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Vellutata di zucca gialla

Vellutata di zucca gialla

Un’altra ricetta autunnale per i nostri amici dializzati e trapiantati,

Ingredienti per 4 persone:Vellultata di Zucca

zucca gialla 600 g;
patata 300 g;
cipolla 100;
farina 20 g;
olio extravergine di oliva 40 g;
qualche foglia di alloro;
panna da cucina al 20 % di grassi 30 g;
parmigiano 40 g.

In aggiunta;
Pan carrè 100 g
Sbucciate la zucca e la patata, lavatele bene e tagliatele a pezzetti. Tritate finemente la cipolla e fatela appassire a fuoco basso con l’olio e un po’ di acqua. Aggiungete la zucca e la patate; fate insaporire. Unite la farina a pioggia e mescolando continuamente fatela imbiondire.

Aggiungete acqua, coprite e fate cuocere per almeno mezz’ora. Eliminare l’alloro e frullate con un mixer ad immersione. Continuate la cottura per qualche minuto. Per ultimo aggiungete la panna e il formaggio.

Nel frattempo tagliate il pan carrè a dadini e tostatelo in forno caldo. Servite la vellutata con i cubetti di pane e se piace un pizzico di pepe.

Nota. La zucca, dolce e gustosa, è un alimento povero di calorie (15 calorie ogni 100 g), ricco di fibra, vitamine ( in particolare carotenoidi, precursori della vitamina A) e sali minerali. Ottima la vellutata di zucca! In conservativa è un squisito piatto. Potete preparare la vellutata e poi, nella vostra porzione, usare il pan carrè aproteico .

Se fate dialisi attenzione alle bevande. Questo piatto apporta una buona quantità di liquidi.

Se avete fatto il trapianto: buon appetito!

Vellutata di Zucca –  Ricetta a cura di Franca Pasticci

Regole di Vita post Trapianto

Regole di vita post Trapianto

 

5-Regole di vita dopo il trapianto di rene

5.1-Come sarà la vita dopo il trapianto?
5.2-Ci sono regole particolari nell’assunzione dei farmaci?
5.3-Cosa fare se ci si è scordati di assumere una dose di farmaci immunosoppressori?
5.4-I trapiantati di rene possono svolgere attività sportive?
5.5-Ci sono delle regole dietetiche?
5.6-Si possono avere figli dopo il trapianto di rene?
5.7-Come si può ridurre il rischio di infezioni?
5.8-Si possono fare le vaccinazioni?
5.9-Come si può ridurre il rischio di tumori?

5-Regole di vita dopo il trapianto di rene

5.1 Come sarà la vita dopo il trapianto?
Dovrà essere il più possibile simile alla vita di una persona normale, perché questo è lo scopo del trapianto. Però alcune precauzioni sono fondamentali.

5.2 Ci sono regole particolari nell’assunzione dei farmaci?
Le regole sono solo due, ma importantissime: 1. il Paziente dovrà assumere esattamente, scrupolosamente e sempre la terapia immunosoppressiva(quella che combatte o evita il rigetto): ricordate che il rischio di rigetto non scompare mai e che una buona percentuale di Pazienti che hanno perso il rene per rigetto cronico non assumevano scrupolosamente la terapia; 2. prima di assumere qualsiasi medicina non prescritta dai medici del centro trapianti o da un medico esperto di trapianti, dovrà consultare il centro trapianti: molte medicine possono essere tossiche per il rene o avere interferenze con la terapia anti-rigetto provocando aumenti dei livelli di alcuni farmaci con il rischio di effetti tossici, o riduzioni con il rischio di rigetto. Si suppone inoltre che uno scrupoloso controllo dei valori della pressione arteriosa prolunghi la durata del rene trapiantato: è perciò assai utile che il trapiantato di rene misuri frequentemente la pressione arteriosa e riferisca i valori ai medici del centro. I valori pressori vanno tenuti ben al di sotto di 140-150/80-90. Prendere una medicina contro la pressione in più piuttosto che in meno può garantire mesi o anni di vita in più al rene trapiantato. Assumete quindi sempre le medicine contro la pressione che Vi sono state prescritte, anche se i livelli di pressione sono normali (cioè inferiori a 140/80); l’unica ragione per sospendere una medicina per la pressione è la presenza di valori di pressione decisamente bassi (pressioni massime inferiori a 110 mmHg), o di valori di pressione bassi e fastidiosi (debolezza, capogiri). In ogni caso, prima di sospendere definitivamente una medicina contro la pressione, consultatevi con i medici del centro trapianti.
5.3 Cosa fare se ci si è scordati di assumere una dose di farmaci immunosoppressori?
Si tratta di un’eventualità che non si dovrebbe mai verificare. I Pazienti che scordano di assumere i farmaci immunosoppressori sono quelli a più elevato rischio di perdita del rene trapiantato. Se comunque la cosa si dovesse verificare, per evitare il rischio di tossicità dei farmaci consigliamo di regolarsi come se nulla fosse successo e di assumere come al solito la dose successiva (quindi non assumete la dose dimenticata se sono trascorse più di 4-5 ore dall’ora nella quale avreste dovuto assumerla, e non aumentate le dosi successive). Ribadiamo che questa deve comunque essere un’eventualità assolutamente eccezionale.

