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Potassio Alto

Potassio Alto – idee e approfondimenti per ridurlo

Innazitutto… Che cos’è il Potassio e a cosa serve?

potassio altoPer chi è in dialisi, uno dei problemi ricorrenti è la dieta e normalmente, la dieta serve per equilibrare le fonti nutritive ed energetiche nel nostro corpo. In questo particolare caso, siccome i nostri reni non funzionano più e dobbiamo sottoporci a trattamento dialitico, alcuni sali e sostanze vengono più facilmente trattenuti dal nostro corpo.
Vediamo quindi di fare un focus sul Potassio, noto elemento che viene sempre tenuto sotto controllo!
Nonostante la sua cattiva nomea, il potassio è il quarto elemento presente nel corpo umano ed è il più importante minerale per i tessuti molli, quindi molto importante per l’organismo! L’assorbimento avviene nell’ intestino tenue, mentre le perdite avvengono tramite le urine e il sudore. Molto importante sarebbe quindi affiancare ad un’alimentazione corretta, una parte di attività fisica per smaltire questo minerale in eccesso che può causarci gravi disturbi a livello cardiocircolatorio!

Sintomi da carenza ed eccesso

In questo piccolo focus, descriviamo alcuni casi di carenza ed eccesso. La carenza di potassio si chiama Ipokaliemia, mentre l’eccesso si chiama iperkaliemia.
I sintomi da carenza interessano soprattutto l’apparato neuromuscolare con astenia, facile esaurimento, oppure ancora crampi, stipsi ed insonnia, che sono molto ricorrenti nei pazienti in dialisi.
Anche l’apparato cardiocircolatorio ne subisce le conseguenze con aritmie, ipotensione ed edemi. Il potassio assunto per via orale non è tossico in quanto il suo sovraddosaggio provoca vomito.

Qui troverete utili tabelle alimentari, dove verificare i cibi iperpotassici.

I sintomi di eccesso di potassio, riguardano sopratutto l’apparato cardiocircolatorio ed è molto pericolosa, in quanto non da sintomi evidenti o rimane asintomatica, nel processo evolutivo di iperkaliemia può causare anomalie del battito cardiacofino a causare l’arresto cardiaco, cioè il cuore può cessare di battere.

Interventi e consigli

Teniamo e presente che il potassio è contenuto soprattutto nelle verdure nella frutta fresca, nel caso nostro (ovvero per combattere l’iperkaliemia) si capisce con uno scarso consumo di questi alimenti, si possa migliorare la situazione.

Ma aniamo per ordine: educhiamoci ad una assunzione di alimenti poveri di potassio evitando quindi: cacao, cioccolato, frutta secca oleosa, lievito di birra, legumi secchi, salsa ketchup, salsa di soia, patatine fritte, pesce come sarde e trote.

Attenzione ai conservanti e sali dietetici, contengono potassio!

ideaPer la cottura delle vedure: tagliatele a pezzetti e bollitele in abbondante liquido cambiando l’acqua a metà cottura, mentre è da evitare la cottura al vapore, in pentola a pressione e nel microonde.

Le verdure surgelate ed in scatola, hanno meno potassio se avete l’accortezza di buttare il liquido di conservazione. Se consumate la verdura cruda, lasciarla a bagno nell’acqua per qualche ora.

In sintesi:

La riduzione del potassio in caso di iperpotassiemia (potassio alto) si può facilmente fare, tendendo conto che questo è un minerale che si trova soprattutto nei vegetali (cioè frutta, verdura, brodi vegetali, crusca, prodotti integrali e sali dietetici) particolarmente nella frutta secca, uva, banane, castagne, noci di cocco, kiwi, legumi, patate, carciofi, spinaci, funghi, insaccati, prosciutto, sardine, cacao, cioccolata, succhi di frutta, lievito di birra. Importante per i Dializzati: eliminare l’anguria ed il melone sia per il contenuto in potassio che per l’acqua.

Come il fosforo, anche il potassio può essere ridotto con la bollitura in abbondante acqua rinnovandola durante la cottura.

Potassio Alto – idee e approfondimenti per ridurlo

Mirko Dalle Mulle

Scaloppine con carciofi

Scaloppine con carciofi

 

 

 

 

 

 

Note sul piatto

Ottimo secondo piatto per chi fa dialisi: molte proteine e poco fosforo!

