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Benessere fisico nel paziente emodializzato

Benessere fisico nel paziente emodializzato

Sto scrivendo nel tempo, degli articoli sulla mia esperienza per quanto riguarda l’attività fisica ed il benessere e il recupero dopo un periodo di inattività.

Ecco quindi i primi due “capitoli” di ciò che ho vissuto e che sto vivendo, quindi ecco il prologo:
Attività fisica nel dializzato, un primo articolo d’ispirazione per tutti, dove cerco di trasmettervi la voglia almeno di provare ad informarvi.

Si comincia con il cardiofrequenzimetro, è un secondo capitolo che contiene cenni di conoscenze cardiologiche e consigli utili per acquistare il vostro primo cardiofrequenzimetro e come utilizzarlo, elemento essenziale per monitorare la vostra attività fisica.

Presto arriveranno anche gli altri capitoli di questa saga epica che mi vede direttamente coinvolto.  Il benessere fisico e l’attività sportiva sono spesso visti come un tabù nelle persone che come noi, hanno un grave problema di salute.  Spero sempre nei vostri (come sempre) numerosi feedback che mi arrivano in privato!

Buona lettura!
Mirko

 

A camminare nascono poesie

Da qualche tempo, ho ricominciato a camminare nei boschi. Devo ammettere che farlo nei primi tempi (ho ricominciato lo scorso anno proprio verso aprile) aveva un significato più tecnico che ludico. Dovevo riprendermi dal rientro in dialisi, dovevo perdere peso per asciugarmi (sono arrivato a perdere 10kg in un anno) e dovevo comunque dare tonicità al mio fisico dopo un duro stop fatto di mesi tra malattia e ospedale, passati a riposare e cercare soluzioni alle nuove magagne che arrivavano.

E così il bosco e il camminare, sono diventati la mia medicina principale. Ho ricominciato con molta fatica e grazie a degli amici, nel tempo sono riuscito anche a visitare qualche bel rifugio e ad arrivare in cima a qualche bella vetta della mia zona. L’inverno che ho passato è stato una scoperta incredibile per me, non mi ero mai messo a camminare nella neve ed è stato stupendo. Pur abitando in montagna, tante cose mi hanno sempre tenuto lontano dal provare questo modo di vivere la montagna. E così finalmente, dopo tanto allenamento, posso godere anche di qualche passeggiata lunga e con dei tratti non prettamente facili considerando le precedenti condizioni fisiche. E quindi, sono a contatto con panorami e ambienti diversi dalla classica passeggiata e la mia mente, vede finalmente cose nuove , da associare a parole che nascono spontanee quando mi siedo su qualche ceppo riverso a terra e riposo. E propio guardando il ceppo a terra, mi sono accordo dei come la natura mi offra un’analogia con la mia vita, di come gli alberi si aggrappino alla terra con radici profonde e anche quando un evento naturale come le slavine di neve provino a sradicarli, le loro radici profonde restino attaccate e diano vita a quell’albero! Un’affinità meravigliosa con la vita di noi dializzati, attaccati alla vita con degli aghi come fossero radici che traggono il necessario per restare in vita!

RADICI RIVERSE
Ed eccola qui
La mia vita
Radici riverse
All’aria
Alla vista di tutti,
Radici robuste
Ancora ancorate
Con forza, alla vita
Alla terra, madre
Poca linfa che scorre
Ma ancora con forza
Timidi germogli
E foglie
La prossima primavera
Vedranno

Ed è meraviglioso quando il tuo corpo risponde, ti da segnali di miglioramento nonostante la dialisi non ti permetta di fare tutto ciò che faresti da trapiantato. Ho una reale nostalgia dei miei 18 anni passati in una condizione si di malattia (il trapianto non risolve tutto, ma aiuta tantissimo), ma anche di assoluta libertà di movimento.

