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Gravidanza e Nefropatia

Gravidanza dopo il trapianto

Raccolta di link ed informazioni sulla gravidanza in pazienti nefropatici, dializzati e trapiantati di rene.

Un articolo interessante lo potete trovare in Zutessa.it, riguarda la gravidanza post trapianto generico.

Donazione e Gravidanza: donare un rene, nessun problema per una futura gravidanza

 

Gravidanza in Dialisi:

In dialisi o dopo un trapianto di rene ma non rinunciano alla gravidanza

Mer, 07/03/2012

La Giornata Mondiale del Rene quest’anno si celebra l’8 marzo, il giorno della Festa della Donna. Non si tratta solo di una coincidenza: le donne in dialisi e quelle che hanno subito un trapianto di reni festeggiano il loro coraggio per aver portato a termine una gravidanza. E le nefrologhe festeggiano il loro ruolo professionale.

Le donne non rinunciano alla maternità e non si spaventano delle difficoltà. “Le complicanze che possono verificarsi sono in effetti diverse. Oltre il 40% delle donne con un danno renale anche lieve avrà un parto prematuro, contro solo il 5% delle donne con normale funzione renale; anche più elevata è la probabilità di partorire con taglio cesareo (44% vs 25%). Il pericolo è alto anche per il bambino: almeno il doppio dei neonati nati da madre con malattia renale cronica ha problemi alla nascita rispetto ai nati da madri senza malattia renale” – afferma il professor Francesco Pizzarelli, Segretario SIN, Società Italiana di Nefrologia e Direttore Nefrologia Ospedale S.M. Annunziata di Firenze. “Ma se oggi, nonostante i problemi, è concreta la possibilità di portare a termine una gravidanza in dialisi, lo si deve al grande avanzamento tecnologico. Nei primi anni 80 nel mondo vi erano in dialisi non più di 200.000 persone, oggi sono 10 volte tanto, cioè 2.000.000. L’ attesa di vita in dialisi si è molto allungata e, soprattutto, è nettamente migliorata la qualità della vita. Oggi, contrariamente al passato, una donna in dialisi può progettare il suo futuro essendo concreta la possibilità del trapianto di rene e, perché no, di una gravidanza felicemente condotta a termine”.

Articolo originale su janssen-italia.it

Gravidanza dopo il trapianto di rene: un sogno realizzabile

Una panoramica sui quesiti più frequenti dei futuri genitori

Gravidanza dopo il trapiantoIl trapianto di rene è la terapia sostitutiva d’elezione nei pazienti ai quali è stato diagnosticato una condizione clinica di insufficienza renale cronica in stadio terminale. Attualmente, tale terapia, rispetto al trattamento sostitutivo dialitico, garantisce al paziente innegabili vantaggi sia in termini di sopravvivenza che di qualità di vita. Infatti, ricevere un trapianto, per questa tipologia di paziente, significa riacquistare le normali funzioni fisiologiche endocrine e metaboliche.

La prima gravidanza in una donna trapiantata è avvenuta nel 1958 (trapianto tra sorelle HLA identiche) e da allora ci sono state migliaia di gravidanze in pazienti trapiantate di fegato, reni, cuore e polmone.
Nonostante decadi di esperienza e di miglioramenti clinici ottenuti nel campo dei trapianti, la gravidanza nelle donne sottoposte a trapianto renale rimane una condizione ad alto rischio di complicazioni materne e fetali. Il progetto di una gravidanza nel post trapianto richiede un approccio multidisciplinare da parte di diversi specialisti: il nefrologo (o chirurgo dei trapianti) il ginecologo ed il neonatologo.

Secondo le linee guida più recenti (KDIGO 2009 e le Linee Guida rene e gravidanza della Società Italiana di Nefrologia), tutte le donne trapiantate in età fertile devono essere informate dei rischi connessi ad una gravidanza ed, in questo senso, è molto importante il counseling preconcepimento che permette di valutare il timing ottimale della gravidanza e dovrebbe essere offerto a entrambi i futuri genitori al più presto dopo il trapianto Ora cercherò di affrontare ed approfondire i quesiti che più spesso ci vengono posti in ambulatorio od in reparto relativamente alla gravidanza post trapianto.

Quali sono le condizioni cliniche e laboratoristiche ottimali per una gravidanza?

  • Paziente in buone condizioni cliniche generali con funzione renale adeguata (creatinina plasmatica < 1.3 mg/dl)
  • Nessuna evidenza di rigetto nei 6 mesi precedenti e stato immunologico stabile
  • Terapia immunosoppressiva a dosaggio di mantenimento
  • Pressione arteriosa normale
  • Proteinuria assente
  • Assenza di infezioni delle vie urinarie

Quali sono i fattori che controindicano in generale una gravidanza?

