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Pensieri a ruota libera

Pensieri a ruota libera

Un nostro lettore che fa parte del nostro gruppo social network “Emodializzati e Trapiantati di Rene” su Facebook, Aldo Teoli, ci manda alcuni “appunti di viaggio”, ovvero pensieri a ruota libera sull’emodialisi, sulla sete che attanaglia il dializzato, la vita lavorativa e una bella parafrasi sulla routine che settimanalmente è coinvolto.
Se anche tu vuoi inserire la tua storia o i tuoi pensieri su questo blog, non esitare a contattarmi! Buona lettura!

LA DIVISA

Ogni volta che mi cambio e metto “la divisa per andare a fare dialisi”, mi si fa incontro un mondo parallelo, un mondo variegato e caledoiscopico fatto di tante storie simili ma differenti tra loro e la sofferenza e la rassegnazione la fanno da padrone.

Il mio incedere con gli anni non è più claudicante ma sicuro e deciso. Ho la percezione di galleggiare in un limbo, da una parte la vita reale di tutti i giorni, con le sue difficoltà e le sue gioie, dall’altra una vita sospesa che dura poco più delle 4 ore della dialisi in cui tutto sembra evanescente. In fondo quando dico che per me la dialisi è un secondo lavoro credo di affermare una verità.

La mia paga è l’aria che ancora respiro ed il sorriso che incontro sempre più di rado in questo girone! Come un lavoro bisogna rispettare le regole:
portare poco peso, evitare stravizi ecc… e soprattutto bisogna essere sempre attenti e scrupolosi a ciò che ci circonda. Per noi le ferie sono quando non facciamo dialisi!!

Difficilmente si riesce a “perdere ” questo lavoro, diciamo che il concetto di tempo indeterminato si applica in maniera perfetta a questo lavoro atipico. Il datore di lavoro spesso è avulso dal contesto e decisamente poco propenso a farsi carico dei tuoi problemi figuriamoci dei tuoi timori e delle tue paure. I suoi collaboratori nella migliore delle ipotesi svolgono diligentemente il loro compito senza metterci un briciolo di anima, anche se debbo ammettere che come in tutti i luoghi di lavoro c’è sempre la piacevole eccezione che ti gratifica.

Ogni volta che entriamo in quella sala portiamo con noi sulla poltrona ogni nostra preoccupazione ed ogni nostra gioia, fuori rimane solo un po della nostra anima. Noi siamo legati fisicamente alla macchina per 4 ore, ma è come se un burattinaio ci abbia messo dei fili invisibili con i quali ci controlla sempre. Una forte personalità ed un grande autocontrollo psichico sono le uniche armi per combattere questa battaglia, ma noi siamo guerrieri e non ci spaventiamo di combattere!!!

 

IL MESTIERE DEL DIALIZZATO

Il mestiere del dializzato non è poi così complicato, vai ti siedi colleghi le cuffie alla televisione sistemi il cuscino ed aspetti che due aghi entrino nel tuo braccio; dopodiché non resta che attendere 4 ore.

Il mestiere del dializzato non è poi così monotono, ogni giorno ti giri attorno e se stai attento le cose sono diverse dalla seduta precedente. C’è chi va c’è chi viene e chi non torna piu.

Il mestiere del dializzato non è assimilabile a nessuna categoria merceologica in quanto è un lavoro passivo e statico; il mestiere del dializzato te lo porti a casa, non ti lascia mai, quando esci dalla sala perché ti svuota e spesso ti rende inerte ed amorfo e poi perché già sai che quel posto non te lo ruberà nessuno!

Il mestiere del dializzato è meglio di un part_time verticale; solo 12 ore.e neanche continuative

Il mestiere del dializzato ti permette tutte le ferie che vuoi, purché trovi un posto dove qualcuno avrà a cuore la tua salute o forse solo il suo tornaconto

Il mestiere del dializzato non implica l’uso di strumenti ed arnesi sofisticati o pesanti, ma solo il tuo corpo che speri sempre sia refrattario alla fatica ed alla depressione

Il mestiere del dializzato non è pesante o faticoso se non fosse altro che i tuoi neuroni debbono sempre andare d’accordo all’unisono come un orologio svizzero.