Non c’è una soluzione a tutto questo, solo il sopportare ed essere resilienti verso questa situazione di malattia, ovvero oltre al mero resiste e “combattere” (essere guerrieri, non basta…), ma anche trovare soluzioni e compromessi per utilizzare al meglio la parte del nostro corpo che ancora funziona ancora.
In primis, il nostro cervello. La forma mentale è assolutamente necessaria nell’affrontare positivamente la vita di tutti i giorni.

Lo sport, o più in generale, fare una qualsiasi attività fisica, aiuta sensibilimente l’affrontare la dialisi. Ho pubblicato un approfondimento su Sport e Trapianto, ma in futuro pubblicherò delle schede anche per i dializzati, che hanno una risposta diversa alle sollecitazioni che implica lo sport.

 

Sport e Trapianto in Emilia Romagna

Sport e Trapianto in Emilia Romagna

Lo sapevi che il movimento ti fa bene, sia prima che dopo il trapianto?! Se risiedi in Emilia Romagna c’è un percorso proprio dedicato a te! Chiedi al tuo medico del centro trapianti o contatta il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna per maggiori informazioni!

Vuoi saperne di più sullo sport per i trapiantati? Leggi QUESTO articolo della Dottoressa Totti e del Dottor Mosconi sul tema del movimento e dei suoi benefici per noi nefropatici. Non bisogna mai sottovalutare le potenzialità residue del nostro corpo, bisogna sforzarsi a sfruttarle e a beneficiarne per la nostra salute in genere!

“Fare attività fisica non significa fare necessariamente uno sport specifico come calcio, nuoto, etc. ma significa avere uno stile di vita attivo. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano a tutta la popolazione di fare attività fisica per contrastare la sedentarietà e l’insorgenza di malattie correlate ad una vita non attiva. In particolare nelle persone che hanno subito un trapianto d’organo l’attività fisica contrasta gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva e aiuta a controllare l’aumento di peso e il metabolismo lipidico.”

 

Rinascere dentro, nonostante la dialisi

Sono passati tre mesi esatti da quando ho cominciato di nuovo a fare il mio trattamento salvavita, l’emodialisi. Scrivo alcune considerazioni, che magari possono essere di conforto a chi intraprende per la prima volta questo percorso. Ovviamente è un percorso mentale e fisico, magari per alcuni scontato. Ma quello che importa, per me, è essere con il morale alto e il mio corpo in buona forma.

Finita dialisi, dopo aver mangiato come al solito un tot di roba per riprendermi e fatto un buon sonno ristoratore durato 2 ore, ne approfitto del residuo fresco casalingo per fare due conti spicci.

In tre mesi, da quel 17 marzo, è cambiato molto nella mia vita. Da otto mesi a questa parte, è cambiato praticamente tutto. Tutto il mondo che conoscevo si è come bruciato, volatilizzato, lasciando spazio però a nuove idee, nuovi orizzonti. Come che la cenere che è restata dopo l’incendio, avesse magicamente fertilizzato il terreno della mia vita.
Tutto questo marasma positivo, pur nella malattia e nelle difficoltà che in questi mesi ho affrontato e sopratutto, un scoprire un universo nuovo totalmente diverso da quello di quando “ero” trapiantato.

Ora la libertà è più scarna, il dover far fronte ad un impegno improrogabile come quello di fare dialisi non è facile da affrontare psicologicamente e fisicamente, ti mette alla prova. Il corpo viene sottoposto ad uno stress periodico durante la settimana, che bisogna affrontare (a mio avviso) preparandolo adeguatamente.

E’ per questo che appena mi hanno sottoposto a dialisi, ho pensato di seguire quanto più possibile, un piccolo programma di allenamenti giornalieri. Non sono mai stato uno sportivo patito di questa disciplina, ma mi son detto che se volevo affrontare al meglio questa nuova vita, dovevo evolvere ed equipaggiarmi di armi nuove e fiammanti.