5.4 I trapiantati di rene possono svolgere attività sportive?
Non solo possono, ma anzi è estremamente utile per la loro salute che lo facciano. Un’attività fisica, anche sportiva e agonistica, non solo non è controindicata, ma anzi è vivamente consigliata, naturalmente purché il Paziente segua le ovvie precauzioni di gradualità nello sforzo. Infatti l’attività fisica irrobustisce i muscoli e le ossa, che vengono invece indeboliti dalla terapia immunosoppressiva, e svolge anche un’attività anti-arteriosclerotica. Evidentemente gli sport violenti (tipo pugilato o arti marziali) sono sconsigliati perché espongono il rene trapiantato al rischio di danni da trauma. Sono invece ottimi nuoto, marcia, corsa, ciclismo, sci da fondo. Il sollevamento pesi non è particolarmente indicato perché può aumentare la pressione arteriosa e, se praticato con poca prudenza, potrebbe provocare rotture di tendini e muscoli, indeboliti dai farmaci immunosoppressori. Ricordiamo a questo proposito che esistono associazioni sportive di trapiantati e gare sportive di trapiantati. Non c’è comunque nulla che vieti che il trapiantato di rene, desideroso di una maggior riabilitazione ed integrazione, si rivolga a strutture sportive aperte a tutti. Come regola generale, le controindicazioni allo sport per un trapiantato di rene sono le stesse valide per un Paziente nelle medesime condizioni cliniche, ma non portatore di trapianto di rene.

5.5 Ci sono delle regole dietetiche?
Per quanto riguarda la dieta, essa è generalmente libera nei casi di trapianto ben funzionante, ma alcune precauzioni possono essere utili: conviene alzarsi da tavola sempre con un po’ di appetito, perché il cortisone dà una fame eccessiva rispetto alle reali esigenze dell’organismo e questa fame, se non controllata, può portare ad aumenti di peso anche molto importanti, dell’ordine di una decina di Kg; ridurre gli zuccheri; non abusare di frutta; non abusare di carni rosse, ma preferire le carni bianche senza pelle (per ridurre la colesterolemia); salvo casi particolari, non c’è nessun motivo né per bere molto né per bere poco: semplicemente bevete se avete sete, a meno che il medico non vi dica diversamente. Notate bene che non esistono cibi vietati (salvo casi particolari), ma soltanto cibi dei quali è meglio non abusare. Coloro che sono affetti da ipertensione arteriosa dovranno assumere una dieta che abbia un contenuto ridotto di sale. Naturalmente se la funzione renale non è quella ottimale, cioè se la Creatininemia è superiore a 2 mg/dl (o a 180 mmol/l) il nefrologo che vi segue vi darà certamente i migliori consigli per non abusare nell’assunzione di cibi a elevato contenuto di proteine .

