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Fosforo alto, cause e rimedi

Fosforo alto: cosè il fosforo e come tenerlo sotto controllo.

Una piccola guida su come tenerlo sotto controllo nei dializzati e nei trapiantati.

Fin da piccoli ci hanno insegnato che il fosforo è un elemento sano e che è consigliabile assumerne per aumentare la nostra memoria. Purtroppo, una leggenda che rischia di essere pericolosa se i reni non funzionano perfettamente.

I due maggiori enti nefrologici italiani come il SIN (Società italiana di nefrologia) e Fir (Fondazione italiana del Rene), hanno dato precise indicazioni sui rischi del fosforo alto: “Una dieta troppo ricca di fosforo peggiora le condizioni dell’organo filtro del nostro organismo, aumentando il danno renale e le probabilità di attacchi cardiovascolari, e neutralizzando l’effetto dei farmaci assunti dai pazienti con ridotta funzionalità renale”.

Dò per scontato che chi legge questo articolo sia comunque nefropatico, ma potrebbe essere utile anche a chi non lo è. Il fosforo alto è una minaccia invisibile per il nostro corpo.

La nefropatia potrebbe colpire comunque persone over 60, obesi, fumatori, ipertesi, diabetici, persone con precedenti di malattia renale in famiglia, o che abusano di farmaci antinfiammatori. Quindi il fosforo alto, è una delle tante cause che potrebbero peggiorare la vostra condizione di salute, ma come detto, cercherò di restringere il campo ai dializzati e trapiantati.

In sintesi: Il rene sano rimuove dal sangue il fosforo introdotto in eccesso. Se il rene è malato il fosforo non viene eliminato e può salire la fosforemia (livello nel sangue)

fosforo altoQuand è che il fosforo è elevato?

Il valore ottimale del fosforo nel sangue è tra 2,7 e 4,5 mg/dl.
Alti livelli di fosforo possono provocare l’aumento del paratormone (PTH) che sottrae il calcio dalle ossa rendendole fragili; il calcio passa nel sangue. Se calcio e fosforo sono elevati si formano sali che si possono depositare:
nella pelle (prurito), nelle articolazioni (dolori), nei vasi sanguigni (ipertensione, calcificazioni), nei polmoni (problemi respiratori, infezioni), nel cuore (infarto).
Purtroppo, nelle persone affette da nefropatia terminale sottoposte a dialisi, le uniche soluzioni per tenere sotto controllo il fosforo, sono
DIALISI: La dialisi ti aiuta a rimuovere una parte, ma non tutto il fosforo dal sangue.

Svolgere una seduta dialitica completa e della durata indicata dal tuo medico. Una dialisi troppo breve, anche se efficace, rimuove il fosforo dal sangue, ma non dai tessuti.
CHELANTI: i chelanti sono farmaci che riducono l’assorbimento intestinale del fosforo.

Agiscono come delle spugne che nell’intestino assorbono il fosforo degli alimenti e permettono di eliminarne parte con le feci. anno assunti insieme agli alimenti: appena prima o durante il pasto. Se presi dopo 30 minuti sono molto meno potenti. È importante assumerli con gli alimenti a maggior contenuto di fosforo.
Meglio a colazione con la brioche alla marmellata oppure a merenda con lo yogurt?
È importante prenderli se c’è un pasto occasionalmente abbondante.
Per i Trapiantati di rene:
DIETA: introdurre nella propria alimentazione meno fosforo possibile! Alimenti da consumare con moderazione o da evitare sono latte, formaggi, gelati e budini, dolci e bevande a base di cioccolato, frutta oleosa o secca, legumi secchi, in particolare i fagioli secchi, crusca, cereali e cracker integrali; pasta, riso, pane integrale; germe di grano. Rosso dell’uovo, le interiora degli animali i crostacei, ostriche, uova di pesce e piccoli pesci. Da evitare alcuni alimenti e bevande che contengono addittivi (coca cola).
Naturalmente se la funzionalità renale è ottima, la parola “evitare” può essere tramutata in una “evitare le grandi quantità”, magari limitare il consumo prolungato nel tempo e verificare sempre le proprie analisi del sangue. Se rilevate il fosforo alto, prendete anche la nostra lista alimenti per verificare se state assumendo qualche alimento non segnalato nella lista scritta sopra. Rivolgetevi anche ad una nutrizionista.
FOSFORO ALTO – Alcuni consigli della dietologa Franca Pasticci