Il sodio indicato non tine conto di quello che viene aggiunto. Ne metterete secondo le indicazioni personalizzate.

Il piatto è ricco di potassio. Potete ridurlo:

  • lasciando a bagno i carciofi per qualche ora oppure
  • facendo lessare i carciofi prima di insaporirli oppure
  • potete compensare nella giornata.

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone:
vitellone magro 400 g;
carciofi freschi 300 g puliti;
olio extravergine di oliva 40 g;
farina 30 g;
aglio e prezzemolo;
sale e pepe.

Preparazione

Battete la carne con il pestacarne per renderla più tenera, infarinatela e scuotete la farina in eccesso. In una padella larga scaldate l’olio e cuocete le scaloppine a fuoco vivo da entrambe i lati per un minuto; poi togliete dalla pentola e mettete a caldo in un piatto.
Nella pentola mettete ora l’aglio tritato e i carciofi – che avrete pulito e affettato. Fateli cuocere bagnando con il vino bianco o con acqua, se necessario.
Aggiungete le scaloppine e portate a cottura. Poco prima della fine aggiungete il prezzemolo tritato e regolate di sale e pepe.

Ricetta SCALOPPINE con CARCIOFI a cura di Franca Pasticci.

 

 

Castagnaccio

Castagnaccio

(ricetta di Maria – Vivo d’Orcia)
castagneIngredienti:

farina di castagne 500 g;
latte parzialmente scremato 200 cc;
acqua 500 cc;
pinoli sgusciati 100 g;
uvetta sultanina 75 g;
Olio extravergine di oliva 40 g;
rosmarino

Peso dopo cottura 1000 g

In una ciotola mettete la farina di castagne e impastatela con il latte e l’acqua. L’impasto deve essere liscio, non troppo denso, omogeneo e senza grumi. Unite i pinoli e l’uvetta (se l’uvetta è troppo secca mettetela a rinvenire in acqua tiepida, poi scolate e strizzate dall’acqua in eccesso).

Foderate una teglia da forno con carta da forno e versate il composto distribuendolo uniformemente – dovrebbe essere alto meno di 1 cm. Cospargete la superficie con aghi di rosmarino e con l’olio extravergine di oliva. Infornate per 30-40 minuti in forno a 170 gradi.

Togliete dal forno quando si sarà formata una crosticina sulla superficie.

Su invito di Mirko pubblico qualche ricetta con un frutto di stagione: la castagna.

Utilizzata da tempi antichissimi per la produzione di farine, questo impiego ha oggi un’importanza marginale e legata alla produzione di dolci tipici, come il castagnaccio che propongo in questa ricetta di Maria. I nutrienti sono calcolati per 100 g di prodotto finito.

Il castagnacio risulta ricco di calorie grazie in particolare all’amido. I grassi sono di quelli “buoni” provenienti dall’olio extravergine di oliva e dai pinoli. E’ sicuramente una riserva di energia pronta per chi va a fare passeggiate nei boschi o in montagna. Il castagnaccio è ricco di potassio: se fai dialisi o hai problemi col potassio, attenzione a bilanciare nel resto della giornata.

Se hai fatto il trapianto … ottimo dolce!

Ricetta di Castagnaccio a cura di Franca Pasticci.

FOCUS – L’alimentazione in dialisi

FOCUS – L’alimentazione in dialisi

 

L’alimentazione in dialisi

Con l’inizio della dialisi, la dieta diventa più libera; è necessario però seguire alcune regole alimentari. Pur conservando un’alimentazione ricca e variata che apporti all’organismo gli elementi di cui avete bisogno, occorre tener presente che spesso questi alimenti contengono sostanze che possono accumularsi e nuocere alla salute. Essere a dieta non vuol dire mangiare sempre le stesse cose, ma dovete cercare di variare il più possibile l’alimentazione, alternando tipi di carne, pesce, frutta e verdura tra quelli concessi.

Le limitazioni alle quali vi dovete attenere sono necessarie per evitare l’introduzione elevata di liquidi, potassio, fosforo, sodio.

Liquidi

Alimentazione1Quando i reni non funzionano più e dopo qualche tempo dall’inizio della dialisi si urina molto meno, se non addirittura per niente, è molto importante non introdurre molti liquidi: infatti un aumento di peso superiore al 5% del proprio peso tra una dialisi e l’altra, può causare collassi vomito e, alla lunga, può essere dannoso per il cuore.

