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CARATTERISTICHE GENERALI DELLA DIALISI

Cos’è la dialisi?

| Leggi inoltre:

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Perché sono costretto a sottopormi alla dialisi?

La principale funzione dei reni è quella di depurare, attraverso l’urina, il sangue dalle sostanze che il corpo elabora partendo da tutto ciò che ad esso giunge dal mondo esterno(alimenti, farmaci, etc).

Le malattie renali più gravi privano i reni di questa capacità.

jsrtSi parla di insufficienza renale acuta (nota a molti come “blocco renale”) quando la funzionalità renale viene compromessa in breve tempo nel corso di varie malattie che colpiscono il corpo. In una buona percentuale di casi l’insufficienza renale acuta può regredire con le opportune cure (compresa la dialisi) .

Si parla invece di insufficienza renale cronica quando la compromissione della funzione dei reni è graduale : nella maggior parte dei casi sono necessari molti anni o addirittura decenni perché i reni siano privati completamente della loro capacità depurativa.

In entrambi i tipi di insufficienza renale le urine , che in una persona sana sono piene dei prodotti tossici eliminati dai reni, contengono solo una minima quantità di queste tossine. La parte maggiore si accumula nel sangue in quantità crescente. Quando questa quantità supera un determinato livello, espresso da semplici esami di laboratorio (Azotemia ,Creatininemia) ,viene messa in pericolo la vita del paziente, che

è costretto a iniziarela dialisi. Con il termine generico di “dialisi” si definiscono alcuni metodi con il quale è possibile togliere dal sangue le sostanze tossiche che si sono accumulate. I due principali tipi di dialisi sono la dialisi extracorporea e la dialisi peritoneale.

Per semplicità di comprensione identificheremo la dialisi extracorporea con l’emodialisi. In realtà nel termine “dialisi extracorporea” vanno comprese, oltre alla emodialisi tradizionale, utilizzata in oltre l’80% dei pazienti, anche altre metodiche di depurazione più complesse denominate emodiafiltrazione, con le sue varianti HFR e AFB (dalle iniziali delle parole inglesi che le identificano), ed emofiltrazione. Queste metodiche vengono solitamente riservate a pazienti che presentano problemi clinici particolari o che non tollerano la dialisi tradizionale.

dialisi2Nella Emodialisi il sangue esce dal corpo e passa in un circuito esterno formato da sottili tubi di materiale plastico e al centro del quale si trova un filtro, a forma di cilindro, che al suo interno è costituito da sottilissimi canalicoli costituiti da una membrana che permette il passaggio delle sostanze tossiche , ma non di altre sostanze, come le proteine del sangue, che sono indispensabili al corpo umano.

Da una parte della membrana passa il sangue, dall’altra un liquido che ha una composizione nota, definito liquido di dialisi o dialisato, la cui funzione è da una parte quella di eliminare le sostanze tossiche provenienti dal sangue, dall’altra quella di garantire che al termine della dialisi la composizione di sali del sangue sia analoga a quella di una persona sana.

Il filtro è collegato a una macchina ,definita “monitor” o “ rene artificiale”, la quale , attraverso un sofisticato sistema di controllo, garantisce che la circolazione del sangue all’esterno del corpo (da ciò la definizione di “dialisi extracorporea”) avvenga regolarmente.

Nella dialisi peritoneale la funzione del filtro viene svolta dal peritoneo, la sottile membrana che circonda i visceri contenuti nell’addome di ogni uomo. All’interno della cavità addominale viene introdotto, attraverso un catetere di plastica (posizionato una sola volta con un semplice intervento chiurgico della durata di pochi minuti), un particolare liquido, di composizione analoga al dialisato utilizzato nell’emodialisi. Le tossine che si sono accumulate nel sangue passano dai piccoli vasi (capillari) del peritoneo nel liquido introdotto e dall’addome vengono scaricati all’esterno, attraverso il catetere che era servito ad introdurre il liquido.

Dei due tipi principali di depurazione ematica del sangue, emodialisi e dialisi peritoneale, qual è quello più conveniente per il paziente?

Proprio perché i pazienti sono assai diversi fra di loro non si può dare una risposta che sia valida per tutti i malati.

Entrambi i metodi di depurazione hanno vantaggi e svantaggi. Fra i vantaggi dell’emodialisi, ormai praticata quasi esclusivamente in ospedale, c’è quello di potere essere fatta senza coinvolgere i familiari del paziente per poche ore (raramente più di dodici) alla settimana. Fra gli svantaggi maggiori c’è quello di doversi recare mediamente tre volte alla settimana in ospedale e di dovere dipendere soprattutto dal buon funzionamento della fistola, che , come abbiano visto, non è assicurato per tutti i pazienti.

Il principale vantaggio della dialisi peritoneale è quello di potere essere eseguita presso il domicilio del paziente, dopo un adeguato periodo di addestramento. E’ inoltre più facile per il paziente in dialisi peritoneale recarsi in località diverse da quelle di residenza, ad esempio per le vacanze estive.

Fra gli svantaggi possiamo citare la necessità di effettuare la depurazione ogni giorno (in alcuni casi ogni notte utilizzando una macchina che esegue gli scambi automaticamente mentre il paziente dorme), il pericolo di contrarre delicate infezioni al peritoneo (peritoniti) o alla cute e al sottocute nella zona dove fuoriesce dall’addome il catetere di materiale plastico. Queste complicanze si verificano se il paziente non osserva scrupolosamente le norme igieniche indicate durante il periodo di addestramento.

La scelta di un tipo di dialisi , quando si è costretti a iniziare la depurazione cronica, non deve essere vista come definitiva e immutabile. E’ vero invece che, nella maggior parte dei casi, è possibile passare dalla emodialisi alla dialisi peritoneale e viceversa e per molti pazienti è possibile passare da uno di questi metodi al trapianto renale.

Tratto da “Breve Guida alla Dialisi”, Centro Trapianti di Treviso – Dott. Carmelo Cascone

 

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