Fonte: Banca Dati Composizione degli alimenti per studi epidemiologici – IEO – 2000
Per ridurre il fosforo negli alimenti
La carne può essere tagliata a pezzi e fatta bollire in acqua per 10-20 minuti.
Si scola e si usa per fare uno spezzatino oppure il sugo oppure si rimette in acqua per fare il bollito.
In questo modo non si perdono proteine ma il fosforo è ridotto di circa la metà!
L’uovo: l’albume dell’uovo ha molte proteine e niente fosforo nè colesterolo. Per fare la sfoglia per la pasta oppure una frittata si può usare 1 uovo intero e 1 albume; nel preparare le polpette si può usare solo il bianco; ottimo è l’albume montato a neve negli sformati oppure nelle meringhe!

Il fosforo nascosto

L’industria alimentare utilizza molti additivi checontengono fosforo.
I fosfati sono aggiunti ai cibi per diversi motivi: da prevenire grumi negli impasti a migliorare o modificare il sapore e la consistenza del cibo. Possono essere usati per dare un gusto particolare; sono utili per mantenere più a lungo gli alimenti riducendo la comparsa di rancidità.
Impariamo a leggere le etichette perché gli additivi sono riportati tra gli ingredienti. Possono comparire con il nome esteso oppure essere indicaticon la sigla E seguita da un numero. Nella tabella allegata sono elencati gli additivi che contengono fosforo e viene indicato dove si possono trovare.

Buon senso, i consigli del dietista

  • Prepara in casa gli alimenti con prodotti freschi / surgelati.
  • Sceglicosa mangiare. Leggi le etichette e scegli alimenti senza conservanti
  • Varia: più la dieta è variata, meno sbagli si fanno.
  • Frequenza: consuma alimenti ricchi di fosforo non più di 1-2 volte la settimana.
  • Porzione: non ci sono alimenti vietati , ma attenzione alla quantità.
  • Farmaci: assumi i chelanti con regolarità.
  • Ragiona: se fai merenda con lo yogurt assumi il chelante.
  • Trucchi: se fai una frittata usa 1 rosso e 2 albumi; non mangiare una mozzarella intera, ma usane metà sulla pizza.
  • Extra: evita le bevande gassate.

Alcune informazioni potete reperirle anche scaricandovi la guida “cosa puoi fare per controllare il fosforo | Breve guida per il paziente con insufficienza renale cronica“, edita da Genzyme e ANED.

FOCUS – L’alimentazione in dialisi

FOCUS – L’alimentazione in dialisi

 

L’alimentazione in dialisi

Con l’inizio della dialisi, la dieta diventa più libera; è necessario però seguire alcune regole alimentari. Pur conservando un’alimentazione ricca e variata che apporti all’organismo gli elementi di cui avete bisogno, occorre tener presente che spesso questi alimenti contengono sostanze che possono accumularsi e nuocere alla salute. Essere a dieta non vuol dire mangiare sempre le stesse cose, ma dovete cercare di variare il più possibile l’alimentazione, alternando tipi di carne, pesce, frutta e verdura tra quelli concessi.

Le limitazioni alle quali vi dovete attenere sono necessarie per evitare l’introduzione elevata di liquidi, potassio, fosforo, sodio.

Liquidi

Alimentazione1Quando i reni non funzionano più e dopo qualche tempo dall’inizio della dialisi si urina molto meno, se non addirittura per niente, è molto importante non introdurre molti liquidi: infatti un aumento di peso superiore al 5% del proprio peso tra una dialisi e l’altra, può causare collassi vomito e, alla lunga, può essere dannoso per il cuore.

Il quantitativo di liquidi ideale al giorno in genere si calcola sommando la diuresi residua più 800 ml. Bisogna però tener presente che anche negli alimenti (carne, verdura, frutta) sono presenti dei liquidi. Preferite quindi la pasta asciutta rispetto a quella in brodo, controllate la quantità di frutta e verdura. le bevande e i cibi ricchi di sodio o potassio come i succhi di frutta, passati di verdura, minestroni e bevande zuccherate possono stimolare la sete.