Il quantitativo di liquidi ideale al giorno in genere si calcola sommando la diuresi residua più 800 ml. Bisogna però tener presente che anche negli alimenti (carne, verdura, frutta) sono presenti dei liquidi. Preferite quindi la pasta asciutta rispetto a quella in brodo, controllate la quantità di frutta e verdura. le bevande e i cibi ricchi di sodio o potassio come i succhi di frutta, passati di verdura, minestroni e bevande zuccherate possono stimolare la sete.

 Esempio di apporto di liquidi:

– prima colazione, una tazza: 200ml

– pranzo, un bicchiere: 150 ml

– pomeriggio, un the: 150 ml

– cena, due bicchieri: 300 ml

Potassio

Un eccesso di potassio nel sangue può provocare un affaticamento muscolare e disturbi del ritmo cardiaco.

Ecco perchè vi verrà raccomandato spesso di fare un’alimentazione povera di potassio. Occorre eliminare i prodotti troppo ricchi di potassio e non indispensabili, come frutta secca, legumi secchi, cioccolato, banane, sale dietetico, passati di verdura. Altri alimenti che contengono potassio non si possono eliminare dalla dieta, in quanto apportano elementi nutritivi indispensabili come la carne ed il pesce (proteine). Per le verdure e la frutta, che contengono oltre al potassio altre qualità nutrizionali (come le vitamine) è bene seguire la quantità prescritta giornalmente.

Esempio

per una giornata:

– 100 gr. di frutta fresca

– 25 gr. di patate

– 125 gr. di verdure cotte

 A volte, pur seguendo un regime alimentare corretto, può succedere che i vostri esami segnalino un aumento di potassio (iperpotassemia); in tal caso il vostro medico vi può prescrivere un farmaco sotto forma di polvere (es. Kayexalate) che assorbe il potassio nell’intestino.

Fosforo

I reni sono organi importanti per il mantenimento nell’organismo di un valore normale di calcio e di fosforo: questo equilibrio facilita la strutturazione delle ossa. Quando i reni non funzionano più e soprattutto in emodialisi, esiste una tendenza all’ipocalcemia (calcio basso) e all’iperfosforemia (fosforo alto) che possono determinare un danno alle ossa.

Con la dialisi, i farmaci e la dieta, si può ristabilire questo equilibrio: l’emodialisi apporta calcio ed elimina il fosforo in eccesso; i farmaci apportano vitamina D e calcio e riducono il fosforo nel sangue; la dieta deve contenere poco fosforo per evitare l’accumulo a livello osseo, cosa non facile dato che quest’ultimo è presente nelle proteine che sono indispensabili per un buon regime nutrizionale (carne, pesce).

Non riducete troppo la carne ed il pesce se il vostro fosforo è troppo elevato, ma eliminate i latticini e i formaggi, che sono ricchi di fosforo.

Rispettate i dosaggi dei farmaci prescritti (carbonato di calcio, idrossido di alluminio o di magnesio) e il momento della loro somministrazione durante la giornata: assumete questi farmaci durante o subito dopo i pasti, momento in cui il fosforo è ancora presente nell’intestino.

Sodio

Il sale o cloruro di sodio, è presente in quasi tutti gli alimenti. Viene aggiunto a molti cibi al momento della cottura. I vostri reni non possono eliminare il sodio che viene quindi trattenuto nel corpo. Il sale stimola la sete che determina l’aumento di peso tra due sedute dialitiche; inoltre causa o aggrava l’ipertensione arteriosa. Mangiate senza sale se avete una pressione arteriosa alta; se invece la vostra pressione è bassa o normale, mangiate cibi moderatamente salati. In ogni caso, è bene limitare l’apporto di sale e dunque anche l’aumento di peso.

Cucinate senza sale, non aggiungete sale a tavola. per le bevande, attenzione all’acqua minerale gassata. Evitate poi gli alimenti ricchi di sale, come crostacei, frutti di mare, carne conservata, pesce o legumi in scatola, pasticceria, olive, capperi, piatti pronti, ecc. Mangiate carne o pesce non elaborati piuttosto che salumi (100gr. di prosciutto contengono 800 mg. di sale contro i 100gr. di una bistecca). Le uova non contengono sale. Preferite le verdure fresche o le patate preparate in casa piuttosto che i purè commerciali, le patatine fritte o le verdure in scatola, che contengono molto sale come conservante. Preferite i dolci fatti in casa al posto della pasticceria secca.