Così mi sono informato bene, ho cercato sia su internet che su manuali pratici per lo sport, un allenamento che fosse semplice da seguire e che mi desse l’opportunità intanto di riprendermi dalla bastonata avuta durante la permanenza in ospedale (con conseguente debilitazione quasi  totale della muscolatura), oltre che di sperare di riuscire a riprendere almeno in parte le avventure in montagna che avevo iniziato negli ultimi anni.

Non è stato facile, ma mi sono imposto di fare almeno 10 squat e 10 flessioni semplici al giorno. Sembra pochissimo, ma per chi non riesce a fare una rampa di scale per poi fermarsi e prendere fiato, credetemi, sono tantissimi!! Così, da quel poco, ho unito alla programmazione alcune decine di minuti di cyclette, poi con il tempo buono, anche alcune passeggiate sul piano qui attorno (e non è facile trovare il piano, essendo che abito in montagna!).

Ad ogni buon modo, il programma di allenamenti è stato molto altalenante poichè avevo continui attacchi di febbre e comunque, alcune cose fino a maggio non andavano cosi’ bene. Poi alla fine, forse per la bella stagione e forse perchè mi stavo riprendendo, finalmente ho potuto essere più stabile nel programma. Da qui le prime soddisfazioni, ovvero le prime ascensioni sui piccoli monti qui vicino e poi, domenica scorsa, l’ascensione al rifugio Boz a 1700 metri in compagnia di Silvana e Severino, lei donatrice di rene a lui (suo marito). Il buon Severino, poi, è anche cardiopatico, ma mi ha fatto vedere i sorci verdi da quanto correva su per i sentieri di quel bellissimo posto.

E’ stata una domenica divertente e spensierata, faticosetta per me poichè ancora tutti i muscoli non sono allenati a dovere, ma fanno sperare bene e se continuo con questa costanza, ho già alcuni luoghi che mi piacerebbe visitare di nuovo come il rifugio Dal Piaz e il monte Pavione, oppure tornare sul Lagorai e visitare nuovamente Cima d’Asta.

Non so, il periodo è buono nonostante la malattia e la dialisi che mi accompagnano di giorno in giorno, con tutte le sue problematiche annesse che non sto qui ad elencare, anche se meriterebbero due parole. Quello che è importante per me, ora, è quello di continuare ad allenarmi e prefiggermi nuove mete da affrontare e conquistare. Ma sopratutto, fare sport per tenere attiva la mente e il mio corpo, per prepararlo ad un eventuale nuovo trapianto. Arrivare ad un’importante traguardo come quello, con un corpo quanto meno in forma, mi potrà permettere di riprendermi in maniera migliore e con meno problemi. Oltretutto, è divertente e interessante camminare in mezzo alla natura, lo consiglio davvero a tutti. Mai mollare!

Dializzato Trapiantato e Donatrice

 

Festa di Sport a Montebelluna

 

 

Festa di Sport a Montebelluna – ANED | ANED SPORT

Associazione Nazionale Emodializzati

Dialisi e Trapianto – ONLUS

Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica

aned vela

Comunicato stampa

Anche quest’anno a Montebelluna avrà luogo la consueta “Festa di Sport” che vedrà esibizioni sportive e punti informativi delle associazioni montebellunesi per l’intera giornata del prossimo 11 settembre. Quest’anno la importante manifestazione, che  mobilita praticamente tutta la città, avrà la speciale cornice delle piazze centrali della cittadina.

Ospite d’eccezione sarà la Nazionale Italiana Pallavolo trapiantati e dializzati di Aned onlus che sarà in campo dalle ore 14,00 grazie al sostegno di MonteVolley, Sport 4 Society, AVIS, e in collaborazione con Cuoredarena Active Social Supporter, Associazione Giacomo Sintini e Gruppo Alpini Montebelluna.