 Esempio di apporto di liquidi:

– prima colazione, una tazza: 200ml

– pranzo, un bicchiere: 150 ml

– pomeriggio, un the: 150 ml

– cena, due bicchieri: 300 ml

Potassio

Un eccesso di potassio nel sangue può provocare un affaticamento muscolare e disturbi del ritmo cardiaco.

Ecco perchè vi verrà raccomandato spesso di fare un’alimentazione povera di potassio. Occorre eliminare i prodotti troppo ricchi di potassio e non indispensabili, come frutta secca, legumi secchi, cioccolato, banane, sale dietetico, passati di verdura. Altri alimenti che contengono potassio non si possono eliminare dalla dieta, in quanto apportano elementi nutritivi indispensabili come la carne ed il pesce (proteine). Per le verdure e la frutta, che contengono oltre al potassio altre qualità nutrizionali (come le vitamine) è bene seguire la quantità prescritta giornalmente.

Esempio

per una giornata:

– 100 gr. di frutta fresca

– 25 gr. di patate

– 125 gr. di verdure cotte

 A volte, pur seguendo un regime alimentare corretto, può succedere che i vostri esami segnalino un aumento di potassio (iperpotassemia); in tal caso il vostro medico vi può prescrivere un farmaco sotto forma di polvere (es. Kayexalate) che assorbe il potassio nell’intestino.

Fosforo

I reni sono organi importanti per il mantenimento nell’organismo di un valore normale di calcio e di fosforo: questo equilibrio facilita la strutturazione delle ossa. Quando i reni non funzionano più e soprattutto in emodialisi, esiste una tendenza all’ipocalcemia (calcio basso) e all’iperfosforemia (fosforo alto) che possono determinare un danno alle ossa.

Con la dialisi, i farmaci e la dieta, si può ristabilire questo equilibrio: l’emodialisi apporta calcio ed elimina il fosforo in eccesso; i farmaci apportano vitamina D e calcio e riducono il fosforo nel sangue; la dieta deve contenere poco fosforo per evitare l’accumulo a livello osseo, cosa non facile dato che quest’ultimo è presente nelle proteine che sono indispensabili per un buon regime nutrizionale (carne, pesce).

Non riducete troppo la carne ed il pesce se il vostro fosforo è troppo elevato, ma eliminate i latticini e i formaggi, che sono ricchi di fosforo.

Rispettate i dosaggi dei farmaci prescritti (carbonato di calcio, idrossido di alluminio o di magnesio) e il momento della loro somministrazione durante la giornata: assumete questi farmaci durante o subito dopo i pasti, momento in cui il fosforo è ancora presente nell’intestino.

Sodio

Il sale o cloruro di sodio, è presente in quasi tutti gli alimenti. Viene aggiunto a molti cibi al momento della cottura. I vostri reni non possono eliminare il sodio che viene quindi trattenuto nel corpo. Il sale stimola la sete che determina l’aumento di peso tra due sedute dialitiche; inoltre causa o aggrava l’ipertensione arteriosa. Mangiate senza sale se avete una pressione arteriosa alta; se invece la vostra pressione è bassa o normale, mangiate cibi moderatamente salati. In ogni caso, è bene limitare l’apporto di sale e dunque anche l’aumento di peso.

Cucinate senza sale, non aggiungete sale a tavola. per le bevande, attenzione all’acqua minerale gassata. Evitate poi gli alimenti ricchi di sale, come crostacei, frutti di mare, carne conservata, pesce o legumi in scatola, pasticceria, olive, capperi, piatti pronti, ecc. Mangiate carne o pesce non elaborati piuttosto che salumi (100gr. di prosciutto contengono 800 mg. di sale contro i 100gr. di una bistecca). Le uova non contengono sale. Preferite le verdure fresche o le patate preparate in casa piuttosto che i purè commerciali, le patatine fritte o le verdure in scatola, che contengono molto sale come conservante. Preferite i dolci fatti in casa al posto della pasticceria secca.