ATTENZIONE

al sale sostitutivo o dietetico che contiene molto potassio. In conclusione, l’apporto di sale va regolato dal vostro medico in funzione del vostro aumento di peso e dalla vostra pressione arteriosa,

Come deve essere la vostra alimentazione

Proteine

Le proteine sono indispensabili alla vita e alla ricostruzione delle cellule, soprattutto quelle dei muscoli. Sono presenti in numerosi alimenti e debbono essere distinte in proteine ad alto valore biologico (carne, latticini) che contengono elementi indispensabili e proteine che contengono elementi non indispensabili.

L’emodialisi aumenta la perdita di proteine; dunque l’apporto non deve essere inferiore a 1gr. per Kg. al giorno (per un adulto di 70 Kg. l’apporto sarà di 70 gr. al giorno). In dialisi peritoneale la perdita di proteine è più elevata: la dieta dovrà apportare 1,5 gr. al giorno (quindi per un adulto di 70Kg. sarà di circa 105 gr. al giorno).

E’ bene scegliere le proteine ad alto valore biologico.

Carne

In emodialisi è importante rispettare le quantità di carne (o loro equivalenti: pesce, uova) consigliate giornalmente. Le carni bianche e quelle rosse hanno quasi lo stesso valore nutritivo.

– 100 gr. di manzo = 18 gr. di proteine

– 100 gr. di pollo = 21 gr. di proteine

– 100 gr. di carne di macelleria possono essere sostituite da 100 gr. di pesce o da due uova.

Pesce

Il pesce, come la carne, è un alimento molto ricco di proteine (circa il 20%) di alto valore biologico. Il pesce è povero di grassi e pertanto è classificato come:

– pesce magro; acciuga, luccio,rombo, nasello, merluzzo,orata, limanda, sogliola, trota ed alcuni molluschi;

– pesce semi grasso: carpa, aringa, sgombro, triglia, sardina:

– pesce grasso: anguilla, lampreda, salmone, tonno

Il pesce contiene vitamine del gruppo B; il fegato è ricco di vitamine liposolubili. I grassi contenuti nei pesci (grassi omega) sono molto utili all’organismo. Il pesce può essere consumato al posto della carne, nella medesima quantità e almeno due volte alla settimana.

Verdure

Le verdure devono essere consumate in misura moderata, in quanto contengono molta acqua (90%) e potassio. Hanno poco valore nutritivo a causa del basso contenuto di zuccheri e della loro povertà di proteine e grassi. Contengono però sali minerali quali calcio, e magnesio, vitamine vit. C e folati) e cellulosa (o fibra). L’apporto di vitamine diminuisce con la cottura ( – 80%). Il contenuto in potassio per 100 gr. di verdure è:

– 800 mg. per le patate fritte

– 660 mg. per gli spinaci

– 500 mg. per i funghi coltivati

– 400 mg. per l’invidia cruda

– 300 mg. per i porri

– 268 mg. per i pomodori crudi

– 250 mg. per le patate lesse

– 155 mg. per i fagiolini

Frutta

Anche la frutta deve essere consumata moderatamente in quanto contiene molta acqua (80 – 90%) e potassio. Il suo valore alimentare è collegato al quantitativo di zuccheri. Più i frutti sono maturi, più contengono zuccheri. Il loro contenuto di grassi e proteine è trascurabile. Il loro apporto di fibre favorisce il transito intestinale. In emodialisi l’inconveniente maggiore è il suo elevato tenore di potassio che si accentua nella frutta secca (uvetta, prugne, albicocche, fichi) e nella frutta oleosa (noci, nocciole, mandorle) che contengono da 4 a 6 volte più potassio della frutta fresca.

Per contro, la frutta cotta o sciroppata (che va mangiata eliminando il liquido) ne contiene circa la metà

– 120 gr. di pera o mela apportano 145 mg. di potassio, come:

– 100 gr. di fragole o di mandarino

– 80 gr. di arancia

– 60 gr. di uva

– 50 gr. di prugne, ananas, melone

– 45 gr. di kiwi

– 40 gr. di banana

– 35 gr. di ciliegie

– 20 gr. di frutta secca

Il consumo di frutta fresca dovrà comunque essere controllato. Il consumo di frutta secca e oleosa è sconsigliato.

