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Nuovo contrassegno invalidi europeo

Nuovo contrassegno invalidi europeo

NUOVO CONTRASSEGNO INVALIDI, ARRIVA QUELLO “EUROPEO”: sostituzione entro il 15 settembre

Dal 15 settembre 2015 il vecchio contrassegno invalidi (arancione) non sarà più valido e andrà sostituito con il nuovo modello europeo. Per restituire il contrassegno e ritirare quello nuovo è necessario presentarsi all’ufficio di Polizia Locale del Comune di residenza. Il D.Lgs 151/2012 ha introdotto il nuovo contrassegno invalidi europeo di colore azzurro che prevede l’apposizione di una foto e della firma dell’intestatario.
I cittadini in possesso del vecchio modello arancione di contrassegno invalidi sono invitati a recarsi, entro il 15 settembre 2015, presso l’ufficio di Polizia Locale per la necessaria sostituzione. Dopo quella data il vecchio modello non sarà più valido e non autorizzerà più alla sosta negli spazi dedicati e alla circolazione nelle zone accessibili con tale permesso. Per la sostituzione del vecchio contrassegno con il nuovo di tipo europeo sono necessari:

 Due fototessere recenti del titolare
 Il vecchio contrassegno “arancione”.
 La carta d’identità del titolare

Per tale procedimento può presentarsi anche una persona diversa dal titolare, senza delega ma con proprio documento d’identità. Il contrassegno europeo consente a un disabile, che ha diritto a particolari agevolazioni nel paese in cui risiede, di godere dei benefici offerti ai disabili negli altri paesi dell’Ue in cui si sposta. Quindi il contrassegno, con il riconoscimento in tutta Europa, facilita notevolmente la libera circolazione e l’autonomia dei disabili nell’Unione Europea.

Chi ne ha diritto, come ottenerlo e usarlo

Tra le varie agevolazioni previste per facilitare la mobilità dei disabili c’è il contrassegno per auto che, in deroga ad alcune prescrizioni di legge, mette al riparo i soggetti portatori di handicap e/o invalidi da improprie contestazioni o verbalizzazioni di infrazioni.

Il contrassegno invalidi è un tagliando di colore arancione con il simbolo grafico della disabilità che permette alle persone con problemi di deambulazione e ai non vedenti di usufruire di facilitazioni nella circolazione e nella sosta dei veicoli al loro servizio, anche in zone vietate alla generalità dei veicoli.

Si tratta di una speciale autorizzazione che, previo accertamento medico, viene rilasciata dal proprio Comune di residenza (più esattamente dal sindaco), ma è valido e utilizzabile su tutto il territorio nazionale (art.188 del Codice della Strada, CdS, e art. 381 del Regolamento di esecuzione del CdS).

Formalmente è un atto amministrativo autorizzatorio che rimane di proprietà comunale anche se affidato alla detenzione temporanea della persona fisica indicata.

Il contrassegno ha la durata di cinque anni, anche se la disabilità è permanente. Quando i cinque anni sono scaduti, può essere rinnovato.

Fino al 15 settembre 2012 il contrassegno per auto rilasciato dal Comune era un tagliando di colore arancione, con il simbolo nero della sedia a rotelle.

Dal 15 settembre 2012 è entrato in vigore in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili “europeo”, con un formato rettangolare, di colore azzurro chiaro, con il simbolo internazionale dell’accessibilità bianco della sedia a rotelle su fondo blu.

Il nuovo contrassegno rilasciato a partire dal 15 settembre 2012 è stato introdotto con il Decreto del Presidente della Repubblica n.151 del 30 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto 2012, ed è conforme al “contrassegno unificato disabili europeo” (CUDE) previsto dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea 98/376/CE.
Il contrassegno europeo sarà quindi valido anche negli altri ventisette paesi aderenti all’UE, senza rischiare di subire multe o altri disagi per il mancato riconoscimento del documento rilasciato dall’autorità italiana.
I requisiti previsti per il rilascio del nuovo contrassegno restano principalmente gli stessi; allo stesso modo, anche le condizioni del suo utilizzo.
Si ricorda che i Comuni hanno tre anni di tempo per sostituire il vecchio contrassegno con il nuovo modello europeo. In questo periodo quelli già rilasciati restano comunque validi ed i nuovi contrassegni europei saranno consegnati in occasione del rinnovo degli stessi. Nel caso il titolare del vecchio contrassegno in corso di validità abbia la necessità di recarsi in un Paese dell’Unione Europea è consigliabile rivolgersi al proprio Comune di residenza per richiederne tempestivamente la sostituzione.
Entro lo stesso termine di tre anni, anche la segnaletica stradale orizzontale e verticale relativa alla mobilità delle persone con disabilità dovrà essere adeguata alla rappresentazione grafica e cromatica del nuovo contrassegno, in base alle indicazioni contenute nel Decreto.