ATTENZIONE

al sale sostitutivo o dietetico che contiene molto potassio. In conclusione, l’apporto di sale va regolato dal vostro medico in funzione del vostro aumento di peso e dalla vostra pressione arteriosa,

Come deve essere la vostra alimentazione

Proteine

Le proteine sono indispensabili alla vita e alla ricostruzione delle cellule, soprattutto quelle dei muscoli. Sono presenti in numerosi alimenti e debbono essere distinte in proteine ad alto valore biologico (carne, latticini) che contengono elementi indispensabili e proteine che contengono elementi non indispensabili.

L’emodialisi aumenta la perdita di proteine; dunque l’apporto non deve essere inferiore a 1gr. per Kg. al giorno (per un adulto di 70 Kg. l’apporto sarà di 70 gr. al giorno). In dialisi peritoneale la perdita di proteine è più elevata: la dieta dovrà apportare 1,5 gr. al giorno (quindi per un adulto di 70Kg. sarà di circa 105 gr. al giorno).

E’ bene scegliere le proteine ad alto valore biologico.

Carne

In emodialisi è importante rispettare le quantità di carne (o loro equivalenti: pesce, uova) consigliate giornalmente. Le carni bianche e quelle rosse hanno quasi lo stesso valore nutritivo.

– 100 gr. di manzo = 18 gr. di proteine

– 100 gr. di pollo = 21 gr. di proteine

– 100 gr. di carne di macelleria possono essere sostituite da 100 gr. di pesce o da due uova.

Pesce

Il pesce, come la carne, è un alimento molto ricco di proteine (circa il 20%) di alto valore biologico. Il pesce è povero di grassi e pertanto è classificato come:

– pesce magro; acciuga, luccio,rombo, nasello, merluzzo,orata, limanda, sogliola, trota ed alcuni molluschi;

– pesce semi grasso: carpa, aringa, sgombro, triglia, sardina:

– pesce grasso: anguilla, lampreda, salmone, tonno

Il pesce contiene vitamine del gruppo B; il fegato è ricco di vitamine liposolubili. I grassi contenuti nei pesci (grassi omega) sono molto utili all’organismo. Il pesce può essere consumato al posto della carne, nella medesima quantità e almeno due volte alla settimana.

Verdure

Le verdure devono essere consumate in misura moderata, in quanto contengono molta acqua (90%) e potassio. Hanno poco valore nutritivo a causa del basso contenuto di zuccheri e della loro povertà di proteine e grassi. Contengono però sali minerali quali calcio, e magnesio, vitamine vit. C e folati) e cellulosa (o fibra). L’apporto di vitamine diminuisce con la cottura ( – 80%). Il contenuto in potassio per 100 gr. di verdure è:

– 800 mg. per le patate fritte

– 660 mg. per gli spinaci

– 500 mg. per i funghi coltivati

– 400 mg. per l’invidia cruda

– 300 mg. per i porri

– 268 mg. per i pomodori crudi

– 250 mg. per le patate lesse

– 155 mg. per i fagiolini

Frutta

Anche la frutta deve essere consumata moderatamente in quanto contiene molta acqua (80 – 90%) e potassio. Il suo valore alimentare è collegato al quantitativo di zuccheri. Più i frutti sono maturi, più contengono zuccheri. Il loro contenuto di grassi e proteine è trascurabile. Il loro apporto di fibre favorisce il transito intestinale. In emodialisi l’inconveniente maggiore è il suo elevato tenore di potassio che si accentua nella frutta secca (uvetta, prugne, albicocche, fichi) e nella frutta oleosa (noci, nocciole, mandorle) che contengono da 4 a 6 volte più potassio della frutta fresca.

Per contro, la frutta cotta o sciroppata (che va mangiata eliminando il liquido) ne contiene circa la metà

– 120 gr. di pera o mela apportano 145 mg. di potassio, come:

– 100 gr. di fragole o di mandarino

– 80 gr. di arancia

– 60 gr. di uva

– 50 gr. di prugne, ananas, melone

– 45 gr. di kiwi

– 40 gr. di banana

– 35 gr. di ciliegie

– 20 gr. di frutta secca

Il consumo di frutta fresca dovrà comunque essere controllato. Il consumo di frutta secca e oleosa è sconsigliato.

Cottura

In emodialisi tutte le modalità di cottura sono permesse e alcune saranno privilegiate.