Il mestiere del dializzato è ben remunerato; cosa c’è di più ricco e prezioso di una vita che prima si spenge e poi si riaccende!!?

osa c’è di più misterioso e sorprendente di incarnarsi nell’araba Fenice un giorno si ed uno no!!? Un mestiere forse non invidiabile ma ricco di dignità, quella dignità che spesso nascondiamo agli altri per pudore o semplice egoismo!

 

DARE DA BERE AGLI ASSETATI

Erano i primi giorni di settembre del 1992 ed ero di ritorno da Bergamo dove mi ero recato con il mio amico Salvatore per farci inserire nella lista trapianto degli Spedali Riuniti, in quel periodo era uno dei maggiori centri che effettuavano trapianti in Italia. Dopo una giornata intera trascorsa tra attese di esami e di successive visite avevamo preso il regionale per Milano e poi il diretto notturno per Roma. Faceva molto caldo e su quella carrozza non c’era l’aria condizionata; verso mezzanotte ci era presa una forte arsura che cercammo di smorzare condividendo mezzo arancio (per chi non lo sapesse ad un dializzato l’acqua va fornita con il contagocce in quanto purtroppo si accumula e non si riesce a smaltire se non con la dialisi) piluccando ogni spicchio come se fosse l’ultimo nostro pasto.

Nel nostro vagone c’era un signore che tirò fuori da una borsa termica una bottiglia di acqua gelata ed inizio a tracannarla con avidità e soddisfazione di fronte ai nostri occhi, mi sembrava di rivivere la scena di ladri di biciclette in cui il bambino sbava dietro la vetrina dove un altro bambino mangia un supplì con ingordigia.

La notte era calata e questo tizio finita la prima bottiglia di acqua ne prese un’altra dalla borsa termica e con nostra profonda invidia diede fondo anche a questa, è inutile dire che ad un certo punto ci siamo dovuti alzare per fuggire in corridoio ed evitare ancora di incrociare il nostro sguardo invidioso e omicida con il nostro dirimpettaio.

La sete per un dializzato è una brutta bestia; a volte, spesso, quando si è a pranzo con amici ci capita di guardare con occhi assassini chi di fronte a noi si versa un bicchiere di acqua dopo l’altro; ogni bicchiere è una coltellata al cuore ed è un cazzotto ai nostri sogni ed alle nostre speranze e spesso ti affossa di più di 4 ore di dialisi.

Ogni dializzato cerca di trovare un equilibrio idrico corretto; c’è chi mangia il ghiaccio, chi si bombarda con poca acqua gelata gassatissima. Io più di 20 anni fa arrivai a prendere un sifone del seltz riempirlo di acqua Perrier già di per sè gassatissima ed aggiungerci anidride carbonica con il risultato di riuscire a berne solo una modifica quantità per poi sentirsi sazio.

C’è chi mangia uno spicchio di limone, c’è chi beve acqua semighiacciata. Oggi invece mi sono raffinato; cerco di resistere tutto il giorno per poi concedermi il “lusso” di ingurgitare tutto assieme 1/2 litro di acqua fino a sentire la pancia gonfia.

Insomma ognuno cerca un paliativo per ridurre il desiderio di bere e spesso subentrano fobie impreviste come desiderare di scommettere con qualcuno di essere capaci a bere una bottiglia d’acqua tutta di un fiato. E’ evidente che quando fa caldo questa problematica diventa più pungente è più difficile da superare.

La sete non è solo un problema mentale; io ho sperimentato che se fosse solo così con un pò di autodisciplina e convinzione si potrebbe superare, ma soprattutto è un problema oggettivamente fisico; sfido chiunque che può bere a rinunciare a farlo con leggerezza quando la sete ti attanaglia. Astenersi dal bere e un sacrificio ed una disciplina che quotidianamente impegna le nostre energie al pari di respirare liberamente.