5.6 Si possono avere figli dopo il trapianto di rene?
Per i maschi avere figli dopo un trapianto non ha alcuna controindicazione. Invece, per quanto riguarda le donne, si sta ancora discutendo se la gravidanza non si associ con un aumentato rischio di perdere il rene dopo il parto. Non c’è ancora una risposta definitiva. Molte donne hanno avuto figli dopo il trapianto senza problemi. In ogni caso, le gravidanze più sicure sono quelle che avvengono in donne con trapianto normalmente funzionante da almeno 2-3 anni, non ipertese e che non hanno avuto rigetti acuti. Per le altre la situazione andrà valutata caso per caso. Occorre anche sottolineare che l’esperienza ha permesso di escludere rischi per il feto con il cortisone, la ciclosporina e l’azatioprina, mentre si hanno ancora troppo pochi dati per quanto riguarda i nuovi farmaci immunosoppressori: sarebbe quindi prudente che chi volesse diventare padre o madre dopo il trapianto scegliesse una terapia immunosoppressiva basata sui 3 “vecchi” farmaci.

5.7 Come si può ridurre il rischio di infezioni?
Evitare per quanto possibile di venire a contatto con fonti di infezione: un’infezione in un portatore di trapianto è più pericolosa e difficile da curare di un’infezione in un Paziente non portatore di trapianto. Soprattutto nei primi mesi dopo il trapianto sarà opportuno evitare di frequentare locali affollati (bar, cinema, teatri ecc.), specialmente nei mesi freddi o in corso di epidemie infettive. Il contatto con individui portatori di infezioni (bambini con malattie infettive contagiose, amici con bronchiti od altre infezioni contagiose) va ovviamente evitato per quanto possibile.
Gli animali in casa vanno controllati scrupolosamente dal veterinario e vaccinati. Bisogna evitare di venire a contatto con gli escrementi di animali: se è inevitabile che un trapiantato provveda all’igiene di animali domestici (pulizia di gabbie o cucce o dell’animale stesso), dovrà farlo con estrema precauzione e portando guanti. I trapiantati non devono farsi leccare dagli animali domestici ma, se ciò succede, devono subito lavarsi accuratamente. A cani e gatti va proibito l’accesso nelle camere da letto.
Le piante in casa sono associate con il rischio di infezioni da germi del suolo, per cui non sono consigliate. Anche il giardinaggio si associa con un discreto rischio di infezioni, soprattutto nei primi mesi dopo il trapianto, quando è particolarmente sconsigliato. Qualora sia indispensabile praticare il giardinaggio, ciò andrà fatto stando estremamente attenti ad evitare abrasioni della pelle e contaminazioni con la terra e portando sempre i guanti.
Nel caso di contatto con individui portatori di malattie infettive contagiose (soprattutto la varicella), segnalare la cosa immediatamente ai medici del centro trapianti. Avvisate i medici del centro trapianti, specialmente nei primi mesi dopo il trapianto, di qualsiasi febbre, anche lieve, di qualsiasi dolore articolare, di qualsiasi tossetta o mancanza di respiro.

5.8 Si possono fare le vaccinazioni?
La natura stessa della terapia immunosoppressiva, che agisce riducendo l’attività del nostro sistema immunitario, fa sì che i vaccini possano essere poco efficaci dopo il trapianto. Infatti, per agire, i vaccini richiedono un sistema immunitario bene attivo. Ciò premesso, i vaccini non sono controindicati dopo il trapianto, specie se si tratta di vaccini non viventi, come per esempio il vaccino antitetanico o il vaccino anti-influenzale. Questi 2 vaccini sono anzi indicati dopo il trapianto, sempre tenendo presente però che c’è il rischio che non funzionino così bene come nei soggetti non trapiantati. Noi invece sconsigliamo i vaccini con germi vivi, anche se attenuati, per il rischio (teorico) che possano indurre una malattia nei soggetti con scarse difese immunitarie. E’ importante che, prima del trapianto, i soggetti che non hanno né il virus dell’epatite B, né anticorpi diretti contro quel virus, si vaccinino contro l’epatite B, per evitare i rischi connessi con questa malattia dopo il trapianto (v. sezione dedicata ai rischi maggiori del trapianto).