In un quadro di prevenzione delle malattie cardiovascolari, non bisognerà abusare dei grassi. E’ preferibile l’olio o la margarina per la cottura. L’olio di oliva dovrà essere usato per il condimento dell’insalata e per friggere (non più di una volta alla settimana).

Le carni saranno cotte al forno, alla griglia o allo spiedo. I pesci saranno cotti al forno, al

cartoccio, allo spiedo o bolliti. le verdure dovranno essere cotte in una grande quantità di acqua dopo un lungo risciacquo e cambiando l’acqua a metà cottura. Evitate la cottura a vapore o in pentola a pressione, che certamente conserva le vitamine, ma anche i minerali, come il potassio, di cui bisogna limitarne l’apporto. le patate saranno sbucciate e tagliate a pezzetti e tenute a bagno in acqua per due o tre ore prima della cottura. Per quanto riguarda la frutta, si consiglia di consumare una parte sotto forma di frutta cotta o allo sciroppo (senza liquidi)

Salse e condimenti

L’utilizzo delle piante aromatiche e dei condimenti permette di limitare l’impiego di sale nella preparazione dei cibi, il che permette di diminuire la sensazione di sete che ne deriva, pur mantenendo un’alimentazione gradevole: aglio, cipolla, limone, ginepro, timo, alloro, basilico, menta, erba cipollina, maggiorana.

Le spezie (pepe nero o verde, curry, cumino, zafferano, noce moscata, paprica) invece vanno usate con moderazione poichè possono aumentare la sensazione di sete. I condimenti (cetriolini, mostarda, capperi, olive verdi e nere) sono, come le precedenti, da usare con moderazione, poichè si rischia di accentuare i problemi digestivi (gastriti, coliti).

Per conoscere i valori di Potassio, Fosforo e altri elementi importanti dei cibi, si consiglia la lettura della pagina “TABELLA ALIMENTI”

Articolo tratto dal sito della sanità dell’Emilia Romagna

Rischio salute per troppe proteine, fosforo e potassio, i consigli!

Rischio salute per troppe proteine, fosforo e potassio, i consigli!

Giornata mondiale del rene. Tutti i rischi di troppe proteine, fosforo e potassio. Ecco i consigli dei dietisti

Gli esperti dell’Andid diffondono otto consigli che, attraverso corretti stili di vita ed alimentazione equilibrata, aiutano a prevenire e curare le malattie renali, che in Italia colpiscono 5 milioni di persone.

13 MAR – Le malattie renali, che colpiscono cinque milioni di italiani, si possono prevenire e curare con una corretta alimentazione. In occasione della 8° Giornata mondiale del rene, che si tiene oggi, 13 marzo 2014, arrivano i consigli nutrizionali degli esperti della Associazione Nazionale dei Dietisti.

“Questi pazienti – spiegano le dietiste Anna Laura Fantuzzi, segretario Nazionale Andid e membro del Consiglio Direttivo della Fir (Fondazione Italiana del Rene) e Franca Pasticci, dietista presso la Uoc di Nefrologia e Dialisi dell’Usl 1 Umbria – non smettono mai di essere a dieta e il loro modo di alimentarsi deve adattarsi alla gravità della malattia e ai diversi problemi che possono insorgere. Per questo il ruolo del dietista  è insostituibile in tutte le fasi della malattia renale. Un ruolo che inizia con l’educazione ad un corretto stile di vita e al raggiungimento e mantenimento del peso ragionevole. Prosegue con l’implementazione della dieta ipoproteica, un supporto fondamentale per il mantenimento della funzione renale residua nel tempo. Continua ad essere molto importante anche durante il trattamento sostituivo con dialisi o trapianto, quando le persone devono modificare l’apporto proteico e adeguarsi a controllare i liquidi, il potassio, il fosforo”.

 Ma l’alimentazione è molto importante anche a prevenire le malattie renali, insieme ad un corretto stile di vita. Ecco alcune regole.

1) Mantieniti attivo e in forma
L’attività fisica regolare aiuta a controllare la pressione arteriosa e perciò riduce il rischio di malattia renale.

2) Controlla regolarmente la glicemia
Circa la metà delle persone con malattia renale hanno il diabete. È importante controllare la glicemia con regolarità e mantenerla nei limiti giusti. Il peso corporeo dovrebbe essere mantenuto nella norma attraverso un’alimentazione corretta ed equilibrata.