La nostra battaglia spesso lascia sul campo tante vittime che in un momento di sconforto si attaccano alla bottiglia e non la lasciano fino a quando sono sazi, con il risultato di appesantire il nostro corpo con liquidi che diventano chili difficili da smaltire in una unica seduta. Spesso mi torna alla mente quando dopo 15 giorni dal trapianto il rene decise di iniziare a funzionare; ebbene quella notte l’infermiera mi disse: “signor Teoli questa notte può bere tranquillamente 1/2 litro d’acqua”. Quella modesta quantità la sorseggiai con parsimonia neanche fosse un vino d’annata e mi diede una sazietà che ricordo ancora oggi nei miei sogni.

Sono sempre più convinto per esperienza che ogni nostra valutazione è figlia della prospettiva dalla quale la guardiamo, pertanto non posso fare una colpa agli altri se in questo momento della mia vita, la prospettiva mi porta a volte ad invidiare chi può permettersi di bere liberamente. Ma in fondo questa è la vita che sto vivendo e cerco di viverla pienamente consapevole di essere fallibile e miseramente umano e che quindi ad ogni mia caduta corrisponde una rinascita, ad ogni mia sconfitta seguirà una vittoria magari brindando con una tazzina di caffè colma di acqua!

In fondo la vita è semplice “come bere un bicchier d’acqua”.

Pensieri a ruota libera – Aldo Teoli

Vacanza in Francia con la moto, Dialisi on the road

Vacanza in Francia con la moto, Dialisi On The Road – Carlo Cattaneo è un nostro amico a cui piace enormemente girare il mondo con la moto. Seguito dalla sua ragazza, Carlo ci propone il racconto del suo ultimo viaggio nel territorio francese, visitando splendidi borghi. Purtroppo Carlo è un dializzato, ma questo non gli impedisce di godersi le sue ferie con il mezzo che preferisce. Ecco il racconto, nel quale ci illustra i centri dialisi che ha visitato, oltre qualche sua impressione sui luoghi dove è stato!

Oltre al consueto augurio di buona lettura, invito tutti a mandare le vostre avventure da dializzato o trapiantato al nostro portale, per farle pubblicare!

Moto, che passioneSono rientrato lunedì sera da una vacanza in Francia con la moto di una decina di giorni in Francia durante la quale ho fatto tre dialisi nella città di Clermont-Ferrand, sul Massiccio Centrale nella regione dell’Auvergne.  Il centro dialisi è situato all’ultimo piano dell’ospedale principale della città su Avenue de la Republique, una delle strade principali che entrano in città, molto ben servito dai mezzi pubblici che fermano proprio davanti all’ingresso e collegano i luoghi principali.

Il centro è privatizzato e gestito dalla azienda Aura Santè che opera con vari sedi in tutta la regione. La struttura occupa tutto il piano ed è piuttosto moderna, ci sono alcune stanze singole e un paio più grandi con quattro postazioni tutte divise da pareti mobili, quindi si è comunque da soli, salvo che non si chieda di toglierle per fare due chiacchiere con altri pazienti.
Ogni postazione è munita di letto articolato a regolazione elettrica con telecomando, pulsante di chiamata di emergenza, tavolino regolabile in altezza e inclinazione, televisore con telecomando e cuffie.

Il peso viene rilevato, dal paziente se è autonomo altrimenti ci pensa una infermiera, prima di entrare su una apposita bilancia che stampa un biglietto da consegnare al momento di entrare in sala dialisi.  Obbligatorio lavarsi il braccio nei lavandini in sala provvisti di sapone antisettico e asciugamani di carta.

Una assistente accompagna il paziente al suo posto, ritira il biglietto con il peso, misura la pressione e compila i campi relativi sulla scheda dialitica (che si chiama fiche). Poi arriva l’infermiera che eseguirá l’attacco che viene effettuato con una tipologia di aghi a mio parere strepitosi! Si tratta dei Nipro AV Cath Safe Touch, con un principio simile a quelli che vengono usati per i butterfly, ovvero ago in silicone. Dolore quasi nullo e buco piccolissimo! Una rivelazione! I tubi di collegamento vengono fissati attraverso una apposita molletta alla manica della maglia quindi si ha ampia possibilità di muoversi, personalmente mi sedevo sul letto e potevo anche alzarmi in piedi!