5.9 Come si può ridurre il rischio di tumori?
Eseguite scrupolosamente tutti gli screening oncologici consigliati ai soggetti della vostra età e sesso, indipendentemente dal fatto che siano o no dei trapiantati: per le donne sono utili PAP-test annuali, mammografie annuali o come suggerito dall’età e dalla clinica e l’autopalpazione del seno. Per gli uomini utile una visita urologica ogni 1-2 anni. Smettete di fumare (se non l’avete già fatto). Evitate l’esposizione prolungata alla luce del sole, le ustioni solari e l’abbronzatura deliberata: tutto ciò favorisce i tumori della pelle, che sono frequenti nei trapiantati (ma, per fortuna, generalmente non sono gravi anche se vanno rimossi). Ciò non vuol dire che non potrete andare in spiaggia e fare il bagno, però sarà preferibile restare sotto l’ombrellone piuttosto che esposti al sole ed in ogni caso andranno usate creme con forti fattori di protezione. Controllate frequentemente la vostra pelle e segnalate ai medici eventuali chiazze di nuova formazione o che si siano improvvisamente modificate. Ovviamente, segnalate anche qualsiasi stranezza che vi sembri di notare come per esempio una prolungata stipsi, una mancanza di respiro o una tosse o l’eliminazione di feci scure.

Articolo a cura del Centro Trapianti di Treviso

FOCUS – L’alimentazione in dialisi

FOCUS – L’alimentazione in dialisi

 

L’alimentazione in dialisi

Con l’inizio della dialisi, la dieta diventa più libera; è necessario però seguire alcune regole alimentari. Pur conservando un’alimentazione ricca e variata che apporti all’organismo gli elementi di cui avete bisogno, occorre tener presente che spesso questi alimenti contengono sostanze che possono accumularsi e nuocere alla salute. Essere a dieta non vuol dire mangiare sempre le stesse cose, ma dovete cercare di variare il più possibile l’alimentazione, alternando tipi di carne, pesce, frutta e verdura tra quelli concessi.

Le limitazioni alle quali vi dovete attenere sono necessarie per evitare l’introduzione elevata di liquidi, potassio, fosforo, sodio.

Liquidi

Alimentazione1Quando i reni non funzionano più e dopo qualche tempo dall’inizio della dialisi si urina molto meno, se non addirittura per niente, è molto importante non introdurre molti liquidi: infatti un aumento di peso superiore al 5% del proprio peso tra una dialisi e l’altra, può causare collassi vomito e, alla lunga, può essere dannoso per il cuore.

Il quantitativo di liquidi ideale al giorno in genere si calcola sommando la diuresi residua più 800 ml. Bisogna però tener presente che anche negli alimenti (carne, verdura, frutta) sono presenti dei liquidi. Preferite quindi la pasta asciutta rispetto a quella in brodo, controllate la quantità di frutta e verdura. le bevande e i cibi ricchi di sodio o potassio come i succhi di frutta, passati di verdura, minestroni e bevande zuccherate possono stimolare la sete.

 Esempio di apporto di liquidi:

– prima colazione, una tazza: 200ml

– pranzo, un bicchiere: 150 ml

– pomeriggio, un the: 150 ml

– cena, due bicchieri: 300 ml

Potassio

Un eccesso di potassio nel sangue può provocare un affaticamento muscolare e disturbi del ritmo cardiaco.

Ecco perchè vi verrà raccomandato spesso di fare un’alimentazione povera di potassio. Occorre eliminare i prodotti troppo ricchi di potassio e non indispensabili, come frutta secca, legumi secchi, cioccolato, banane, sale dietetico, passati di verdura. Altri alimenti che contengono potassio non si possono eliminare dalla dieta, in quanto apportano elementi nutritivi indispensabili come la carne ed il pesce (proteine). Per le verdure e la frutta, che contengono oltre al potassio altre qualità nutrizionali (come le vitamine) è bene seguire la quantità prescritta giornalmente.

Esempio

per una giornata:

– 100 gr. di frutta fresca

– 25 gr. di patate

– 125 gr. di verdure cotte

 A volte, pur seguendo un regime alimentare corretto, può succedere che i vostri esami segnalino un aumento di potassio (iperpotassemia); in tal caso il vostro medico vi può prescrivere un farmaco sotto forma di polvere (es. Kayexalate) che assorbe il potassio nell’intestino.

Fosforo

I reni sono organi importanti per il mantenimento nell’organismo di un valore normale di calcio e di fosforo: questo equilibrio facilita la strutturazione delle ossa. Quando i reni non funzionano più e soprattutto in emodialisi, esiste una tendenza all’ipocalcemia (calcio basso) e all’iperfosforemia (fosforo alto) che possono determinare un danno alle ossa.