3) Controlla la pressione del sangue
Dopo il diabete la causa più frequente di danno renale è la pressione del sangue elevata. Il livello di pressione normale è 120/80. La pressione alta è particolarmente dannosa per i reni quando è associata ad altri fattori come il diabete, il colesterolo elevato e le malattie cardio-vascolari.

4) Mangia sano e controlla il peso
– Privilegiare una dieta a base di cibi vegetali, come la dieta mediterranea, riduce l’acidità dell’urina con un conseguente minor carico di lavoro per il rene. Alcune semplici regole possono essere facilmente adottate:
– Mangiare frutta e verdura in abbondanza: sono alimenti che hanno poche calorie e tante vitamine antiossidanti.
– Consumare ad ogni pasto cereali come pasta, riso, farina di mais, pane, biscotti – sia comuni che integrali.
– Cucinare la pasta in modo semplice, con sughi di verdure.
– Scegliere il pane e i prodotti da forno tra quelli meno conditi, ad esempio: pane senza sale e senza olio, biscotti secchi.
– Consumare almeno 2 volte la settimana legumi (ceci, fagioli, fave, lenticchie, lupini, piselli, soia) come fonte di proteine. Minestre di legumi o legumi conditi con olio extravergine di oliva e accompagnati da pane sono un ottimo “piatto unico”, ricco di sali minerali (ferro e calcio) e di vitamine.
– Ridurre il consumo di alimenti che contengono proteine e in particolare quelli di origine animale contenute nella carne, affettati, pesce, uova, formaggi e latticini. Cerchiamo di non consumare un doppio secondo (carne e formaggio, salumi e formaggio, ecc). Impariamo a fare piatti unici utilizzando carne, pesce, uovo, formaggi “condimento” e non come “secondo piatto” (pasta all’uovo, pasta o riso conditi col pesce, verdure ripiene, sformati di verdure…).
– Scegliere carni e affettati dove sia possibile eliminare il grasso visibile.
– Consumare pesce con regolarità, almeno 2-3 volte la settimana.
– Ridurre la frequenza settimanale di consumo di formaggi o latticini a 2/3 volte la settimana.
– Preferire per i condimenti e la cottura l’olio extravergine di oliva, moderando le quantità e  aggiungendolo, quando possibile, a crudo; utilizzare anche utensili che permettano la riduzione della quantità di grassi per la cottura.

5) Riduci il sale
Prepara da solo i pasti con ingredienti freschi e riduci il sale aggiunto; usa aromi e spezie per migliorare il gusto; evita il consumo regolare di affettati e formaggi.

6) Bevi in abbondanza
– Bere permette di eliminare le tossine prodotte dal metabolismo. Per mantenere la funzione renale bisogna bere circa due litri al giorno. Questa quantità può variare in relazione al sesso, l’esercizio fisico, il clima, le condizioni di salute, la gravidanza e l’allattamento.
– Le persone che hanno già avuto un episodio di calcolosi renale dovrebbero bere di più, almeno 2-3 litri di liquidi al giorno, per ridurre il rischio di formazione di nuovi calcoli. La bevanda migliore in assoluto è l’acqua. Vanno bene tisane e tè preparati in casa e non zuccherati. Limitare invece le bibite commerciali o i succhi di frutta che apportano zuccheri (e calorie) non necessari; inoltre spesso nelle bibite troviamo additivi che possono nuocere ai reni, come i fosfati o il potassio.

7) Non fumare
Il fumo aumenta la pressione del sangue e accelera l’invecchiamento dei vasi ostacolando la circolazione. Se meno sangue raggiunge i reni si riduce la loro capacità di funzionare correttamente. Inoltre il fumo aumenta il rischio di cancro del rene in quanto le sostanze contenute nel tabacco vengono eliminate attraverso le urine.

8) Evita l’uso abituale di farmaci non indicate dal medico
Alcuni farmaci comuni come gli analgesici possono causare danni al rene se assunti troppo frequentemente. Parla col tuo medico prima di assumere farmaci per mal di testa, dolori ossei o articolari.

NOTIZIA TRATTA DA QUOTIDIANO SANITA’