A metà dialisi viene offerto uno spuntino e si può scegliere tra: pane, burro e marmellata o formaggio, thè, caffè, acqua, tre gusti di sciroppi alla frutta, mousse di frutta. La pressione viene rilevata a inizio, metà e fine dialisi. Ad ogni seduta passa il medico di turno per verificare se tutto va bene o per eventuali comunicazioni. Alla prima dialisi mi hanno fatto tutti i prelievi e un emogas dei quali mi hanno rilasciato copia degli esiti insieme a copia di tutte le sedi dialitiche da consegnare al proprio centro al rientro.
Tutto il personale è di una gentilezza imbarazzante oltre che molto preparati.

La prenotazione l’ho fatta tre giorni prima di partire chiamando direttamente il centro al numero che ho trovato sul motore di ricerca di www.globaldialysis.com. Parlano solo francese, se qualcuno avesse bisogno mi offro per dare una mano nella prenotazione, comunque quando si è al centro il personale è talmente disponibile che la lingua non è un problema  (il mio francese è pessimo e comunque ci siamo sempre capiti, anzi abbiamo fatto anche conversazioni su vari temi ).

Allo stacco i tamponi possono essere tenuti dal paziente o dall’infermiere stando sdraiati nel letto oppure appoggiati al tavolino. Chiudono con bendaggio o cerotto. Unico problemino, i lenzuoli sono quelli in TNT, quindi dopo circa metà dialisi si comincia a sudare perchè non fanno traspirare; consigliabile portarsi un asciugamano grande magari in microfibra da mettere sotto e si risolve la cosa. L’aria condizionata ovviamente c’è ma la tengono bassa anche per questo problema. Mi hanno detto che li usano da pochi mesi per le solite questioni di budget…comunque ad alcuni pazienti va bene così, anzi chiedono la copertina…

Il centro nel complesso è a mio parere strepitoso!
La zona dell’Auvergne è meravigliosa! Ci sono 82 vulcani spenti tra i quali spiccano il Puy de Dôme e il Puy de Sancy, ma tutta la regione merita una visita per i panorami mozzafiato, le strade meravigliose e l’ottima cucina, soprattutto i formaggi tra cui eccellono, a mio gusto, il Bleau d’Auvergne (erborinato) nelle varie stagionature, il Saint Nectaire (grasso) e quelli di capra.

Clermont-Ferrand è stata una piacevole scoperta, l’ho scelta solo come base per le dialisi e per mettere la tenda in campeggio, invece si è rivelata una città splendida contrariamente all’impatto da città industriale che si ha arrivando. Il centro è davvero caratteristico pieno di fontane e la cattedrale gotica che svetta con le sue alte guglie nere con all’interno vetrate così belle che lasciano senza parole. Perdersi nei vicoli pieni di locali tra le case costruite con mattoni in terra lavica della zona, quindi tendenzialmente scure, è davvero una bella esperienza.

L’enorme piazza Jaude che si apre in fondo alla via che scende davanti alla cattedrale, è spettacolare! Pulita, con fontane, alberi, chioschi dove bere qualcosa e ristorantini. Da non perdere una visita a Le Puy en Velay, a Mont Dore, a Vichy (quella delle terme dove si può bere l’acqua frizzante naturale e vedere la fonte dove esce), al Lac d’Aydat, al Lac Chambon e soprattutto a quella chicca che è Besse en Chandesse (o Besse et Saint Anastaise a seconda delle mappe).

Rientrando in Italia sul turno lungo al quale ho aggiunto un giorno (diventando turno extra-lungo ) siamo andati in Borgogna a Beaune e Dijon, niente da dire perchè è un vero paradiso che merita una vacanza apposita, peraltro a Beaune c’è il centro dialisi quindi tornerò con più calma.
Insomma una meta per una vacanza accessibile e interessante anche per chi è in dialisi.