Con la dialisi, i farmaci e la dieta, si può ristabilire questo equilibrio: l’emodialisi apporta calcio ed elimina il fosforo in eccesso; i farmaci apportano vitamina D e calcio e riducono il fosforo nel sangue; la dieta deve contenere poco fosforo per evitare l’accumulo a livello osseo, cosa non facile dato che quest’ultimo è presente nelle proteine che sono indispensabili per un buon regime nutrizionale (carne, pesce).

Non riducete troppo la carne ed il pesce se il vostro fosforo è troppo elevato, ma eliminate i latticini e i formaggi, che sono ricchi di fosforo.

Rispettate i dosaggi dei farmaci prescritti (carbonato di calcio, idrossido di alluminio o di magnesio) e il momento della loro somministrazione durante la giornata: assumete questi farmaci durante o subito dopo i pasti, momento in cui il fosforo è ancora presente nell’intestino.

Sodio

Il sale o cloruro di sodio, è presente in quasi tutti gli alimenti. Viene aggiunto a molti cibi al momento della cottura. I vostri reni non possono eliminare il sodio che viene quindi trattenuto nel corpo. Il sale stimola la sete che determina l’aumento di peso tra due sedute dialitiche; inoltre causa o aggrava l’ipertensione arteriosa. Mangiate senza sale se avete una pressione arteriosa alta; se invece la vostra pressione è bassa o normale, mangiate cibi moderatamente salati. In ogni caso, è bene limitare l’apporto di sale e dunque anche l’aumento di peso.

Cucinate senza sale, non aggiungete sale a tavola. per le bevande, attenzione all’acqua minerale gassata. Evitate poi gli alimenti ricchi di sale, come crostacei, frutti di mare, carne conservata, pesce o legumi in scatola, pasticceria, olive, capperi, piatti pronti, ecc. Mangiate carne o pesce non elaborati piuttosto che salumi (100gr. di prosciutto contengono 800 mg. di sale contro i 100gr. di una bistecca). Le uova non contengono sale. Preferite le verdure fresche o le patate preparate in casa piuttosto che i purè commerciali, le patatine fritte o le verdure in scatola, che contengono molto sale come conservante. Preferite i dolci fatti in casa al posto della pasticceria secca.

ATTENZIONE

al sale sostitutivo o dietetico che contiene molto potassio. In conclusione, l’apporto di sale va regolato dal vostro medico in funzione del vostro aumento di peso e dalla vostra pressione arteriosa,

Come deve essere la vostra alimentazione

Proteine

Le proteine sono indispensabili alla vita e alla ricostruzione delle cellule, soprattutto quelle dei muscoli. Sono presenti in numerosi alimenti e debbono essere distinte in proteine ad alto valore biologico (carne, latticini) che contengono elementi indispensabili e proteine che contengono elementi non indispensabili.

L’emodialisi aumenta la perdita di proteine; dunque l’apporto non deve essere inferiore a 1gr. per Kg. al giorno (per un adulto di 70 Kg. l’apporto sarà di 70 gr. al giorno). In dialisi peritoneale la perdita di proteine è più elevata: la dieta dovrà apportare 1,5 gr. al giorno (quindi per un adulto di 70Kg. sarà di circa 105 gr. al giorno).

E’ bene scegliere le proteine ad alto valore biologico.

Carne

In emodialisi è importante rispettare le quantità di carne (o loro equivalenti: pesce, uova) consigliate giornalmente. Le carni bianche e quelle rosse hanno quasi lo stesso valore nutritivo.

– 100 gr. di manzo = 18 gr. di proteine

– 100 gr. di pollo = 21 gr. di proteine

– 100 gr. di carne di macelleria possono essere sostituite da 100 gr. di pesce o da due uova.

Pesce

Il pesce, come la carne, è un alimento molto ricco di proteine (circa il 20%) di alto valore biologico. Il pesce è povero di grassi e pertanto è classificato come:

– pesce magro; acciuga, luccio,rombo, nasello, merluzzo,orata, limanda, sogliola, trota ed alcuni molluschi;

– pesce semi grasso: carpa, aringa, sgombro, triglia, sardina:

– pesce grasso: anguilla, lampreda, salmone, tonno

Il pesce contiene vitamine del gruppo B; il fegato è ricco di vitamine liposolubili. I grassi contenuti nei pesci (grassi omega) sono molto utili all’organismo. Il pesce può essere consumato al posto della carne, nella medesima quantità e almeno due volte alla settimana.