Cottura

In emodialisi tutte le modalità di cottura sono permesse e alcune saranno privilegiate.

In un quadro di prevenzione delle malattie cardiovascolari, non bisognerà abusare dei grassi. E’ preferibile l’olio o la margarina per la cottura. L’olio di oliva dovrà essere usato per il condimento dell’insalata e per friggere (non più di una volta alla settimana).

Le carni saranno cotte al forno, alla griglia o allo spiedo. I pesci saranno cotti al forno, al

cartoccio, allo spiedo o bolliti. le verdure dovranno essere cotte in una grande quantità di acqua dopo un lungo risciacquo e cambiando l’acqua a metà cottura. Evitate la cottura a vapore o in pentola a pressione, che certamente conserva le vitamine, ma anche i minerali, come il potassio, di cui bisogna limitarne l’apporto. le patate saranno sbucciate e tagliate a pezzetti e tenute a bagno in acqua per due o tre ore prima della cottura. Per quanto riguarda la frutta, si consiglia di consumare una parte sotto forma di frutta cotta o allo sciroppo (senza liquidi)

Salse e condimenti

L’utilizzo delle piante aromatiche e dei condimenti permette di limitare l’impiego di sale nella preparazione dei cibi, il che permette di diminuire la sensazione di sete che ne deriva, pur mantenendo un’alimentazione gradevole: aglio, cipolla, limone, ginepro, timo, alloro, basilico, menta, erba cipollina, maggiorana.

Le spezie (pepe nero o verde, curry, cumino, zafferano, noce moscata, paprica) invece vanno usate con moderazione poichè possono aumentare la sensazione di sete. I condimenti (cetriolini, mostarda, capperi, olive verdi e nere) sono, come le precedenti, da usare con moderazione, poichè si rischia di accentuare i problemi digestivi (gastriti, coliti).

Per conoscere i valori di Potassio, Fosforo e altri elementi importanti dei cibi, si consiglia la lettura della pagina “TABELLA ALIMENTI”

Articolo tratto dal sito della sanità dell’Emilia Romagna

Rischio salute per troppe proteine, fosforo e potassio, i consigli!

Rischio salute per troppe proteine, fosforo e potassio, i consigli!

Giornata mondiale del rene. Tutti i rischi di troppe proteine, fosforo e potassio. Ecco i consigli dei dietisti

Gli esperti dell’Andid diffondono otto consigli che, attraverso corretti stili di vita ed alimentazione equilibrata, aiutano a prevenire e curare le malattie renali, che in Italia colpiscono 5 milioni di persone.

13 MAR – Le malattie renali, che colpiscono cinque milioni di italiani, si possono prevenire e curare con una corretta alimentazione. In occasione della 8° Giornata mondiale del rene, che si tiene oggi, 13 marzo 2014, arrivano i consigli nutrizionali degli esperti della Associazione Nazionale dei Dietisti.

“Questi pazienti – spiegano le dietiste Anna Laura Fantuzzi, segretario Nazionale Andid e membro del Consiglio Direttivo della Fir (Fondazione Italiana del Rene) e Franca Pasticci, dietista presso la Uoc di Nefrologia e Dialisi dell’Usl 1 Umbria – non smettono mai di essere a dieta e il loro modo di alimentarsi deve adattarsi alla gravità della malattia e ai diversi problemi che possono insorgere. Per questo il ruolo del dietista  è insostituibile in tutte le fasi della malattia renale. Un ruolo che inizia con l’educazione ad un corretto stile di vita e al raggiungimento e mantenimento del peso ragionevole. Prosegue con l’implementazione della dieta ipoproteica, un supporto fondamentale per il mantenimento della funzione renale residua nel tempo. Continua ad essere molto importante anche durante il trattamento sostituivo con dialisi o trapianto, quando le persone devono modificare l’apporto proteico e adeguarsi a controllare i liquidi, il potassio, il fosforo”.

 Ma l’alimentazione è molto importante anche a prevenire le malattie renali, insieme ad un corretto stile di vita. Ecco alcune regole.

1) Mantieniti attivo e in forma
L’attività fisica regolare aiuta a controllare la pressione arteriosa e perciò riduce il rischio di malattia renale.