Vacanza in Francia con la moto, Dialisi On The Road di Carlo Cattaneo – 2016

Le Foto Vacanza in Francia con la moto, Dialisi On The Road di Carlo Cattaneo – 2016

Centri dialisi Lourdes e Barcellona

Centri dialisi Lourdes e Barcellona – Recensione

Durante un recente viaggio in Francia e Spagna ho avuto modo di essere sottoposto a terapia dialitica presso un centro di Lourdes e uno di Barcellona, ecco le mie valutazioni. Carlo Cattaneo
cattaneo

Centro di Lourdes

Indirizzo della unità :
AAIR – Unité d’autodialyse et Dialyse Médicalisé
443 avenue de Sarsan
65100 LOURDES
Tel : 00 33 5 62 94 23 37 / 00 33 5 62 94 26 25
secvacances.lourdes@aair-dialyse.com
Contatto: Sig.ra Roselyne, parla un ottimo italiano

Il centro l’ho contattato direttamente telefonicamente dopo avere trovato i riferimenti sul sito www.globaldialysis.com.
Subito la gentilissima Sig.ra Roselyne mi ha inviato via mail i documenti da compilare e gli esami richiesti. Ho ritardato nell’invio della documentazione, ma la signora nel giro di 24 ore inviato orario e luogo.
Avevo il turno del mattino, il centro è ubicato leggermente fuori dal centro della cittadina ma facilmente raggiungibile con un bus che ferma proprio lì davanti e parte dal centro. E’ un CAL  posto in una bella costruzione simile a una villetta, le infermiere mi aspettavano e tutto era pronto. Non hanno i letti bilancia, pertanto pesano all’entrata e all’uscita, magari non è un sistema precisissimo poichè non monitora il peso durante la seduta. Uso la tecnica bottonhole e loro non lo sapevano, ma appena ha visto l’infermiera ha preso gli aghi smussi al posto dei taglienti e mi ha attaccato in un attimo senza il minimo dolore. Ottima la colazione: a richiesta sono disponibili pane, burro e marmellata, biscotti di tre tipi, mousse di frutta e una bevanda calda. Consiglio di portarsi qualcosa con cui coprirsi, l’aria condizionata è davvero da brivido. Alla chiusura usano una tecnica mai vista, mettono un cerotto con garzina emostatica, che resterà, prima di togliere l’ago e poi fanno tenere con un tamponcino sopra per qualche minuto. Davvero eccellente in tutto. Non ho pagato la prestazione, ho solo presentato anticipatamente via mail la tessera sanitaria con validità europea, quella nuova blu.
Poi ho fatto una seduta a Barcellona presso:

Fresenius Medical Care

Centro de diálisis Barcelona – Morales
C/Morales, 35
08029 Barcelona
Spain
Phone: + 34 93 322 64 61 – 686 48 24 08

che avevo prenotato tramite:
Sig.ra Chiara Frattini
Sales and Marketing Manager
Holiday Dialysis – NephroCare Coordination Team –
Via Cavour 17, 26010, Vaiano Cremasco
Cremona – Italy
Tel. +39 0373 275431   –  Fax.+39 0373 9747621
Mobile: +39 335 296335
Chiara.Frattini@fmc-ag.com
www.hditravel.com
www.nephrocare.com
Ho chiamato circa un mese prima e la gentilissima Sig.ra Frattini mi ha subito inviato via mail i documenti da compilare e gli esami richiesti. Loro sono molto pignoli e vogliono una serie di esami che altri non richiedono, lo avevo già constatato in altre circostanze, pertanto consiglio di prendersi per tempo. Anche in questo caso ho tardato nell’invio dei documenti, ma pur essendo in vacanza, la sig.ra Chiara è riuscita in quattro giorni a trovarmi il posto dialisi. Anche in questo caso non ho pagati la prestazione avendo inviato via mail la tessera sanitaria che poi ho dovuto ripresentare al centro.
Fresenius ha due centri a Barcellona, questo si chiama Morales, dal nome della via in cui si trova.
Il centro dialisi è posto fuori dal centro di Barcellona, ma facilmente raggiungibile con la metropolitana.
La costruzione è un pò vecchia, mi hanno detto che tra poco si trasferiranno in un nuovo centro.
Diciamo che l’arrivo non è stato brillantissimo, nella sala d’aspetto c’erano molte persone, tutti molto anziani e molti di loro in carrozzella o in barella, quindi l’impressione è proprio quella di essere in un ospedale anche se non lo è, testimoniato anche dal numero di ambulanze parcheggiate fuori.
Turno della mattina, sono arrivato per le 8 come indicato, ma prima delle 9 non mi hanno attaccato perchè erano molto in ritardo. Anche quì non hanno i letti bilancia. Ci sono molti pazienti, circa 40 su due piani, pertanto si ha l’impressione che le stanze siano molto piccole o quantomeno di essere tutti molto vicini. Comunque la dottoressa che mi ha accolto aveva già tutta la mia documentazione, mi hanno solo chiesto la tessera sanitaria e la firma su un paio di moduli. Colazione più spartana, qualche biscotto e un tè. Anche quì consiglio di portarsi da coprirsi causa aria condizionata. L’impressione è che siano tutti molto di fretta, comunque mi sono trovato bene.
Chiusura con tamponcini e cerotti.
Spero essere stato esaustivo.
Carlo Cattaneo – Centri dialisi Lourdes e Barcellona