  • Età materna
  • Rigetto nell’anno precedente all’inizio della gravidanza
  • Non compliance alla terapia
  • Malattia di base (LES, malattie ereditarie, glomerulonefriti proteinuriche)
  • Diabete mellito
  • Obesità
  • Infezioni virali pre esistenti (Epatite C, Epatite B, HIV)

Quando è meno rischioso affrontare una gravidanza?
Il timing ottimale, secondo le linee guida e secondo l’esperienza del nostro Centro, è di attendere almeno 1 anno dal trapianto renale, in quanto nell’immediato post trapianto la terapia immunosoppressiva è somministrata in genere a dosaggi elevati ed è proprio nei primi mesi che possono manifestarsi o slatentizzarsi infezioni opportunistiche per lo più virali (Citomegalovirus o Poliomavirus) che possono aumentare il rischio di aborto precoce.

La terapia deve essere modificata?
La terapia immunosoppressiva basata su ciclosporina o tacrolimus, con o senza steroidi e azatioprina può essere continuata durante la gravidanza Sirolimus/Everolimus e Mofetil Micofenolato (MMF), sono controindicati in quanto teratogeni, ed è necessaria pertanto la sospensione di questi farmaci prima dell’inizio della gravidanza. Il Micofenolato è stato collocato dalla FDA nella categoria D (evidenza di rischio nell’uomo) a seguito di una elevata incidenza di malformazioni nei feti esposti La trapiantata deve inoltre sospendere alcuni farmaci che han- no mostrato evidenze di teratogenicità (Ace inibitori e gli inibitori dell’angiotensina 2).

Quali controlli devo effettuare e con quale frequenza?
Durante la gravidanza la paziente deve essere sottoposta a stretto monitoraggio della funzione renale, dei livelli di acido urico (marker di pre-eclampsia) e dell’esame delle urine (nel 35-40% dei casi si sviluppa una proteinuria superiore a 1 g/ 24 ore) oltre a controllo della pressione arteriosa. L’insorgenza di ipertensione e proteinuria nel terzo trimestre di gravidanza può precedere la comparsa di pre-eclampsia, una gravissima complicanza che può portare a morte sia la madre che il feto. Occorre inoltre valutare lo stato anemico e sorvegliare la comparsa di infezioni anche subcliniche (ad esempio infezioni urinarie anche asintomatiche ma con batteriuria elevata) che possono essere fattori di rischio aggiuntivi per la madre e per il feto. Ai controlli laboratoristici devono essere aggiunti i controlli ecografici non solo per quanto riguarda la morfologia e l’accrescimento fetale ma anche quelli relativi al rene trapiantato per verificare precocemente la comparsa di idronefrosi legata alla compressione da parte dell’utero gravido.

Sono a rischio di rigetto?
L’incidenza di rigetto acuto in gravidanza non è superiore a quella delle trapiantate non in gravidanza. Fattori prognostici sfavorevoli possono essere considerati la creatinina elevata al concepimento e modifiche dei livelli ematici degli immunosoppressori.

Quali sono le complicanze mediche a cui potrei andare incontro?
La gravidanza può provocare alcune complicanze non immunologiche quali l’insufficienza renale acuta (per iperemesi gravidica o per complicanze ostetriche quali l’aborto settico), il peggioramento di ipertensione arteriosa pre esistente, lo svilippo di intolleranza glucidica o diabete gestazionale vero e proprio, la stasi urinaria che può determinare infezioni urinarie severe e calcolosi renale.
Un particolare approfondimento riguarda lo sviluppo od il peggioramento della ipertensione arteriosa; l’ipertensione prima della gravidanza rappresenta, come già segnalato, un fattore di rischio di per sé. In numerose pubblicazioni scientifiche viene segnalato come una elevata pressione arteriosa pre concepimento possa essere determinante per aborto precoce e sulla prematurità fetale ed il basso peso alla nascita. Al terzo mese di gravidanza l’incremento pressorio deve essere posto in diagnosi differenziale tra la gestosi del terzo trimestre e il rigetto acuto o nefropatia glomerulare.