“E’ l’undicesima volta che scendiamo in campo quest’anno” fa notare Marco Mestriner referente regionale per Aned Sport e atleta azzurro “ ma avere il sostegno di così tante realtà darà, in un contesto così speciale, ancora maggior slancio alla nostra voglia di portare un grande messaggio di sensibilizzazione per la donazione e per la vita ritrovata grazie a un trapianto. Sono contento inoltre di annunciare che da questo appuntamento porteremo sulle nostre maglie il logo della “Carta del Tifoso” promossa da Cuoredarena, che sarà per noi motivo di nuova responsabilità verso i grandi valori che lo sport dovrebbe sempre insegnare”.

“Siamo particolarmente felici ed orgogliosi che il rapporto instaurato con ANED e in particolare con la sua squadra di volley” continua Mauro Zanin presidente di Cuoredarena “abbiamo potuto realizzare un qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa, ossia vedere il simbolo del progetto “Carta del Tifoso” stampato sulle maglie di una squadra tra l’altro così importante.

Aned e Cuoredarena condividono lo spirito, i valori e i comportamenti elencati nella “Carta del tifoso”. Linee guida per un tifo consapevole e responsabile” e con questo atteggiamento possiamo creare un futuro sociale migliore.”

Dalla scorsa stagione anche MonteVolley ha messo in campo diversi progetti che vanno oltre al solo agonismo. “Crediamo che lo sport e la pallavolo in particolare sia sinonimo di solidarietà” afferma Lucio Loat, direttore sportivo della società ”in questa disciplina non si può trattenere la palla e, necessariamente, i giocatori hanno bisogno e devono essere a disposizione dei compagni per tenere la sfera di gioco in alto e buttarla dall’altra parte della rete. La solidarietà e il sacrificarsi per gli altri fanno parte del nostro sport.

Proprio per questo e per essere da esempio, in quest’ultimo anno abbiamo sposato diverse iniziative: abbiamo sottoscritto l’affiliazione a Cuoredarena e a Sport4Society. Siamo diventati testimonial di AVIS Montebelluna e i molti dei nostri Atleti sono diventati donatori volontari. Con questo evento vogliamo dare un segnale ancora più forte.

Gli atleti della Nazionale Italiana Pallavolo Trapiantati e Dializzati di Aned dimostrano quanto si può fare per gli altri e per se stessi, trovando le giuste motivazioni. Coinvolgeremo, nel match tra la Nazionale e una nostra selezione, pallavolisti, simpatizzanti e amici, cercheremo di far entrare in campo il maggior numero di persone possibile, obiettivo almeno 200, per dimostrare che INSIEME SI VINCE! e si risolvono i problemi. Il sostegno di tutti è fondamentale in una squadra come nella società.

Sicuramente questa esperienza ci darà forza e giuste motivazioni per affrontare la nuova stagione sportiva e, siamo convinti, anche il futuro.” Sport 4 Society (S4S) ha voluto co-organizzare questa “partitona” perché crede nell’importanza di uno sport che si attivi per lanciare messaggi positivi alla società. “Saremo sempre a fianco di Montevolley e di altre organizzazioni sportive che vogliano portare il loro contributo positivo con messaggi di solidarietà, amicizia e pace” afferma Luca Musumeci, Segretario Generale di S4S.

Ancora una volta vedremo quindi uniti pallavolo, divertimento e grande attenzione al sociale con una rete di associazioni che lascerà il segno, portando un esempio di coesione, dimostrando che lo sport non deve avere come unico obbiettivo il risultato nella competizione, ma deve essere uno strumento per trasmettere valori positivi alla collettività in cui viviamo.

A.N.E.D. ASSOCIAZIONE NAZIONALE EMODIALIZZATI – DIALISI E TRAPIANTO – ONLUS

20121 MILANO – VIA HOEPLI, 3 – Tel. 02.805.79.27 – Fax 02.864.439 – Cod.Fisc. 80101170159 – www.aned-onlus.it – segreteria@aned-onlus.it