Centro Dialisi Vacanza a Saronico

Centro Dialisi Vacanza a Saronico [Grecia]

Articolo tratto da: Global DialysisDialisi Saronico Centro logo

Situato sull’isola dall’acqua di smeraldo di Egina, a soli 50 minuti da Atene, la capitale della Grecia, il Centro Dialisi Saronico fornisce i più alti standard di servizi terapeutici per i pazienti renali, conforme a tutte le disposizioni di legge mediche.

Il centro dialisi Saronico

Il centro dialisi si concentra sull’offerta di alta qualità di sedute di emodialisi per i visitatori di Egina e le zone limitrofe nel Golfo Saronico. La loro missione è quella di aiutare gli utenti in dialisi ad avere un soggiorno in puro relax e una fuga dalla vita quotidiana.Fuori dal centro dialisi Saronico

Inoltre essi vi possono aiutare a pianificare il vostro itinerario di vacanze! Essendo vicino alla vicina  isole di Agkistri, Poros, Idra e Spetses, il centro è in una posizione ideale per gite di un giorno (come ad esempio l’area archeologica di Epidauro), che offre spettacoli teatrali e manifestazioni tra giugno e agosto.

Info sull’isola di Egina (da in2greece.com)

Tutto sul centro dialisi Saronicogd5star64x64

Il centro dialisi utilizza 11 macchine per la dialisi B. Braun Dialogue+ e 2 NIKISSO DBB-05, il tutto con una garanzia di 5 anni. Il meccanismo di sterilizzazione dell’acqua con osmosi inversa è stato progettato da Temak. Questo è costituito da due singoli sistemi di membrana, pompe e ammorbidenti, per eliminare il rischio di rotture e ritardi nel funzionamento centrale. Il centro dispone di un proprio generatore di 65kva. La nostra aria condizionata è stato progettato da ABB Hellas SA Company. Ogni stazione di dialisi ha la sua propria TV, cuffie e connessione internet.

Accettiamo la TEAM (mod. E111) per vistors dall’Europa. Per i visitatori senza la TEAM, allora il prezzo è di $ 270 euro a seduta. Possiamo fare una tariffa scontata per gruppi e un gran numero di sedute di dialisi.

Abbiamo bisogno di avere le seguenti forme:

  • fotocopia del modulo TEAM (mod. E111),
  • recenti risultati delle analisi del sangue, la storia medica e informazioni sulla tua prescrizione di dialisi,
  • fotocopia del passaporto o di altro documento d’identità in corso di validità.

Il nostro team farà ogni sforzo per farvi sentire a proprio agio dal momento del vostro arrivo . Il nostro personale esperto creerà un ambiente caldo e accogliente per la cura della persona in ogni momento. Il nostro direttore e nefrologo medico, il dottor Manolis Logothetis ha oltre 20 anni di esperienza e porta la nostra squadra nella promozione di un ambiente accogliente e professionale.

Non vedono l’ora di accogliere i pazienti di altrie nazioni al loro centro“Sarai contento di aver scelto la nostra bella isola come vostra destinazione di vacanza che in qualsiasi periodo dell’anno, vi lascerà con dei ricordi meravigliosi. Siamo a disposizione per accogliere la comunità mondiale di dializzati che hanno remore di lasciare i loro paesi per problemi di salute, i quali impediscono loro di affrontare le nuove sfide e avventure.”

