Due farfalle e una pantera

Due farfalle e una pantera

Il perchè (certo indelebile) di un tatuaggio: come due farfalle diedero vita ad una pantera

Prima che l’inchiostro tatuasse la mia pelle, imprimendovi per sempre il suo nero disegno, l’immagine che volevo fosse visibile sul mio corpo era da tempo marchiata a fuoco nella mia anima.

Il mio tatuaggio è celebrazione, è ricordo e gratitudine. E’ perdono e monito.

Ho compreso di essere una sopravvissuta, di possedere l’ entusiasmo e la forza di una sopravvissuta. Così è nato il desiderio di celebrare una nuova consapevolezza, motivo di crescita e riflessione. Con un tatuaggio, perchè finalmente ciò che in me si racchiudeva potesse esplodere fuori ed essere visibile e concreto. Non più solo idea ma tangibile disegno che testimoniasse la mia rinascita.

Senza le farfalle la pantera non avrebbe visto la luce. Senza la pantera le farfalle avrebbero perso le ali.

Creature così diverse compongono due aspetti del mio carattere, aspetti che per anni si sono scontrati in sanguinose battaglie senza vincitori. La leggerezza di un battito d’ali contro la furia di un dolore cieco.

La pantera giaceva imprigionata e sfinita in una gabbia buia e troppo stretta. Un corpo può essere prigione e può costringere all’odio ed alla tempesta.

Le farfalle hanno divelto le sbarre, sono state chiave e salvezza. E’ una grande responsabilità portarsi due farfalle sulla schiena e dentro il cuore. Sono anime di sicuro salve, sono la trasformazione finale delle due persone che andandosene troppo presto mi hanno lasciato un pezzetto della loro vita , donandomi una seconda ed una terza possibilità. La loro esistenza spezzata è stata la mia capacità di riscatto, ma spesso è difficile pensare di vivere grazie alla morte altrui, è una consapevolezza che toglie il fiato e ti fa correre. Corri e ti sfinisci perchè pensi che devi farlo per onorare la loro morte, perchè pensi che forse a loro piaceva. E pensi che magari era qualcuno migliore di te, che avrebbe meritato la vita più di quanto tu ti possa sforzare di meritarla. E allora corri più forte. E sopporti la frustrazione di non avere un corpo che risponde sempre ai tuoi desideri nonostante gli sforzi, perchè quelle maledette pastiglie fanno tremare le mani e ti portano stanchezza infinita e ti fanno gonfiare e ingrassare e perdere i capelli e ti costringono ad avere paura. Ma loro non vorrebbero questo. Mi convinco allora che a lei  piacessero i tacchi alti, per forza le dovevano piacere. Una farfalla mi ha insegnato a camminare sui tacchi alti. Leggerezza di un battito d’ali e bellezza sfuggente; le farfalle hanno una vita brevissima ma lasciano dietro di sè il ricordo di una disarmante bellezza e di colori luminosi sfumati nella brezza estiva. Il loro volo sarà la mia guida a seguire la corrente dei miei pensieri, della mia forza.

Le farfalle hanno liberato la pantera, che non vuole essere simbolo di ferocia, ma testimonianza di coraggio nella battaglia, forza di volontà. Le cicatrici che porto sul corpo hanno contribuito a darle forma e carattere nel tempo; le cicatrici sono brutte a guardarsi, ma sono in realtà ricordi cuciti addosso. Volevo finalmente che anche questo mio corpo avesse in dono qualcosa di bello, dopo averlo odiato per così tanto tempo ed averlo rinnegato. Non si può amare la causa del proprio dolore. Poi capisci che il dolore ti costruisce addosso un’armatura impenetrabile, che ti allontana dalla realtà e ti fa affondare. E poi quando tocchi il fondo dell’abisso capisci che puoi solo reagire e risalire. La pantera testimonia la risalita, difficile e rischiosa, mai terminata. Occorre attenzione, un costante lavoro di riflessione e stravolgimento di sè. Se la discesa è rovinosa, altrettanto lo è l’ascesa. Alla pantera i lividi non fanno paura. I suoi occhi sono monito a non arrendersi agli eventi passati e futuri. Sono attenzione al mondo circostante. La pantera procede sicura e le farfalle dall’alto le indicano il cammino. A volte è anche permesso scivolare perchè fa parte del gioco ee è qualcosa che ti permette di non abbassare la guardia, di affinare il controllo. La pantera è controllo, ma è anche libertà, quella libertà che si può solo acquisire dopo un’evasione. E’ la libertà di giocare alla vita ogni giorno. Di assaporare il gusto speziato della meraviglia e quello amaro della delusione. Ancora di vedere e non solo stare a guardare. La pantera è la fantasia che che si confonde nella notte per sfuggire alla paura ed è la realtà che di giorno lotta per sopravvivere e non essere sopraffatta. La pantera affronta le tempeste proteggendo a tutti i costi le farfalle. Le farfalle sono luce che accompagnano la pantera, che è oscurità. Luci ed ombra dentro e fuori di me. Questo è il mio tatuaggio ed il suo significato. Senza presunzione, senza rimpianti. La mia protezione e la mia cura.

Indelebile.

francesca

 Due Farfalle e una Pantera – Francesca Rossi

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