Titti, il trapianto
DRINN!! DRINN!!
E' mezzanotte della notte tra venerdi 9 e sabato 10 giugno, siamo appena tornati a casa e il teleono squilla.
E' una sorta di deja vu, di qualcosa di già vissuto in un tempo non lontano.
Sarà Annarita, che abbiamo appena salutato di fronte al ristorante, che si sarà scordata qualcosa o..........
DRINN!! DRINN!!
Rispondiamo al telefono, confusi, timorosi e speranzosi allo stesso tempo.
"E se fosse l'ospedale?"
"ma dai è passato solo un mese, non è possibile"
"che facciamo? ho paura" "no non posso rinunciare, l'opportunità è troppo grande"
"In quanti ancora aspettano, a volte anni senza essere mai stati contattati, nemmeno una volta"
Rispondiamo, è l'ospedale.
Passa la notte, ancora una volte insonne.
Alle 7 ci presentiamo nuovamente in reparto, si ricomincia.
ORE 13
Tiziana è la canditata risultata più idonea, tocca a lei.
Pianto a dirotto: paura, speranza, vertigini.... senso di vuoto. Bisogna fare in fretta.
Bacio veloce e via.
Dissolvenza.
ORE 17
Eccola, esce dalla sala.
Ancora rimbambita dall'anestesia. Mi guarda, ma non sono sicuro che mi veda.
Dopo un ora posso entrare, è luci da e cosciente.
Il rene, sembra, ha già iniziato a lavorare.
Urina. I medici sono ottimisti.
Passano alcuni giorni e......... qualcosa sta succedendo.
Tiziana è sempre più confusa.
La creatinina sta salendo; così l'azotemia.
5, 6,7 fino a 10 mentre l'azotemia raggiunge i 280.
Paura; paura del rigetto: intossicazione acuta del rene, si prospetta una dialisi d'urgenza.
Ma la fistola si è chiusa, chiusa il giorno dopo il trapianto.
Trasfusione, una, due; l'emoglobina scende. Alla fine della degenza saranno 5.
Poi questa salita dei valori di riferimento della funzionalità renale si arrestano ed inizia lenta la discesa.
Intanto i giorni passano.
L'umore peggiora; c'è bisogno di un supporto esterno.
Alla fine saranno 35 i giorni di ospedale.
La creatinina è ancora alta, ma in discesa. Inoltre le condizioni psichiche non sono più idonee alla degenza.
Ora è casa.
I valori lentamente scendono; la paura è tanta, paura che qualcosa possa andare storto, ma dobbiamo andare avanti ringraziando il cielo di aver avuto questa opportunità.