2) Controlla regolarmente la glicemia
Circa la metà delle persone con malattia renale hanno il diabete. È importante controllare la glicemia con regolarità e mantenerla nei limiti giusti. Il peso corporeo dovrebbe essere mantenuto nella norma attraverso un’alimentazione corretta ed equilibrata.

3) Controlla la pressione del sangue
Dopo il diabete la causa più frequente di danno renale è la pressione del sangue elevata. Il livello di pressione normale è 120/80. La pressione alta è particolarmente dannosa per i reni quando è associata ad altri fattori come il diabete, il colesterolo elevato e le malattie cardio-vascolari.

4) Mangia sano e controlla il peso
– Privilegiare una dieta a base di cibi vegetali, come la dieta mediterranea, riduce l’acidità dell’urina con un conseguente minor carico di lavoro per il rene. Alcune semplici regole possono essere facilmente adottate:
– Mangiare frutta e verdura in abbondanza: sono alimenti che hanno poche calorie e tante vitamine antiossidanti.
– Consumare ad ogni pasto cereali come pasta, riso, farina di mais, pane, biscotti – sia comuni che integrali.
– Cucinare la pasta in modo semplice, con sughi di verdure.
– Scegliere il pane e i prodotti da forno tra quelli meno conditi, ad esempio: pane senza sale e senza olio, biscotti secchi.
– Consumare almeno 2 volte la settimana legumi (ceci, fagioli, fave, lenticchie, lupini, piselli, soia) come fonte di proteine. Minestre di legumi o legumi conditi con olio extravergine di oliva e accompagnati da pane sono un ottimo “piatto unico”, ricco di sali minerali (ferro e calcio) e di vitamine.
– Ridurre il consumo di alimenti che contengono proteine e in particolare quelli di origine animale contenute nella carne, affettati, pesce, uova, formaggi e latticini. Cerchiamo di non consumare un doppio secondo (carne e formaggio, salumi e formaggio, ecc). Impariamo a fare piatti unici utilizzando carne, pesce, uovo, formaggi “condimento” e non come “secondo piatto” (pasta all’uovo, pasta o riso conditi col pesce, verdure ripiene, sformati di verdure…).
– Scegliere carni e affettati dove sia possibile eliminare il grasso visibile.
– Consumare pesce con regolarità, almeno 2-3 volte la settimana.
– Ridurre la frequenza settimanale di consumo di formaggi o latticini a 2/3 volte la settimana.
– Preferire per i condimenti e la cottura l’olio extravergine di oliva, moderando le quantità e  aggiungendolo, quando possibile, a crudo; utilizzare anche utensili che permettano la riduzione della quantità di grassi per la cottura.

5) Riduci il sale
Prepara da solo i pasti con ingredienti freschi e riduci il sale aggiunto; usa aromi e spezie per migliorare il gusto; evita il consumo regolare di affettati e formaggi.

6) Bevi in abbondanza
– Bere permette di eliminare le tossine prodotte dal metabolismo. Per mantenere la funzione renale bisogna bere circa due litri al giorno. Questa quantità può variare in relazione al sesso, l’esercizio fisico, il clima, le condizioni di salute, la gravidanza e l’allattamento.
– Le persone che hanno già avuto un episodio di calcolosi renale dovrebbero bere di più, almeno 2-3 litri di liquidi al giorno, per ridurre il rischio di formazione di nuovi calcoli. La bevanda migliore in assoluto è l’acqua. Vanno bene tisane e tè preparati in casa e non zuccherati. Limitare invece le bibite commerciali o i succhi di frutta che apportano zuccheri (e calorie) non necessari; inoltre spesso nelle bibite troviamo additivi che possono nuocere ai reni, come i fosfati o il potassio.

7) Non fumare
Il fumo aumenta la pressione del sangue e accelera l’invecchiamento dei vasi ostacolando la circolazione. Se meno sangue raggiunge i reni si riduce la loro capacità di funzionare correttamente. Inoltre il fumo aumenta il rischio di cancro del rene in quanto le sostanze contenute nel tabacco vengono eliminate attraverso le urine.

8) Evita l’uso abituale di farmaci non indicate dal medico
Alcuni farmaci comuni come gli analgesici possono causare danni al rene se assunti troppo frequentemente. Parla col tuo medico prima di assumere farmaci per mal di testa, dolori ossei o articolari.

NOTIZIA TRATTA DA QUOTIDIANO SANITA’