Per conoscere chi ha diritto al contrassegno, consultare

Per conoscere come usare correttamente il proprio contrassegno disabili, consultare:

Per conoscere precisazioni e altre informazioni utili sull’uso corretto del contrassegno disabili, consultare:

Per conoscere informazioni su rilascio, rinnovo e duplicato del contrassegno, consultare

Per conoscere le informazioni sul nuovo contrassegno europeo, il tagliando azzurro che permetterà di viaggiare liberamente in auto per l’Europa, consultare:

Fonti: Aned Onlus – Servizio ACI Italia

Pazienti in dialisi a rischio lavoro

Pazienti in dialisi a rischio lavoro

Pazienti in dialisi, per curarsi rischiano di perdere il lavoro:

Costretti a dipendere da una macchina per vivere, già fragili e provati, i dializzati devono a volte affrontare ostacoli anche nel mondo del lavoro, nonostante le norme a tutela delle persone con disabilità. «Conciliare i tempi della dialisi con quelli del lavoro non è semplice, perché non sempre è possibile accordarsi con il Centro di cura per pianificare il turno che meglio si adatta ai propri obblighi lavorativi – spiega Giuseppe Vanacore, consulente di Aned, l’Associazione nazionale dei dializzati e trapiantati -. Complice la crisi economica, in quest’ultimo periodo stanno aumentando le pressioni dei datori di lavoro che chiedono ai dializzati (oltre il 22% è ancora in età lavorativa) di scegliere il part time, o di mettersi in malattia. Viene disattesa così la Legge n. 104 del ‘92».

«Si fa presto a superarlo se, ogni volta che il dipendente deve fare la dialisi, il datore di lavoro gli chiede di prendere la giornata di malattia invece del permesso previsto dalla Legge 104 – sottolinea Vanacore -. E se si va oltre il cosiddetto “periodo di comporto”, cioè il massimo delle assenze per malattia che un lavoratore può cumulare, si ha prima una riduzione di stipendio, e poi si rischia il licenziamento».

Articolo molto interessante a proposito di lavoro e salute che riguarda il mondo dei dializzati e non solo. Approfondimento a cura de il Corriere.it . LEGGI TUTTO….

UN MANIFESTO PER RIPARTIRE

IN MOVIMENTO … UN MANIFESTO PER RIPARTIRE.

07/03/2014 www.vita.it Il portale della sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Il nostro impegno personale e quello delle nostre organizzazioni, in questi anni, sono innanzitutto modi di esercitare la cittadinanza , sono una forma attiva di partecipazione alla costruzione del bene comune e dell’interesse generale.Per il cambiamento di questo Paese e dei luoghi in cui viviamo, per farla finita con l’autoreferenzialità , per smettere di lamentarsi e praticare la sola rivoluzione che cambia, quella della positività e delle esperienze.

Il Terzo settore è nato con la voglia di cambiare il mondo non per difendere se stesso, ma per cambiare la realtà e le cose, le relazioni tra i viventi.

Qui c’è di mezzo il nostro Paese, il popolo cui apparteniamo, il suo futuro. Qui non è più questione di Terzo settore, non è in questione la sopravvivenza delle organizzazioni e, magari, qualche residuo appalto, ma siamo in questione noi , i nostri figli, la loro educazione, il senso del lavoro e il lavoro che non c’è, i beni pubblici che vorrebbero svendere, la miseria diffusa e che continua a crescere, la concezione stessa dell’intraprendere e della giustizia, in questione è la nostra concezione di accoglienza. Perciò, ci impegniamo …

www.vita.it

In allegato il testo completo del manifesto.

» In movimento … Un manifesto per ripartire (Pdf-130Kb) <