In che modo viene espletato il parto?
Le trapiantate in gravidanza vanno indirizzate in centri esperti di gravidanze ad alto rischio Non esiste una univoca linea guida sull’espletamento del parto cioè se per via naturale o con taglio cesareo. In una percentuale elevata (> 40%) il parto avviene pre termine con taglio cesareo sia per problematiche ostetriche che per rottura precoce delle membrane. Spesso alla nascita il feto presenta un peso basso (in media 2.200 3.200 Kg) associato a lieve ritardo di crescita. Il neonato andrà affidato ad un esperto neonatologo per la frequente prematurità (nel 50% dei casi la gravidanza viene espletata prima della 32° settimana).

Potrò allattare?
L’allattamento materno va evitato in quanto è stato dimostrato i passaggio dei farmaci (immunosoppressori, antiipertensivi etc) nel latte materno. La esperienza del Centro Trapianti di Bologna – Prof Stefoni riguarda più di 40 gravidanze che si sono concluse nella mag- gior parte dei casi in modo favorevole per la madre ed il bam- bino. Per quanto riguarda la funzione del rene trapiantato dopo la gravidanza possiamo affermare che se vengono rispettate alcune “linee guida” i rischi sono molto bassi. E’ comunque fondamentale che la donna in età fertile riceva una adeguata informazione pre concezionale relativamente alle possibilità ed i rischi connessi con la gravidanza.

Dott.ssa Paola Todeschini
Ricercatore U.O. di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna

Articolo a cura di ANTR.it – Link all’articolo originale Gravidanza dopo il trapianto di rene un sogno realizzabile

Newsletter AIDO.it I figli della dialisi.

05/08/2014 Pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation un importante studio italiano sull’esito della gravidanza nelle pazienti dializzate.

Si conferma che il sogno di un figlio per queste donne è difficile da realizzare. Ma non impossibile.
É uno studio tutto made in Italy quello pubblicato oggi su Nephrology Dialysis Transplantation e rappresenta una pietra miliare sull’argomento “gravidanza in dialisi”. Portare a termine una gravidanza per le pazienti con insufficienza renale terminale in trattamento dialitico rappresenta un’impresa, un evento eccezionale; pochi sono tuttavia i dati pubblicati sul confronto dei tassi di gravidanza nelle donne in dialisi, in quelle trapiantate e nella popolazione generale. Giorgina Barbara Piccoli e colleghi del gruppo di studio italiano “rene e gravidanza” hanno dunque deciso di valutare l’incidenza dei nati vivi da madri dializzate, confrontandola con quella dei nati da madri sottoposte a trapianto di rene e con quella della popolazione generale.

L’indagine è stata condotta esaminando tutti dati relativi ai centri dialisi pubblici italiani nel periodo 2000÷2012 (interviste telefoniche) e i registri italiani di dialisi e trapianto. Nel periodo in studio, 23 donne in dialisi (tre delle quali in dialisi peritoneale) hanno portato a termine con successo una gravidanza (una delle quali gemellare); tre bambini (compreso uno dei due gemelli) sono tuttavia deceduti nei primi tre mesi di vita; 19 bambini sono nati pretermine (un terzo dei quali è nato a meno di 34 settimane); il peso alla nascita e l’età gestazionale sono risultati inferiori nei bambini nati da madri in dialisi, rispetto ai 110 bambini nati da madri sottoposte a trapianto di rene.

L’incidenza dei nati vivi è stimabile dunque intorno a 0,7÷1,1 per 1000 donne dializzate di età tra i 20 e i 45 anni, contro il 5,5÷8,3 per 1000 donne trapiantate nello stesso range di età; mentre l’incidenza dei nati vivi nella popolazione generale italiana è di 72,5 per 1000 donne tra i 20 e i 45 anni.

In conclusione avere un figlio per una donna in dialisi non è impossibile, ma la mortalità neonatale precoce è piuttosto elevata; in particolare da questo studio risulta che una donna in dialisi ha una probabilità dieci volte inferiore di avere un bambino nato vivo, rispetto ad una donna sottoposta a trapianto di rene, che a sua volta ha una probabilità di avere un figlio nato vivo 10 volte inferiore rispetto alla popolazione generale. “La gravidanza in dialisi – commenta il professor Carmine Zoccali, direttore della rivista Nephrology Dialysis Transplantation – è possibile ma comporta rischi elevati per il neonato; le donne in terapia dialitica che vogliano avere una gravidanza dovrebbero dunque essere ben informate dei rischi; se sono giovani e in lista per il trapianto, potrebbe valere inoltre la pena posporre la gravidanza a dopo il trapianto, quando la funzione renale si sia stabilizzata e risulti adeguata”.
Maria Rita Montebelli, Quotidianosanita.it  
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