Verdure

Le verdure devono essere consumate in misura moderata, in quanto contengono molta acqua (90%) e potassio. Hanno poco valore nutritivo a causa del basso contenuto di zuccheri e della loro povertà di proteine e grassi. Contengono però sali minerali quali calcio, e magnesio, vitamine vit. C e folati) e cellulosa (o fibra). L’apporto di vitamine diminuisce con la cottura ( – 80%). Il contenuto in potassio per 100 gr. di verdure è:

– 800 mg. per le patate fritte

– 660 mg. per gli spinaci

– 500 mg. per i funghi coltivati

– 400 mg. per l’invidia cruda

– 300 mg. per i porri

– 268 mg. per i pomodori crudi

– 250 mg. per le patate lesse

– 155 mg. per i fagiolini

Frutta

Anche la frutta deve essere consumata moderatamente in quanto contiene molta acqua (80 – 90%) e potassio. Il suo valore alimentare è collegato al quantitativo di zuccheri. Più i frutti sono maturi, più contengono zuccheri. Il loro contenuto di grassi e proteine è trascurabile. Il loro apporto di fibre favorisce il transito intestinale. In emodialisi l’inconveniente maggiore è il suo elevato tenore di potassio che si accentua nella frutta secca (uvetta, prugne, albicocche, fichi) e nella frutta oleosa (noci, nocciole, mandorle) che contengono da 4 a 6 volte più potassio della frutta fresca.

Per contro, la frutta cotta o sciroppata (che va mangiata eliminando il liquido) ne contiene circa la metà

– 120 gr. di pera o mela apportano 145 mg. di potassio, come:

– 100 gr. di fragole o di mandarino

– 80 gr. di arancia

– 60 gr. di uva

– 50 gr. di prugne, ananas, melone

– 45 gr. di kiwi

– 40 gr. di banana

– 35 gr. di ciliegie

– 20 gr. di frutta secca

Il consumo di frutta fresca dovrà comunque essere controllato. Il consumo di frutta secca e oleosa è sconsigliato.

Cottura

In emodialisi tutte le modalità di cottura sono permesse e alcune saranno privilegiate.

In un quadro di prevenzione delle malattie cardiovascolari, non bisognerà abusare dei grassi. E’ preferibile l’olio o la margarina per la cottura. L’olio di oliva dovrà essere usato per il condimento dell’insalata e per friggere (non più di una volta alla settimana).

Le carni saranno cotte al forno, alla griglia o allo spiedo. I pesci saranno cotti al forno, al

cartoccio, allo spiedo o bolliti. le verdure dovranno essere cotte in una grande quantità di acqua dopo un lungo risciacquo e cambiando l’acqua a metà cottura. Evitate la cottura a vapore o in pentola a pressione, che certamente conserva le vitamine, ma anche i minerali, come il potassio, di cui bisogna limitarne l’apporto. le patate saranno sbucciate e tagliate a pezzetti e tenute a bagno in acqua per due o tre ore prima della cottura. Per quanto riguarda la frutta, si consiglia di consumare una parte sotto forma di frutta cotta o allo sciroppo (senza liquidi)

Salse e condimenti

L’utilizzo delle piante aromatiche e dei condimenti permette di limitare l’impiego di sale nella preparazione dei cibi, il che permette di diminuire la sensazione di sete che ne deriva, pur mantenendo un’alimentazione gradevole: aglio, cipolla, limone, ginepro, timo, alloro, basilico, menta, erba cipollina, maggiorana.

Le spezie (pepe nero o verde, curry, cumino, zafferano, noce moscata, paprica) invece vanno usate con moderazione poichè possono aumentare la sensazione di sete. I condimenti (cetriolini, mostarda, capperi, olive verdi e nere) sono, come le precedenti, da usare con moderazione, poichè si rischia di accentuare i problemi digestivi (gastriti, coliti).

Per conoscere i valori di Potassio, Fosforo e altri elementi importanti dei cibi, si consiglia la lettura della pagina “TABELLA ALIMENTI”

Articolo tratto dal sito della sanità dell’Emilia Romagna