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Bocconcini di tacchino con verdure stufate

Bocconcini di tacchino con verdure stufate all’aceto balsamico

Note sul piatto

Ingredienti

Ingredienti per una porzione:
Fesa di tacchino 100 g;
verdure miste (cavolo cappuccio misto e carote) 150 g; mezzo cipollotto;
mezzo bicchiere di vino rosso;
acqua;
farina 50 g;
olio extravergine di oliva 10 g;
burro 10 g;
aceto balsamico;
spezie: cumino, alloro, maggiorana, pepe;
un pizzico di sale e uno di zucchero

Preparazione

Lavorate il pezzo di tacchino in straccetti, passando il risultato in un piatto in 50 grammi di farina. Mettete a scaldare una padella con un cucchiaino di olio EVO e i 10 grammi di burro, aggiungendo l’alloro e la maggiorana. Passare quindi la carne nel fondo caldo e dorare, sfumando con un quarto di bicchiere di vino rosso. Far asciugare e passare il risultato in un piatto fondo.

Preparate le verdure insieme alla cipolla a julienne e mettetele in una padella con un cucchiaino di olio EVO e il cumino. Cominciate a scaldarle per bene e quando sentite che soffriggono, regolate con il vino restante.
Lasciate cucinare fino a esaurire bene il fondo di vino ed aggiungete un bicchiere di acqua.

Quando si rapprende di nuovo, inserire la punta di un coltello di sale e zucchero per fare l’agrodolce, inserite a questo punto un cucchiaio di aceto balsamico. Girate il tutto velocemente e regolate con uno o due bicchieri di acqua. Lasciate stufare a coperchio abbassato almeno 15/20 minuti.

Una volta stufate le verdure, riscaldate il tutto assieme e servite in un piatto, regolando eventualmente di pepe se necessario o a vostro piacimento.

 

Risotto ai pomodori essiccati

Risotto ai pomodori essiccati

Ho scritto questa risotto ai pomodori essiccati pensando ad un piatto leggero e sopratutto a basso contenuto di sale. Andando sulla sperimentazione, ho trovato il giusto compromesso con le spezie ed ho tolto completamente il sale e anche il brodo, alimento che contiene troppo sale, sopratutto se liofilizzato.

Per conoscere a fondo i valori nutrizionali di questa ricetta, vi rimando al sito di Franca Pasticci che controlla le mie ricette! Buon appetito!

Note sul piattoRisotto ai pomodori essiccati

Ingredienti

Ingredienti per ogni persona
riso 80 g;
pomodori essiccati n 6;
cipolla 30 g;
vino bianco;
burro 10 g;
pepe, peperoncino, basilico, olio extravergine, acqua, capperi sotto aceto 10 g
grana padano 10 g

Preparazione

Preparare un fondo di padella con un cucchiaio di olio e il mezzo cipollotto tagliato finemente. Non soffriggere ma cucinare a fuoco lento il cipollotto moderandolo con acqua per 5 minuti.

Aggiungere il riso e tostare a fuoco vivo, sfumare con quarto di bicchiere di vino bianco. Aggiungere un bicchiere d’acqua e mescolare a fuoco moderato per 10 minuti. Aggiungete acqua nel caso si asciughi troppo.

Nel mentre, preparate tagliuzzati finemente i pomodori essiccati, aggiungendo i capperi (preventivamente lavati in acqua corrente), il basilico e il peperoncino a gusto e a piacimento. Essendo una pietanza senza sale, sostituiamo questo elemento con delle spezie che possano sostituirlo.

Aggiungere quindi il preparato al riso e mescolare fino a fine cottura. Mantecare con la noce di burro e il cucchiaio di grana, eventualmente moderare di pepe (a piacimento).

Metti una sera di autunno

Metti una sera di autunno

Racconto breve, malconcio e sgrammaticato. Solo se avete 10 minuti da buttare via.

metti una sera d'autunnoMetti una sera di autunno, grigia come le ciminiere delle fabbriche inglesi.
Non piove e l’idea è di uscire, dopo una giornata come questa, fare due passi mi servirà. E poi per domani devo andare in pasticceria a prendere una torta per mia mamma che compie gli anni. Sono settantatre anni. Di cui trentasette da quando ci son io. Quanta pazienza.

Cosi’ senza saper ne leggere ne scrivere, indosso il mio vecchio giubbotto antivento, che mi ha sempre tenuto caldo e al riparo nelle mie passeggiate solitarie in montagna. Il grigio del cielo sembra sopraffare il resto della terra, tutto è scomparso, le alte cime dolomitiche che di solito imperano su Feltre, sono irrimediabilmente cancellate.

Percorro la via principale, non è freddo stasera. E poi, dopo questo ultimo weekend passato a farmi trasfondere quattro sacche di sangue nuovo, penso che il mio corpo sia pronto per affrontare questa settimana con queste bizze atmosferiche. Penso anche a tutte le altre trasfusioni e a tutte le iniezioni di EPO che mi sono fatto in 2 mesi e mezzo. Incredibile come in pochi mesi, la vita cambi. Visite, accertamenti, una nuova terapia d’urto per il mio povero fegato. C’e’ l’epatite C da debellare. Finalmente, si. Ma a che prezzo. Un’evoluzione veloce, troppo veloce per essere assorbita in cosi poco tempo. Come la gastroscopia di stamattina.
O come il tempo, che cambia repentinamente. Sento le prime goccie di pioggia che cadono sopra la mia pelata. Si, c’e’ ancora qualche pelo, ma non basta per essere idrorepellente. Cosi’ mi metto il cappuccio e raggiungo la pasticceria. Ovviamente chiusa. E piove ormai a dirotto.
MI infilo in un cunicolo e accendo il cellulare, internet santo che ci salvi all’ultimo momento. Decido di fare da me la torta. Una crostata, semplice. Ma devo andare al supermercato per acquistare gli ingredienti. Meglio, cosi’ ho l’occasione di fare due passi sotto la pioggia, come i vecchi tempi in cui mi preparavo per il Cammino di Santiago.
La gente mi guarda, strano vedere gente che gira senza ombrello volutamente.
Perchè lo si percepisce dagli sguardi, quando ti squadrano e si chiedono quanto sia strano.
Ma a me piace, e ricambio le occhiate di alcune belle ragazze che si stringono freddolose sotto i loro ombrellini fashion. Che sciocco sono.

La pioggia intanto fa il suo dovere, lava i pensieri e i jeans si inzuppano un pò, dopo mesi di inattività alcuni muscoli si fanno sentire. Ma il calore ormai si sta propagando da dentro, non ho paura.
Arrivo al supermercato, acquisto farina, burro, marmellata. Dovrebbe bastare, lo zucchero e le uova le ho già. O no? Non ricordo. Ma mi viene in mente un altro ricordo. Domani compie gli anni mia mamma, certo. E io in questo mese faccio 20anni dalla prima emodialisi, nello stesso ospedale, stesso reparto.
Tanti anni dopo sono ancora qui, a pensare alla vita, a come potrebbe essere se io fossi restato in salute. Se mia mamma fosse rimasta in salute.
Ma non serve, questo ricordo. La vita va vissuta per quel che arriva, a volte è bello, a volte no.
L’unica cosa che spero ora, è di avere davvero le uova e lo zucchero a casa, altrimenti dovrò tornare a prenderle.

Metti una sera di Autunno . Mirko 14 10 15