti, ma ancora più problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo troppo incautamente, ridiamo troppo poco, guidiamo in maniera spericolata, ci arrabbiamo troppo, rimaniamo alzati fino a tardi, ci svegliamo troppo stanchi, leggiamo troppo poco, guardiamo troppo la TV e preghiamo raramente.

Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco, e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato a condurre un’esistenza, non una vita, abbiamo aggiunto anni alla vita, non vita agli anni. Abbiamo raggiunto la luna e ne siamo tornati, ma abbiamo problemi ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino.

Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non quello interiore.
Abbiamo fatto cose più eclatanti, ma non cose migliori.
Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.
Abbiamo conquistato l’atomo, ma non il nostro pregiudizio.
Scriviamo di più, ma impariamo di meno.
Progettiamo di più, ma completiamo di meno.
Abbiamo imparato ad affrettarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo più computer per contenere più informazioni e produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.

Questi sono i tempi dei fast food e della digestione lenta; grandi uomini con deboli caratteri; profitti esorbitanti e relazioni poco profonde.
Questi sono i giorni in cui nelle case entrano due stipendi, ma aumentano i divorzi.

(…) Ricordati di passare un po’ di tempo con i tuoi cari, perché non ci saranno per sempre.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio a chi ti sta accanto, perché è l’unico tesoro che puoi dare con il tuo cuore e non costa un centesimo.
Ricordati di dire “Ti Amo” al tuo partner e ai tuoi cari, ma soprattutto sentilo. Un bacio e un abbraccio sanano una ferita se provengono dal profondo del cuore.
Ricordati di stringere le mani e conservare nell’anima ogni istante, perché un giorno quella persona non sarà lì ancora.
Dai tempo all’Amore, dai tempo al parlare, dai tempo al condividere i preziosi pensieri che nutri nella tua mente.

Il paradosso della  nostra epoca


(Il paradosso della  nostra epoca – traduzione dall’inglese
di G. Carro © 2006)

Chirurghi e trapiantati scalano insieme

Chirurghi e trapiantati scalano insieme

Lunedi, 26 maggio alle 10:55

Dal Monte Rainier, Stato di Washington – Una manciata di uomini e donne incredibili stanno percorrendo il loro cammino lungo il monte Rainier questo fine settimana, prendendo parte alla manifestazione  “Climb One Step Closer” (”Scala un passo alla volta”). Questo evento annuale affianca I medici che fanno trapianti ai loro pazienti trapiantati e, insieme, scalano più di 14.000 piedi.

http://media.king5.com/images/0525transplant-climb2.jpg“Penso a come ora avrei potuto essere morto, e non lo sono. Sto facendo tutte le cose che ero solito fare prima. Mi hanno ridato la stessa vita che avevo prima”, ha dichiarato Tim O’Brien, 56 anni.

La mania dell’ alpinismo colpì O’Brien sin da bambino. Ha scalato la vetta del Mount Rainier 101 volte, ha scalato l’Himalaya e le cime più alte dell’Alaska.

Circa 4 anni fa, subito dopo la sua 98ma ascensione,a O’Brien è stata diagnosticata la malattia renale. Senza un trapianto, i medici gli davano cinque anni di vita e gli dissero che non avrebbe mai più fatto alpinismo. Ma parliamo di una storia d’amore :infatti la moglie gli ha donato uno dei suoi reni, e O’Brien anche trovato un nuovo amico inaspettato.

“Ho incontrato il dottor Precht e lui è diventato immediatamente operativo , e ha insistito per fare il trapianto subito :così io avrei potuto partecipare a questa arrampicata l’anno seguente. Ho detto: ‘Ok, questo è il mio tipo ideale di medico’ “.

Il Dr. Andrew Precht e gli altri del suo team allo ”Swedish Medical Center” hanno iniziato ad arrampicarsi con i loro pazienti ( trapiantati ) sei anni fa.

“La nostra missione è quella di mostrare al pubblico come il trapianto migliora la vita: non solo la salva, ma la migliora.Per noi medici la condivisione di queste incredibile arrampicate coi nostri pazienti è la migliore ricompensa”, ha detto il dottor Precht.
I pazienti si allenano per mesi, con circa due trekking all’anno. Il paziente più anziano è proprio Tim O’Brien.

“Cinque mesi dopo l’intervento ho scalato il monte Ranier con l’unico essere umano che ha visto l’interno del mio corpo,e che quindi era davvero speciale :il mio medico”, ha detto Tim.

La salita di domenica segnerà la loro quarta ascensione insieme.

“Non è importante salita, ma la gente con cui si fa “, ha aggiunto O’Brien.

E sono proprio queste persone che rendono degne di essere raggiunte le ”cime di montagna” della vita .
Tutti loro sperano che la salita di quest’anno ispirerà un maggior numero di persone a iscriversi come donatori di organi.

Più di 120.000 persone in questo solo  Stato sono attualmente in attesa di un trapianto.

Per saperne più su cliccate il Registro di sistema trapianti: www.lcnw.org

Articolo su KING5

I miei poveri resti

I miei poveri resti

Ho un cuore che ha amato
e tanto perdonato
te lo dono
se batter lo farai per il perdono;
Ho due occhi che han carezzato le stelle
e colto del viver le cose belle
te li dono
se nella vita cercherai il lato buono.
I miei poveri resti
voglio donar
a te che resti,
cosicché nel tuo inneggiar alla vita
io saprò che è davvero infinita.

 

AUTORE ANONIMO