La Resilienza

Sorprese

Sorprese

Sono tornato a casa, l’altro ieri a pranzo… mi ero sentito con la mia
famiglia qualche giorno prima e sentii mio figlio che parlava di
palloncini.. pensai mi stanno preparando la festa… chissà che emozione
quando tornerò a vedere mio figlio.
Lui è piccolino (4 anni) molto sensibile e non gli abbiam detto che ero
in ospedale per ricevere un rene, bensì che ero a Milano per lavoro.
lui non passava un giorno che chiedeva alla mamma “ma papà quando torna
da Milano??”
è fantastico e ci vogliamo tanto bene, spesso siamo complici per
scherzetti alla mamma..
in tutto il tempo passato in ospedale l’ho sentito solo una volta, e
quella volta notai un certo nervosismo perchè lui mi voleva qui, in
famiglia.
La sera mi piaceva chiacchierare con le infermiere e ce ne era una
davvero simpatica e che certe volte cominciavamo dei discorsi che
duravano ore ed ore. abbiamo parlato dei nostri figli, lei ne ha due,
stupendi anche i suoi, io solo mattia, ma alla fine i figli so figli..
si comportano nello stesso modo, sono intelligenti, simpatici ed i
maschietti un po’ vichinghi…
tornando al mio arrivo a casa, arrivo circa le 14. Al citofono mi
annuncio alla porta il campanello quasi lo consumo per quante volte lo
suono.. Facendo così ero certo che venisse Mattia ad aprire la porta…
ed invece no.. la porta si apre.. e Mattia è sul divano a vedere la
tele.. io entro senza salutare e poggio delle cose sul tavolo,
passandoci davanti..
lui mi guarda, sorride e fa un balzo verso il mio collo per abbracciarmi
fortissimo.. siamo stati abbracciati tantissimo fino a che sussurrando
nel suo piccolo orecchio, gli dico.. ho delle cosette per te.. ma devi
cercarle..
lui ne trova una in tasca, una in busta e l’altra fuori la porta…
Visto che avevo sul collo i segni della “centrale” sul braccio ematoma,
e sui punti una bella panciera, e visto che io e lui facevamo spesso a
botte, come due maschietti, gli ho voluto precisare che non doveva
colpirmi sulla pancia per un po’.. perchè mentre ero a Milano, visto che
piove sempre, sono caduto, ho messo un piede in una pozzanghera che
aveva un buco dentro, quindi per non cascare nella pozzanghera ho fatto
un balzo ma ho colpito il collo ad un palo, e dopo essere caduto ho
sbattuto la pancia.. lui mi ha creduto, e dopo un po’ mi ha detto..
“paparino andiamo sul lettone a fare a botte… ti prometto che non ti
colpisco la pancia” e come dirgli di no… abbiamo fatto a botte.. e lui
è stato attento.
abbiamo giocato fino a sera, poi e’ crollato dal sonno…
questa mattina io sveglio dalla sei (orario dell’ospedale ancora….)
quindi mi alzo e faccio altro, verso le sette passo dal suo letto e vedo
che si sta per muovere, così penso di girarmi di spalle per non
svegliarlo ed andare a preparare la colazione… dopo neanche due passi
me lo trovo dietro di me che mi dice “ehi paparino non te ne andare piu’
a milano”…
e gli ho promesso che non mi allontanerò piu’.

sempre l’infermiera che la notte mi teneva compagnia, visto che non
dormivo tanto, mi disse una volta che quando ti trapiantano un rene ti
danno anche qualcosa del donatore.. evidentemente il donatore doveva
essere una gran chiacchierona (come una infermiera che conosco io)
perchè ultimamente i post su facebook li sto facendo al quanto
lunghetti..
spero che non vi siate addormentati, e se vi è piaciuta la storia, vi
ringrazio dell’attenzione e a presto.

Enzo De Rosa

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