Contatti

Basileos Konstantinou 11

Telefono +30 22970 29111

Fax: +30 22970 24909

Mob: +30 69477 14737

Per maggiori informazioni visitare la pagina Saronic Dialysis.

Il nostro segretario è la signora Antonia Sarri e lei è felice di aiutarvi con tutte le domande sulla tua dialisi o alloggio.

Le prenotazioni possono essere effettuate tramite Book Service o contattandoci direttamente.

Centro Dialisi Vacanza a Saronico [Grecia]

Articolo tratto da: Global Dialysis – La traduzione è del maggio 2015, potrebbe risultare obsoleta nel tempo.

In viaggio con l’apecalessino per ANED

In viaggio con l’apecalessino per ANED

image2Racconto di un viaggio in Ape Calessino, da Milano a Catania per uno scopo: diffondere il nome di ANED e favorire una raccolta fondi per la stampa di una guida all’emodialisi.

Vi racconto di un viaggio fatto con alcuni amici (Gianluca, Alberto e Marcello), lungo tutta l’Italia a bordo di alcuni Ape Calessino.

L’avventura nasce grazie all’intraprendenza della società The Gira Srl (www.thegira.it), la quale ha riproposto una modalità di viaggiare, ridando senso al tempo, utilizzando un mezzo a motore lento: l’Ape Calessino.

Sì, proprio quel mezzo progettato nel 1948 e tutt’ora in produzione con lo stesso design di allora.

Siamo partiti alla volta di Catania il 21 luglio scorso, dandoci l’obiettivo di arrivare il 29 e ci siamo arrivati. Molti erano i dubbi e le perplessità alla partenza perché di fatto un’impresa così non è stata mai tentata per quanto ricordi.

image5Abbiamo deciso di percorrere la dorsale adriatica, passando per Bologna, Ancona, Vasto, Vieste, Matera, Maratea, Tropea, Taormina e Catania. In questo tragitto abbiamo potuto assaporare i colori e le bellezze di questi paesi differenti e unici.

La società promotrice del viaggio ci ha chiesto di sostenere un’associazione onlus durante il nostro viaggio, e l’amicizia che mi lega con Marco Minali mi ha portato a sostenere ANED Onlus – Associazione Nazionale Emodializzati, per la pubblicazione di una guida per i dializzati d’Italia.

Durante il viaggio abbiamo condiviso sui principali social network la nostra esperienza di viaggio, con le sue disavventure, i suoi momenti ludici e goliardici richiamando il sostegno ad ANED ed al suo progetto, con anche una buona dose di ironia.

image6È stato importante anche il lavoro di condivisione di alcuni aderenti ad ANED, tra cui Marco Minali, Marika Pieri, Mirko della Mulle e Francesca Linza, che costantemente condividevano il nostro passaggio per l’Italia.

Durante il nostro viaggio, sono stati raccolti tramite una campagna di crowfounding 505 euro e speriamo che questo sia stato solo l’inizio per raggiungere l’obiettivo più ambizioso che si è data ANED?

Non è stata una vacanza, è stato un viaggio, un’avventura, con tutti gli imprevisti del caso che la “strada” può riservare: perdita di bagagli, problemi meccanici, strade sbagliate e incontri con nuove persone.

Il Calessino è un mezzo con un’andatura limitata consentendoti di gustare del territorio che attraversi esaltando lo sguardo come non mai. Lo stesso territorio, però, entra nel Calessino, ne diventi parte perché è un mezzo aperto; l’aria, gli odori, il calore e il freddo ti travolgono mentre viaggi. È una sensazione che non puoi provare in auto o in motocicletta.

Il tempo si dilata, i giorni diventano più lunghi e i ricordi dei giorni passati diventano meno nitidi, come se fossero passate settimane da un giorno all’altro. È questa dilatazione del tempo che ti consente di fare un numero di esperienze maggiore che normalmente non siamo abituati a fare.

La vita frenetica di tutti i giorni, apparentemente ci inganna di fare un numero maggiore di esperienze, trattenendo in realtà poco di quello che si è fatto.

È un viaggio che mi rimarrà certamente nel cuore e auguro a tutti di poter una volta nella vita di sperimentare un viaggio del genere!

Giovanni Paparusso – In viaggio con l’apecalessino per ANED

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